Antonutti: “Cara Gsa, usa la velocità per fermare Blackshear”

Antonutti: “Cara Gsa, usa la velocità per fermare Blackshear”

L’ala della The Flexx Pistoia ha giocato la scorsa stagione con lo statunitense di Unieuro Forlì, prossima avversaria dei bianconeri in campionato: “Non è un gran tiratore, ma ha un fisico possente. E’ un vero fuoriclasse per l’A2”. E sull’Apu sottolinea: “Felice di rivedere così tanto entusiasmo attorno alla squadra”

Arrivano anche da Pistoia gli applausi per la Gsa Udine. E più precisamente è l’ex snaiderino Michele Antonutti a complimentarsi con la formazione friulana, che dopo le prime tre giornate di serie A2 si ritrova con quattro punti in classifica. L’ala friulana classe ’86, sempre vicina alle vicende dell’Apu, conosce molto bene alcune new entry del team di Lino Lardo (come Allan Ray, con il quale ha giocato a Montegranaro nella stagione 2010-2011) e ancor di più uno dei prossimi avversari dei bianconeri ovvero Wayne Blackshear, ex compagno di squadra lo scorso anno a Pistoia. Ma come si può fermare il talentuoso cestista americano? A questa e ad altre domande Antonutti ha risposto nel corso di un’intervista concessa alla nostra testata.

Antonutti, la Gsa Udine è partita forte con due vittorie in tre partite disputate. Se l’aspettava?

Si tratta senza dubbio di un risultato molto positivo. Non è facile fare il salto di categoria e avere subito un impatto così positivo. Questo mi fa molto piacere perchè vuol dire che c’è la maturità e la chimica di squadra è già buona. Sicuramente sono stati effettuati dei movimenti di mercato importanti.

In particolare gli innesti di Stan Okoye e Allan Ray hanno dato la scossa decisiva…

Li conosco bene entrambi. Con Allan ci ho anche giocato insieme qualche anno fa, sono due giocatori di massimo livello per la serie A2. Possono far fare il salto di qualità a Udine. Inoltre sono quei giocatori che fanno amare di più la squadra con le loro giocate e la loro intensità.

E la piazza, infatti, sta rispondendo alla grande con una massiccia partecipazione agli incontri casalinghi. Da friulano, immagino le faccia piacere rivedere Udine nuovamente così “viva”…

Certo, è bellissimo. Mi fa molto piacere che tra le persone si torni a parlare della pallacanestro che conta. Si torna a parlare di Udine tra le “big”, mi dà grande orgoglio. Sono anche molto contento che i tifosi udinesi stiano seguendo la squadra anche a Cividale. E’ un segnale importante.

Domenica la Gsa Udine affronterà fuori casa Forlì, già incontrata alle Final Four di Montecatini, dove milita un Unieuro Forli Blacksheargiocatore che lei conosce bene: Blackshear. Quali sono le sue caratteristiche?

A Forlì ci sono stato (nel 2014, ndr), la Gsa Udine troverà un ambiente molto caldo, giocare al PalaFiera è difficilissimo. E’ una piazza che ha un grandissimo entusiasmo, il pubblico sta molto vicino alla squadra, come si è già visto alle finali. La società ha costruito un roster importante, avendo preso Blackshear che è un fuoriclasse per questa categoria. Wayne, con il quale ho giocato lo scorso anno a Pistoia, vanta una fisicità notevole, può giocare sia da 3 che da 4, fa sentire le sue doti fisiche sui suoi avversari. Ha disputato una buona stagione in A1, ma ha scelto di andare a Forlì per riportare il club ai massimi livelli. E’ un giocatore che ha fatto una grande carriera a livello universitario con , ha avuto un grande allenatore come Rick Pitino. E’ un ottimo giocatore, metterà il suo fisico da ala grande e ala piccola.

Quali sono i suoi limiti?

Blackshear ha mani buone, sa usare il fisico, ma non ha un grandissimo palleggio e nemmeno un grande tiro. Sulle difese statiche può sfruttare bene la sua forza. Per affrontarlo, quindi, bisogna giocare in dinamicità, non l’uno contro uno statico.

Tornando alla Gsa Udine, ci sono altre sue “vecchie conoscenze” arrivate a fine mercato: Gino Cuccarolo e Andrea Traini…

Conosco entrambi, hanno voglia di dimostrare il loro valore. La loro qualità principale è che giocano sempre al cento per cento. Spero per loro che sia un grande campionato. Rivolgo loro un grande e sincero in bocca al lupo. E’ sempre bello vedere giocatori italiani che riescano a ritagliarsi spazi importanti e che giochino a certi livelli. In particolare, Traini ha grande intensità, piedi veloci, è un furetto in campo. Spero che non abbia nessun problema che lo possa condizionare a livello fisico. E’ veramente un bel giocatore da vedere.

E di Pistoia, invece, cosa ci racconta? Il vostro obiettivo principale rimane la salvezza?

Sì, partiamo da una salvezza tranquilla. La forza di questa società è proprio lavorare seriamente, senza mai fare passo più lungo della gamba. In questo avvio di campionato abbiamo avuto due trasferte complicate. Siamo leggermente indietro sulla tabella di marcia, ma vincere su campi come Avellino o Caserta in serie A è molto difficile. Per strappare punti fuori casa servono davvero grandi partite. La squadra è giovane ed è stata molto rinnovata, inoltre abbiamo anche qualche problema di infortuni. Siamo leggermente indietro sulla chimica, ma c’è molto entusiasmo e voglia di fare, quindi sono fiducioso. Ne usciremo bene da questo inizio non semplice.

A febbraio Pistoia è arrivata per la prima nella sua storia alle Final Eight… può essere questo l’obiettivo di metà stagione?

Il primo obiettivo giocare bene come squadra. La Coppa Italia rappresenta una competizione a sè. Personalmente ne ho disputate sei e ogni volta è un’emozione bellissima. Sicuramente vorremmo bissare l’esperienza dell’anno scorso. Ora attendiamo alcune sfide in casa per raccogliere punti e viaggiare in “sicurezza”.

(foto: BasketInside.com – GazzaNet)

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