Giro d’Italia, Cainero: “Occasione importante per le Valli”

Giro d’Italia, Cainero: “Occasione importante per le Valli”

Il patron della tappa friulana della corsa rosa ha presentato la tredicesima frazione che il 20 maggio partirà da Palmanova e giungerà a Cividale: “La capacità di far squadra è l’elemento vincente”. Madrina dell’evento la campionessa Elena Cecchini, accompagnata dal fidanzato Elia Viviani del Team Sky

Cividale apre le porte al Giro d’Italia. Questa sera il palasport della città ducale ha ospitato la presentazione della tredicesima tappa del Giro, in programma venerdì 20 maggio, con partenza da Palmanova e arrivo proprio a Cividale. Davanti a un migliaio di spettatori, sul palco si sono alternati campioni friulani di oggi e di ieri, dirigenti, istituzioni e sponsor, protagonisti di un evento che – per la prima volta – porterà alla ribalta nazionale le Valli del Natisone.

Giro Cividale CoroDue i testimonial d’eccezione: Elena Cecchini, campionessa udinese classe ’92 con un palmares di tutto rispetto nel quale spicca l’argento conquistato nel 2014 a Nyon (in Svizzera), e il fidanzato Elia Viviani, corridore prof del Team Sky che non ha nascosto le sue ambizioni: “L’obiettivo principale della mia stagione è proprio il Giro d’Italia, dovrò sfruttare i sette arrivi in volata per raccogliere punti preziosi per la maglia rossa”. In un certo modo, dunque, la corsa è già partita.

Ma la serata si è aperta con l’Inno d’Italia interpretato dal Coro alpino Monte Nero diretto dal maestro Mauro Vidoni, seguito da un filmato con alcune delle immagini più significative delle bellezze artistiche di Cividale del Friuli, città patrimonio dell’Unesco dal 2011.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Stefano Balloch: “La città di Cividale è pronta. Il GiroGiro Cividale Balloch d’Italia è un evento che stiamo aspettando da molto tempo. Cercheremo di costruire un’emozione. Il Giro è riuscito a trasmettere a tutti noi il senso di unione, di coesione, che consentirà di veicolare a tutti l’immagine della nostra zona, che è appunto un’immagine di unione e dinamismo, legata ai valori della nostra terra, ovvero il senso di appartenenza e la voglia di lavorare. Stiamo lavorando molto tutti insieme da diversi mesi, sono certo che saremo in grado di poter offrire un grande spettacolo e far vivere delle emozioni. Domenica, inoltre, si sarà anche la Granfondo, che oltre a lanciare un messaggio di solidarietà consentirà di osservare i nostri comuni con occhi diversi”. E proprio in merito alle bellezze delle Valli, è salito sul palco Sandro Rocco, Comunità montana del Torre, Natisone e Collio: “Le nostre terre sono fuori dalle rotte del grande turismo, ma questo evento può rappresentare una vetrina straordinaria”. A proposito di “vetrina”, sul palco del palasport di Cividale è salito Gianni Marchiol, ex calciatore classe ’39 e campione friulano della bicicletta e dei motori, al quale è stato dedicato un ringraziamento speciale per la sua brillante carriera sportiva.

A rappresentare, invece, la Provincia di Udine è stato il presidente Pietro Fontanini che ha lanciato un messaggio di speranza: “Cividale è nota in Italia, ma anche in Europa per aver ospitato un grande popolo come i Longobardi, nostri progenitori. Le Valli del Natisone sono luoghi bellissimi, che la bicicletta può aiutare a scoprire in modo inedito. Si tratta però anche di zone abbandonate sulle quali in queste ultime settimane si stanno abbattendo nubi pesanti sul fronte economico. Speriamo che il passaggio del Giro riporti fiducia in queste terre“.

