Brava Spagna, Grande Gasol. L’Eurobasket è Vostro

Brava Spagna, Grande Gasol. L’Eurobasket è Vostro

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Inizio polemico: in Italia non è poi così comune avere la pay TV. Onde per cui, come accade in Paesi più civilizzati, mi aspetterei che accanto a pacchi, Amadei e amenità varie alla Televisione di Stato si acquistassero anche i diritti televisivi dei grandi avvenimenti, Europei e Mondiali. Niente: SKY o streaming. O nulla.

Ma chi ha avuto la ventura di vedersi qualche gara di questo campionato Europeo, ha potuto godere di un basket spesso sublime, quasi mai banale.

Abbiamo amato l’Islanda sempre sconfitta di misura, la quale dopo l’ultima gara-eliminazione si è radunata sotto l’onda blu dei mille tifosi isolani che hanno intonato cori con i loro beniamini.

Abbiamo amato le innumerevoli stelle europee d’esportazione in NBA, alcune delle quali hanno realmente dato spettacolo. Gente come Gasòl e Valanciunas fanno impallidire alcuni strapagati pseudo-campioni stars and stripes.

Abbiamo anche imparato ad amare un’Italbasket partita in sordina, cresciuta nel tempo ed arroccata attorno ai propri totem, cui si è aggiunto a pieno titolo un Ale Gentile semplicemente eccellente. Come ripetiamo da giorni, ora è tempo di pensare a qualificarsi per Rio de Janeiro: una volta in Brasile ce la giocheremo. Alla grande.

Abbiamo ricevuto un’esemplificativa rappresentazione di cosa siano le porte scorrevoli, le sliding doors dei treni metropolitani che cambiano una storia. La Germania sbaglia l’ultimo tiro contro la Spagna nel girone di qualificazione, perde, viene eliminata e dà l’addio a Dirk Nowitzki (fosse entrato quel tiro, probabilmente sarebbe stato Gasòl a lasciare la nazionale); Gentile commette l’unico errore del suo Europeo infilandosi nel nulla con la palla della vittoria sui lituani fra le mani, e i baltici se ne vanno dritti fino alla finale…

Ed in finale, abbiamo avuto ancora una volta la grazia di godere delle prestazioni sovrumane di Pau Gasòl Sàez, trentacinquenne  català che ne piazza quaranta in semi- contro la Francia, “solo” venticinque in finale sui lituani (ma realizza una specie di tripla doppia con 12 rimbalzi e 10 falli subiti) sollevando il mio personalissimo trofeo di MVP dell’anno. Alle Olimpiadi, assieme a SanEmeterio, Reyes, Llull ed al fratello Marc darà a Scariolo una certezza ancor maggiore di solidità, talento, punti e peso specifico.

La Lituania è arrivata semplicemente finita alla gara terminale: come la Grecia ai mondiali di Saitama, quando batté in semifinale gli USA di Krzyzewski ma all’atto decisivo fu demolita dagli spagnoli; come l’Italia ad Atene 2004, dopo la battaglia contro i lituani ed arrivando spremuti in finale con gli argentini; come gli azzurri di calcio agli europei 2012, quando batterono Inghilterra e Germania ma in finale contro la Spagna mancarono forze, energie, testa e gambe.

Stasera la Spagna era semplicemente troppo forte per questa Lituania, ammirevole e generosa. Ma se Clavér stoppa Valanciunas significa che l’esito può essere solo uno. e così è stato.

Gli iberici hanno controllato senza troppi affanni i tentativi da tre dei lituani, rispondendo con i vari Llull, Gasòl, financo Clavér sempre dalla lunghissima misura. Onore ai vari Kalnietis, Seibutis, Maciulis, Jankunas e Valanciunas, ma stasera e per tutto il torneo la solidità mentale di Scariolo e dei suoil’ha fatta da padrone.

Archiviamo in fretta quest’Europeo: da settimana prossima ci dedicheremo ad una pallalcesto solo apparentemente più modesta, e seguiremo da vicino l’avventura della GSA di Pedone, Lino Lardo e capitan Vanuzzo. Nella speranza che il grande basket a Udine non sia più e non sia solo un’illusione.

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