Fontanini: lo sport è una risorsa importante

Fontanini: lo sport è una risorsa importante

Il presidente dell’ente intermedio traccia un quadro della situazione dei principali impianti presenti in Friuli. “Lo stadio è stato costruito in tempi record senza sprechi, è un esempio”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Mud Magazine

Il passaggio del Giro d’Italia in Friuli ha rappresentato senza dubbio un momento di grande coinvolgimento per lo sport friulano, oltre a essere una vetrina di assoluto prestigio per i territori della provincia udinese. Ma qual è la situazione dell’impiantistica friulana? A riguardo abbiamo interpellato il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, che ha tracciato un quadro delle principali strutture presenti soprattutto nel capoluogo. Dallo stadio Friuli, rinnovato e dotato di ogni comfort, al palasport Carnera ancora indisponibile per i lavori di ristrutturazione: Fontanini ha analizzato l’attuale situazione in un’intervista rilasciata a Mud Magazine.

Presidente, si parla spesso del valore che ha lo sport per il territorio friulano. Che riscontri avete a livello provinciale?

Noi abbiamo domande che continuamente ci vengono portate da parte di tantissime associazioni sportive, perchè la Provincia di Udine è ai primi posti in Italia, considerando il rapporto tra abitanti e numero delle squadre presenti e risultati ottenuti. C’è moltissimo sport in tutti i paesi del nostro Friuli. Gli impianti sportivi sono numerosi, soprattutto quelli dedicati al calcio. Ma non solo. Abbiamo palestre, piscine, impianti per il basket, per la pallavolo, due tra le discipline più praticate nel nostro panorama provinciale. C’è molta partecipazione e numerose società che chiedono aiuto alla provincia. Dal canto nostro cerchiamo di rispondere a questa grande domanda, ricevendo il consenso delle associazioni che ritengono che i contributi ricevuti spesso sono determinanti per il prosieguo dell’attività.

A proposito di impianti, ora uno dei gioielli di Udine è senza dubbio il Nuovo stadio Friuli, frutto di una gestione pubblico-privato senza precedenti in Italia. Qual è il suo punto di vista a riguardo?

Senza dubbio il risultato è ottimo, perchè lo stadio è esteticamente bello, costruito secondo le nuove metodologie. Dà la possibilità agli spettatori di essere molto vicini ai giocatori e, dunque, c’è una visione più completa, più partecipata all’evento sportivo. E poi all’interno ospita tanti altri momenti extra-calcistici, ci sono diverse opportunità date ai cittadini di poter trascorrere qualche ora all’interno della struttura. Struttura, ricordiamo, costruita a tempo di record senza sprechi, come purtroppo eravamo abituati negli anni passati quando si facevano grandi investimenti… Penso, per esempio, a Italia ’90 quando ci fu l’ultima grande “sfornata” di denaro pubblico per adeguare gli impianti di calcio per i Mondiali e i risultati non sempre sono stati eccezionali. Questa volta, invece, l’Udinese Calcio e il Comune di Udine hanno ottenuto un buon risultato. Aldilà del nome, sul quale esprimo le mie perplessità. Per me quello è lo stadio Friuli, costruito dopo il terremoto come ricordo di questa terra. Anche la provincia ha investito per finanziarlo, quindi deve rimanere “stadio Friuli”, aldilà degli sponsor che aiutano la società di calcio per la sua programmazione. Non dimentichiamo che, anche se c’è una convenzione pluriennale in atto, lo stadio rimane di proprietà pubblica.

Dal calcio passiamo al basket. La Gsa Udine sta lottando per salire in A2, ma è costretta a giocare in un impianto non all’altezza, il palasport Benedetti di via Marangoni, a causa delle lungaggini nei lavori di ristrutturazione del Carnera…

Ci auguriamo che il Carnera venga recuperato al più presto, perchè rappresenta un impianto importante per la città, non solo per il basket, ma anche per gli spettacoli indoor. Questi sono ritardi un po’ troppo lunghi nel tempo… Quindi, ripeto, spero che sia nuovamente agibile in tempi rapidi per aiutare questa nuova squadra a salire in serie A. Udine merita la serie A anche nel basket, non solo nel calcio.

Infine, lei è appassionato di sport?

Sì, ma non a livello agonistico, mi piace lo sport “slow”, lento. Mi piace camminare soprattutto in montagna, superando anche dislivelli significativi. Anche perchè alla mia età lo sport agonistico non sarebbe praticabile, sarebbe troppo pericoloso per il mio fisico. Camminare, invece, nei nostri territori come le Valli del Natisone e la Pedemontana gemonese, che sono territori stupendi, dà grandi soddisfazioni.

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