E’ arrivato il “crack” della Gsa Udine, Laser: darò il massimo

E’ arrivato il “crack” della Gsa Udine, Laser: darò il massimo

Il play americano ex Kavala è giunto in Italia ieri mattina e nel pomeriggio ha svolto un parziale allenamento assieme ai nuovi compagni. Visione di gioco e precisione sotto canestro rappresentano i punti forti del suo curriculum

Tyler Laser al servizio della Gsa Udine. Ieri mattina il playmaker americano classe ’88 è sbarcato in Friuli e nel pomeriggio ha conosciuto i suoi nuovi compagni di squadra. Senza dubbio è proprio l’ex play del Kavala la scommessa più interessante lanciata dalla società di Alessandro Pedone per la stagione 2016-2017, che scatterà il 2 ottobre con il match casalingo contro Ravenna. Le percentuali e il curriculum molto europeo con i quali Laser si presenta a Udine parlano di un giocatore dalle doti importanti, capace di integrarsi in contesti diversi in breve tempo. Ieri solo un assaggio sul parquet (in attesa delle visite mediche che verranno effettuate questa mattina), ma da lunedì Tyler comincerà a lavorare a stretto contatto con Castelli & co. Intanto abbiamo raccolto le sue primissime impressioni.

Laser, come ha accolto l’opportunità di giocare in Italia, per la Gsa Udine?

Sono veramente emozionato. Ho giocato nell’Est Europa per i primi cinque anni della mia carriera e mia moglie e io desideravamo spostarci verso l’Europa Occidentale, per cui siamo davvero molto emozionati di essere qui, in Italia, con la sua cultura e la sua storia. Amiamo fare giri turistici, perciò siamo molto emozionati di essere in questo Paese. Credo che questa sarà un’ottima stagione e non vedo l’ora di giocare.

In generale cosa ne pensa della pallacanestro italiana?

Onestamente non ne so molto, perciò di giorno in giorno la conoscerò, imparerò com’è e mi adeguerò.

E per quanto riguarda la sua esperienza in Grecia? So che ha giocato molto bene nel Kavala, ma qualcosa è andato storto a livello di squadra…

C’erano molte cose che non andavano… I problemi cominciano sempre dall’alto. Penso semplicemente che la società fosse gestita male e questo ha provocato ripercussoni nella squadra. C’è stato un effetto a cascata… In questo club spero solo che ci sia una leadership forte, dall’alto dell’organizzazione: se la direzione dell’organizzazione sarà forte, ciò renderà forte tutto il club.

Abbiamo letto delle statistiche molto interessanti su di lei… ma quali sono le sue caratteristiche principali?

Dunque sono una guardia, sono stato un tiratore per tutta la mia carriera. Negli Stati Uniti usiamo l’espressione “essere nel club dei 50-40-90”, quando realizzi il 50 per cento dei tiri dal campo, il 40 per cento dalla linea dei 3 punti e il 90 per cento dalla linea dei tiri liberi e io solitamente mi avvicino molto a questa media durante la stagione, perciò sono orgoglioso delle mie capacità di tiro. Mi piace pensare che riesco a immaginare l’andamento di una partita e che riesco a prevedere il gioco prima che avvenga. Ho molta esperienza, ho giocato come playmaker per tutta la vita quindi credo di essere in grado di indirizzare il gioco della squadra e aiutare i miei compagni a capire dove stare sul campo e come “leggere” una partita. Questo è ciò in cui credo.

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione?

Raggiungere i play-off e vedere poi cosa succede.

 

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