Giorgio Di Centa, 43 anni: “Cercavo la vittoria”

Giorgio Di Centa, 43 anni: “Cercavo la vittoria”

“Non è facile a questa età seguire uno stile di vita esasperato” – ha raccontato il campione friulano – . “E io non guadagno niente per fare sport”.

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Immenso, eterno, Giorgio Di Centa. A 43 anni, 17 anni dopo il primo tricolore nella stessa massacrante 50 km di fondo, 10 anni dopo i due ori olimpici (staffetta e 50 km), 2 anni dopo l’ernia del disco e una stagione passata a chiedersi se sarebbe tornato, eccolo di nuovo salire sul podio più alto. «Cercavo la vittoria, arrabbiato dopo 4 secondi posti, quest’anno due per niente, 10” una volta e 15 centimetri un’altra contro De Fabiani. Ho ritrovato un grande team nel Corpo Sportivo dei Carabinieri.  E’ un piccolo team, ma abbiamo fatto un lavoro meticoloso. E mi sento un po’ d’esempio per i giovani che si allenano con me. I Carabinieri assorbiranno il Corpo della Forestale e dunque ci sarà più ricambio.   Ma io un anno ancora continuo e poi vorrei restare nell’ambiente. Non come allenatore però», ha raccontato a Tuttosport.

«Non è facile a questa età seguire uno stile di vita esasperato – continua – . E io non guadagno niente per fare sport. Però mi piace. Mi sono accorto già in settembre di sentirmi come a 34 anni. Il recupero non è più lo stesso, ma il motore c’è ancora. Dopo l’ernia del disco ho passato un anno difficile, ma ho recuperato, ho scelto una strada semplice, Coppa Italia, Marathon Cup e Assoluti. E devo dire che non mi sono mai allenato tanto come quest’anno, negli ultimi tempi. Sarò a 750 ore. Regolarità invidiabile. Poi il massaggiatore dice che muscoli molto elastici, come un 25enne. Insomma, la freschezza c’è. Considero lo sport uno dei miei hobby a cui tengo tanto e dedico tempo. Ho 4 figli, devo farli crescere, qualche soldino aiuta a completare la casa. Per finire: la testa, lo stato mentale è fondamentale. Poi bisogna volersi bene. Questa per 27 anni è stata la mia vita. A volte si prova un po’ di angoscia, sei in famiglia, vai a una cena, il pensiero torna agli allenamenti, a ciò che fai. Devi essere sempre molto preparato. Ma mi resta il piacere di andare forte. Dico solo che i miei genitori, che hanno vissuto sofferenze, guerre, la carestia, mi hanno trasmesso certi valori, questa testa caparbia. Io dico a mia moglie che siamo molto volenterosi nella vita. Troppo. La vedo sempre stanca».

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