Paralimpiadi Rio 2016: tennistavolo, Giada Rossi bronzo che sa di oro

Paralimpiadi Rio 2016: tennistavolo, Giada Rossi bronzo che sa di oro

““Non è solo il primo bronzo paralimpico, è la mia prima Paralimpiade – spiega raggiante l’atleta di Poincicco di Zoppola (PN) – Già esserci era un sogno, così questo sogno è ancora più colorato. “

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Giada Rossi, esordiente in questa Paralimpiade, anzi, pongista che in verità era stata inserita nel progetto Tokyo 2020, vince la medaglia di bronzo nel tennis tavolo, categoria 1-2. Lo fa battendo la thailandese Chichitparyak Bootwansirina 3-0 (12-10; 11-0; 11-9), contro la quale la friulana aveva già vinto nel girone eliminatorio per 3-1. Dopo un primo set combattuto chiuso ai vantaggi 12-10 – con due spigoli consecutivi sull’8-8 e sul 9-9, uno per uno, che potevano far presagire una gara più lunga e combattuta – la giovane 22enne ha piazzato un parziale di 11-0 nel secondo set, tramortendo letteralmente l’avversaria. A seguire, la vittoria nel terzo parziale, di due punti, 11-9, con un colpo pensato, voluto, inventato da Giada e dal suo allenatore Alessandro Arcigli. Un colpo alto, vicino alla rete, un pallonetto al quale l’avversaria non riusciva, non poteva arrivare e che ha provocato qualche borbotto del pubblico. La friulana ha risposto nel modo migliore: con la medaglia. Giada Rossi, in semifinale, aveva dovuto cedere le armi alla coreana Seo Su Yeon – che ha chiuso sul secondo gradino del podio, dietro alla cinese Liu J -che dopo un primo set punto a punto ha fatto valere la sua esperienza internazionale.

IL TETRA-LOOP — “Le medaglie sono tutte bellissime, importanti e fondamentali ma ci sono medaglie e medaglie – spiega un commosso Arcigli – Le medaglie non si contano ma si pesano. Giada è una ragazzina che era stata inserita nel progetto ‘Tokyo 2020’. Qualificarsi era un sogno, passare il girone anche, superare i quarti pure. Salire sul podio è qualcosa di meraviglioso. So la fatica che c’è dietro a questa medaglia, non riesco nemmeno a piangere”. E sul colpo che le ha fatto vincere il bronzo: “Il non addetto ai lavori può aver pensato che stessimo approfittando della disabilità altrui. Ma non è così. Semplicemente è normale giocare sui punti deboli dell’avversario. È peculiare nello sport paralimpico, anzi, nello sport in generale: se gioco contro un avversario che non sa fare il rovescio, gli gioco sul rovescio. Giada è la prima donna al mondo che fa questo colpo. Lo abbiamo pensato, studiato, allenato, lei ci ha creduto. Non è facile farlo senza avere la sensibilità nelle mani, come Giada, che è tetraplegica. Significa che lo prova ore e ore e ancora altre ore perché lo deve fare quando stiamo 9 pari, non quando non serve a niente. Siamo felici che il pubblico si sia appassionato, ma già siamo tutti allenatori di calcio, se diventiamo anche allenatori di tennis tavolo è la fine” ride felice.

ORA LA GARA A SQUADRE — “Non è solo il primo bronzo paralimpico, è la mia prima Paralimpiade – spiega raggiante l’atleta di Poincicco di Zoppola (PN) – Già esserci era un sogno, così questo sogno è ancora più colorato. Ora inizio a riprendere fiato, fino a pochi secondi fa ero tachicardica. Son contenta, più di così non potevo fare. Prima di Tokyo 2020, c’è la gara a squadre, adesso ci godiamo questa vittoria, e poi, sì, c’è Tokyo, bisogna migliorarsi sempre, non smettere mai. La dedico alla mia famiglia e a tanta altra gente che non elenco perché le persone alle quali devo un grazie lo sanno chi sono”.

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