Giro Cividale MianoMa la serata è stata anche l’occasione per “riabbracciare” alcuni campioni delle Valli come la ciclista su strada e ciclocrossista classe ’65 Maria Paola Turcutto, il campione del basket (attualmente tesserato con Orzinuovi, in serie B) Roberto Chiacig assente “giustificato”, o l’ex professionista della boxe degli Anni ’60 Alfredo Vogrig che a 80 anni ha dato ancora mostra di doti atletiche importanti. Spazio, ovviamente, anche al calcio con l’ex centrocampista classe ’61 Paolo Miano, originario di San Pietro al Natisone cresciuto nel settore giovanile dell’Udinese ed esploso in serie A negli Anni ’80 proprio con i colori bianconeri. “Il calcio di allora era più artigianale – ha raccontato -, ma con una maggiore tecnica. Era molto più difficile fare gol per via delle marcature a uomo. Adesso tutto è cambiato, anche dal punto di vista mediatico. Nella mia carriera ho incontrato diversi difensori Gentile, Furino, rammarico di dover smettere Il mio unico rammarico è essere stato costretto a ritirarmi troppo presto… A causa di problemi alla tiroide, ho smesso a 31 anni, però io vivo nelle Valli e le ho rappresentate a modo mio, facendo il calciatore. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente Enzo Cainero che da anni auspicava di portare qui il Giro“. Presenti in sala altri due ex bianconeri: Gigi De Agostini e Attilio Tesser. Tra i campioni del pallone premiati al palasport di Cividale anche l’ex ala di Atalanta, Juventus, Verona e Inter classe ’58 Pietro Fanna, originario di Grimacco. “Quella del calciatore è una carriera molto particolare, servono coraggio, determinazione e un pizzico di incoscienza. Ritorno? Sì, c’è il richiamo delle Valli“. Sul palco anche Giorgio Croce, presidente della Scuderia Friuli e organizzatore del Rally delle Alpi Orientali.

Si è così arrivati al momento-clou dell’evento, la presentazione della tredicesima tappa da parte del patron Enzo Cainero assistito dall’ingegner Stefano Di Sant. Una tappa caratterizzata da discese molto impegnative, con 3.450 metri di dislivello. “Le Valli non sono conosciute nemmeno a Udine – l’incipit di Cainero –. Bisogna a far capire che le Valli hanno tutte le potenzialità per far trascorrere alla gente momenti felici. In questa circostanza ciò che mi ha colpito è stata la capacità di far squadre tra le tante realtà territoriali. Questo il mio appello agli amministratori: sfruttate questa occasione, che non deve rimanere un episodio isolato. Sto già pensando al 2017, non per il Giro d’Italia professionisti ma per qualcosa che ci va molto vicino… Crediamoci, continuiamo con questo spirito, magari daremo una prospettiva futura a queste terre meravigliose che sono le Valli del Natisone“.

Il commento tecnico è stato affidato a Luca Gialanella, responsabile dell’area Ciclismo della Gazzetta dello Sport: “Questo è un giro che sa osare, che attraverserà strade da troppo tempo dimenticate, così come vuole la grande tradizione del Giro, un filo rosa che riesce a scoprire terre assolutamente sconosciute e riesce a valorizzarle al meglio. Nell’arco di 14 anni lo Zoncolan è diventato la montagna più importante d’Europa e la salita che tutti vogliono scalare. Il Friuli Venezia Giulia è diventato centrale nel progetto del Giro. Il Friuli quest’anno potrebbe “fare 13”, sicuramente quella friulana è una delle tappe più importanti, che potrebbe sconvolgere la classifica”.

Non è mancato poi un richiamo alla solidarietà con la Corsa per Haiti presentata dal presidente Sante Chiarcosso (http://www.corsaperhaiti.com/), mentre i saluti finali sono stati affidati al vice-presidente della Regione Fvg Sergio Bolzonello: “Questa è un’opportunità straordinaria per conoscere un territorio che nemmeno gli stessi friulani conoscono. La tappa del Giro rappresenta il primo capitolo di un progetto molto più ampio“.

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