Scherma, Bebe Vio ha iniziato il count-down per Rio

Scherma, Bebe Vio ha iniziato il count-down per Rio

La campionessa mondiale in carica di scherma paralimpico ha cominciato da diverse settimane il suo personale count-down: “Attendo questo momento da prima di Londra 2012”. Premiata oggi come “Veneziana dell’anno”, ha commosso il pubblico del teatro La Fenice per il suo ammirevole coraggio e la contagiosa esuberanza

“Mancano 241 giorni a Rio 2016“. Sorprende che un atleta abbia cominciato con così largo anticipo il count-down per le Olimpiadi. Ma sorprende ancora di più se l’atleta in questione è una sportiva del tutto speciale come Beatrice Maria Vio, conosciuta più semplicemente come “Bebe”, attuale campionessa mondiale in carica di scherma paralimpico. Premiata questa mattina al Teatro La Fenice come “Veneziana dell’anno” nel corso della cerimonia organizzata dall’associazione Settemari, Bebe Vio a soli 18 anni rappresenta un concentrato di coraggio, umanità, entusiasmo ed energia.

Nemmeno una meningite fulminante che a soli 11 anni l’ha privata di avambracci e gambe ha spento il meraviglioso sorriso di Bebe, che fin dalla tenera età ha scoperto il suo amore smisurato per la scherma. Dopo 104 giorni di ospedale – come lei stessa ha precisato durante la premiazione -, e soprattutto un lunghissimo periodo di sofferenza e privazione (a cui si aggiungono delle evidenti cicatrici presenti su tutto il corpo), Bebe Vio ha trovato la forza di ricominciare, per questo è stata definita, in gergo scout, la Fenice Radiosa. Con l’utilizzo di speciali protesi agli superiori e inferiori, la giovanissima veneziana ha potuto riprendere gli allenamenti di scherma e in pochi anni si è affermata prima a livello nazionale e poi internazionale. Un’escalation culminata lo scorso settembre con il primato mondiale a Eger (in Ungheria), che le ha spalancato le porte per le Paralimpiadi di Rio 2016.

“Sto contando i giorni che mancano a Rio da quando ne mancavano 500 – confida a MondoUdinese.it -, non vedo l’ora di arrivare in Brasile. Ci sono ancora molte tappe da fare, due Coppe del Mondo, l’Europeo e l’esame di maturità. Quest’ultima credo sia la più dura di tutte, però comunque non vedo l’ora. E’ il mio obiettivo da prima di Londra, è da otto anni che aspetto questo momento. Sarà il banco di prova per capire quanto e come abbiamo lavorato in questo periodo”.

E pensare che se non fosse stato per l’incoraggiamento di due noti atleti paralimpici, la vita di Bebe Vio sarebbe stata molto diversa. “Devo ringraziare Oscar Pistorius e Alex Zanardi – risponde prontamente -. Beh, Alex sempre e Oscar meno per le ultime vicende… però sono una sua grande amica e non voglio giudicarlo per l’ultimo errore commesso, ma per tutto il bene che ha fatto nel corso della sua vita. Lui è venuto a trovarmi appena uscita dall’ospedale e mi ha detto: “Bebe, svegliati. Riprenditi ad allenarti, fai atletica, altrimenti resterai tutta la vita sulla carrozzina”. Oscar e Alex mi hanno fatto capire che avrei potuto avere un’altra possibilità. Mi è scattata la molla per ricominciare, in un momento difficilissimo”.

Infine l’atleta veneta si è soffermata sul riconoscimento ricevuto alla Fenice: “E’ un premio importantissimo non solo per il fatto di essere veneziana, ma soprattutto pensando a chi l’ha ricevuto prima di me come Luigi Brugnaro (attuale sindaco di Venezia, ndr) e tantissimi altri. Sono felice di essere entrata nella storia del premio, con qualche record. In 37 anni credo di essere la sesta donna a riceverlo e la prima disabile. Il “fattore Venezia” comunque è importante perchè ti ricorda le origini, da dove sei partito e chi ti è stato vicino fin dall’inizio. E’ importante rimanere sempre con i piedi per terra, che detto da me che non ho le gambe può sembrare strano… (ride, ndr)”. Così genuina, così ironica, così radiosa: lo sport italiano ha scoperto una nuova testimonial.

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