Basket: Duro impatto dell’Italbasket a Euro2015

Basket: Duro impatto dell’Italbasket a Euro2015

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Non è andata come speravano i molti tifosi azzurri. L’impatto con gli Europei dell’Italbasket (a detta dei critici) più forte di sempre si è conclusa con una sconfitta, al cospetto di una Turchia apparsa più squadra pur se inferiore nelle individualità.

Sono sostanzialmente bastati ai turchi dieci, dodici minuti di Ilyasova e Dixon, ex-Treviso che oggi si fa chiamare Alì Mohammed, e una mezz’ora di sofferenza per portare a casa la vittoria. Pianigiani si trova puntualmente con il grattacapo che più o meno tutti si attendevano all’inizio: saprà un manìpolo di grandi-firme diventare squadra, soffrire l’uno per gli altri, compattarsi a tutela della maglia che portano? “Nì”, la risposta di ieri sera. Sicuramente non sì, perché in difesa (specialmente nel primo quarto ma in sostanza per l’intera gara) gli azzurri non ci hanno capito nulla dell’esemplare e semplice gioco avversario. E di certo non è possibile creder che gente come Hackett, Datome e compagnia non siano in grado di leggere, con sufficiente anticipo, il basico gioco briosamente chiamato pick’n’roll, fondamentale costato decine di punti stasera con il gigantesco Semir Erden a farla da padrone. Grande ma inutile prova di Gallinari, cui non può essere imputato l’errore sul quindicesimo tiro libero scagliato (avendone segnati quattordici su quattordici in precedenza); a intermittenza le altre stelle Datome, Belinelli, Gentile e soprattutto Hackett. Peccato: perché dopo l’inizio-choc era vistosamente calato il talento NBA Ilyasova, e a 18” dalla fine la gara era stata ripresa, seppur per i capelli.

Si sapeva, comunque, che questo europeo multinazionale sarebbe stato impegnativo: le maggiori squadre continentali, infarcite di connazionali che disputano il più competitivo campionato del mondo (NBA) schierano quasi tutte le truppe cammellate di rientro (eccezione ne sia Marc Gasòl, centro ispanico che ha dato forfait) ad iniziare dalla Francia, favoritissima del torneo. Ma nulla dev’esser dato per scontato. Nel girone italiano, ad esempio, fatica oltremisura la Germania di Fleming e Dirk Nowitzki contro l’Islanda, mentre i giallorossi di Sergio Scariolo vengono sconfitti dalla temibilissima Serbia, che mette in campo sagacia e grinta trasmesse da Sasha Djordjevic e vince di dieci.

Oggi è già tempo di rivincita: alle 18,00 partita da dentro o fuori contro l’Islanda guidata in campo dal già ucraino Pavel Ermolinskij. Se la Pianigiani band dovesse uscire sconfitta, potrebbe già esser costretta a fare i bagagli per una poco gloriosa ancorché prematura rimpatriata.

E comunque possono anche vincerlo, l’Europeo: ma il melting pot di talento, grinta e capacità della Nazionale che nel 1999, agli ordini di Boscia Tanjevic, trionfò nella manifestazione continentale, formato da Jack Mano Calda Galanda, il Sonny Boy di via della Vigna, da Bonora Basile Fucka, da Marconato Giàss Chiacig Meneghin e Miki Mian, beh era un’altra cosa. Meno NBA, tanto talento e pura forza di gruppo. L’urlo di Galanda, dopo una tripla alla Lettonia nella semifinale olimpica 2004 ad Atene, lo porto nel cuore quanto, se non di più, quello di Tardelli datato 1982.

Franco Canciani @MondoUdinese (Foto megabasket)

 

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