Gsa Udine, bienvenido Porta: stimolante giocare per salire

Gsa Udine, bienvenido Porta: stimolante giocare per salire

Il play italo-argentino è arrivato a Udine dalla Danimarca con un bagaglio di esperienze e titoli internazionali invidiabile, ma il suo obiettivo è solo uno: “Conosco l’obiettivo di questa società, sono qui per mettermi a disposizione e dare il massimo”. Sarà già a disposizione per la gara di domenica con la Fiorentina

New entry alla Gsa Udine. E’ stato presentato questa mattina al palaBenedetti l’ultimo acquisto – sia perchè è arrivato in settimana, sia perchè non ci saranno altri movimenti in entrata – in casa bianconera: Antonio Alejandro Porta. Il play italo-argentino classe ’83, reduce da un’esperienza in Danimarca e con un curriculum di altissimo profilo, è giunto a Udine con l’obiettivo di aiutare Manuel Vanuzzo & compagni a salire in A2 (l’intento dichiarato dalla società fin dall’inizio del campionato). Alla presentazione, affidata al general manager Davide Micalich, erano presenti alcuni ragazzi della scuola media Manzoni, coma già avvenuto in occasione della conferenza stampa di Christian Giuliomaria. Un ulteriore segnale di raccordo tra la società cestistica udinese e il territorio.

A dare il benvenuto a Porta è stato il presidente dell’Apu Alessandro Pedone: “Antonio ha un curriculum che parla per lui. Lo ringrazio per aver accettato la nostra proposta. Con lui abbiamo chiuso il processo di rafforzamento del gruppo. Antonio è consapevole di essere arrivato in un gruppo già molto affiatato, con un leader massimo che è Lino Lardo, che sta conducendo al meglio la squadra. I nostri attuali play Gianluca Marchetti e Vittorio Nobile sono bravi, ma è un reparto che andava rafforzato in vista dei play-off che sappiamo essere molto lunghi e difficili. Antonio porta un bagaglio tecnico notevolissimo per la nostra categoria. Tutti sanno che il nostro obiettivo è tornare in A2, cercavamo continuità in cabina di regia”.

Anche coach Lardo è molto soddisfatto dell’innesto italo-argentino: “Siamo soddisfatti. Nella mia carriera di allenatore ho cercato Antonio in alcuni passaggi nelle mie precedenti squadre, ma per vari motivi non sono riuscito ad averlo. Ora viene a rafforzare un gruppo che sta lavorando molto bene. Nonostante la grande esperienza, Antonio ha assicurato che si metterà a disposizione della squadra. E questo è ciò che conta. Qui si lavora bene, ogni volta che vengo in palestra sono contento e questo non è scontato”.  Poi il tecnico si è soffermato su alcune caratteristiche di Porta: “Ha alle spalle un’ottima carriera, ha militato nella nazionale argentina, una delle più forti al mondo. Ha disputato due Mondiali e un’Olimpiade nel 2008, giocando con colleghi molto forti come Emanuel Ginobili. Ribadisco, comunque, un concetto che ho espresso fin dal mio arrivo: la forza della nostra squadra è la difesa. Domenica scorsa è vero che abbiamo segnato 93 punti, ma abbiamo tenuto a 66 l’attacco più forte del campionato. Noi tuttavia non dobbiamo fare la guerra o, meglio, avere squadra di riferimento ben preciso, ma ogni settimana pensiamo alla gara dopo. Domenica ci aspetta la sfida con Firenze da non sottovalutare, anche se la classifica farebbe pensare a un incontro semplici. Dovremo fare i conti con i problemi fisici che hanno colpito i nostri esterni miglioramento ce ne sono ancora tanti”.

Micalich ha poi posto l’attenzione sulla nuova norma che ha consentito alla Gsa Udine di tesserare Porta: “Abbiamo approfittato della delibera emessa quest’anno che consente ai club di serie B di ingaggiare giocatori che abbiano giocato più di otto anni in Italia dal 2004 in poi. Era già stato fatto un sondaggio per Porta andato a vuoto, questa volta, invece, la trattativa è stata veloce, mi ha colpito l’entusiasmo di Antonio, che sarà già a disposizione per la gara di domenica contro la Fiorentina (palla a due alle 18 al palaBenedetti)”.

Lo stesso entusiasmo che traspare dalle parole di Porta: “Ringrazio la società per avermi dato la possibilità di venire. Tornare in Italia è sempre speciale per me, si tratta di una grande sfida per la mia carriera. Ritengo sia più stimolante giocare per vincere la categoria, piuttosto che per salvarci. Io vengo in una squadra che sta girando molto bene, dove c’è un bel gruppo. Sarò io che mi dovrò adattare e mi dovrò mettere a disposizione, facendo ciò che mi viene chiesto nel miglior modo possibile. Sono qui anche per dare una mano ai giovani come Marchetti. Passare la palla, coordinare la regia sono le cose che mi riescono meglio. Se vedo un compagno che può andare a canestro, gli passo la palla, anche se sono in grado anche di attaccare”. Sulla stagione in corso aggiunge: “Sappiamo qual è l’obiettivo: Udine deve tornare in un campionato di più alto livello, ricordo le grandi sfide al Carnera con giocatori e tecnici importanti”. Antonio ricorda i suoi trascorsi con Christian Di Giuliomaria: “Abbiamo giocato insieme a Verona… e poi conosco molto bene il curriculum di Lardo”. Nella stagione attuale stava difendendo i colori degli Svendborg Rabbits, formazione del campionato danese. “Desidero ringraziare il mio club perchè sono stati molto disponibili a cedermi. Cosa mi ha lasciato quell’esperienza? Ho trovato un popolo molto diverso, con altri ritmi. A livello umano mi hanno dato tanto, prendono la vita da un altro punto di vista”. Il legame con l’Argentina resiste, anche se nel cuore c’è tanta Italia: “Tutta la mia famiglia vive in Argentina, dove sono sempre tornato con la Nazionale. Con gli anni, però, la nostalgia passa. Come sapete il popolo argentino è 50 per cento italiano e 50 spagnolo, io vengo dalla parte italiana, per questo mi sento molto italiano”.

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