Gsa Udine, Di Giulio si “ripresenta”: darò tutto per questa maglia

Gsa Udine, Di Giulio si “ripresenta”: darò tutto per questa maglia

Dopo quasi sette anni il centro romano torna a vestire la casacca friulana: “Sono sempre rimasto legato a questa città. Dimenticatevi il giocatore del passato, sono qui per mettermi a disposizione della squadra con ruolo e responsabilità diverse”. E domani sarà “arruolato” per l’anticipo-clou contro Urania

Grintoso, diretto, efficace: sono passati quasi sette anni dall’ultima apparizione in terra friulana eppure il tempo non sono ho scalfito il suo volto e il suo carattere, anzi li ha rafforzati. E’ questo il ritratto di Christian Di Giuliomaria, il “botto” di mercato della Gsa Udine presentato questa mattina dall’amministratore delegato e general manager Davide Micalich al palaBenedetti, davanti agli organi di informazione e a una trentina di ragazzi della scuola media Manzoni, “ospiti speciali” della società.

Proprio a loro è rivolto il primo pensiero del presidente Alessandro Pedone: “E’ veramente una bellissima visione vedere questi ragazzi che rappresentano il futuro dello sport. Christian non ha bisogno di presentazioni, in passato ha rappresentato molto per questa città. Ci siamo parlati tempo fa per un progetto importante che poi però si concretizzò senza di lui. E ora siamo qui. Sono stato il primo sponsor di questo rientro, perchè so quanto ci tiene a questa squadra e a questa città. Avevamo delle esigenze tecniche che si sono presentate nel corso della stagione e crediamo che Christian possa dare moltissimo. Entra in un team estremamente affiatato con un leader incontrastato che è Lino (Lardo, ndr). In tanti anni che seguo il basket non ho mai visto giocare così “da squadra”, un principio importante sia nello sport che nella vita. Sono certo che Christian porterà il suo “mattoncino”, che ci deve proiettare verso palcoscenici maggiori”.

Entusiasta dell’arrivo del centro romano classe ’79 anche il coach Lino Lardo: “Non posso che essere soddisfatto di questo innesto. Abbiamo problematiche fisiche con Joel Zacchetti e Manuel Vanuzzo, ma si tratta di un innesto comunque importante. In un gruppo come il nostro, che è vincente e sta giocando molto bene, credo che Christian ci possa dare la possibilità di avere soluzioni tattiche ancora migliori, soprattutto nel gioco interno, che in parte avremmo dovuto avere con Joel, il quale, a causa dei suoi problemi fisici, non è riuscito a darci. Mi fa piacere soprattutto aver sentito le motivazioni di Christian, questo è l’aspetto più importante. A ogni giocatore avevo parlato di motivazioni, e così ho fatto anche con lui: gli ho detto che se c’era anche solo l’un per cento che potesse farlo desistere, me lo avrebbe dovuto dire. Tra l’altro Christian stava giocando in una squadra che stava andando molto bene (Campli, ndr), mi metto nei panni del mio collega, che ho avuto come allenatore secoli fa, capisco la difficoltà a lasciar andare un giocatore così. Ci consentirà di allungare la rotazione nei lunghi e mi darà la possibilità di variare le soluzioni”. Anche coach Lardo sottolinea, poi, la presenza dei giovani ragazzi della scuola Manzoni: “E’ bello vedere così tanti ragazzi insieme al Benedetti. E ora mi spingo oltre, dicendo che mi piacerebbe invitarli tutti alla prossima gara in casa”.

Invito prontamente accolto dal presidente Pedone, che ha ufficialmente invitato i ragazzi per la gara del 7 febbraio contro la Fiorentina Basket.

Tornando all’arrivo di Di Giuliomaria, Micalich ha precisato: “Non lo abbiamo preso in una società in disarmo, anzi, Campli è una realtà che si sta nuovamente imponendo e Christian era un giocatore importante. Lo abbiamo tesserato in tempo record e sarà già a disposizione per la sfida di domani contro Urania Milano.

E Christian, che ha confidato agli studenti che se non avesse fatto il cestista sarebbe entrato nei corpi militari, non vede l’ora di tornare a indossare la maglia di Udine. “Ieri alcuni ragazzi mi hanno fermato dicendo che avevano la foto con me di quando avevano 7-8 anni, questa è un’emozione bellissima – racconta il romano -. A Udine sono molto legato. Non mi vergogno a dire che nell’ultima gara giocata, concisa con la retrocessione in A2, sono uscito in lacrime. Avevo fallito come capitano, la squadra era molto buona, ma non sono riuscito a salvarla. In questi anni ci siamo tenuti in contatto, c’erano state alcune possibilità di tornare, ma probabilmente i tempi non erano maturi. Ora lo sono. E lo dico in modo chiaro: “Qualsiasi cosa verrà chiesta per questa maglia sarà fatta”. Molti si sono chiesti perchè questo legame così forte per una realtà come Udine, decisamente più piccola rispetto alla sua città natale Roma. La risposta non lascia spazio a dubbi: “Quando fai questo lavoro la prima cosa dalla quale devi stare attento sono le persone false. A Udine inizialmente c’era il “buongiorno” distaccato, poi siamo passati al “ciao” e poi ho conquistato totalmente la loro fiducia. Qui ho trovato sincerità, questo è il tipo di rapporto che mi piacere avere con le tifoserie, con le squadre”.

Il 15 giugno Christian compirà 37 anni, facile pensare che chiuderà proprio a Udine la carriera: “Se ho accettato di lasciare un campionato dove ero il leader della mia squadra, c’è un perchè. Non nascondo che il mio sogno sia chiudere qui la carriera, ma prima di tutto voglio fare bene in questo campionato”. Si riapre poi una “vecchia ferita”, quella legato allo scarso rendimento nei tiri liberi, che Di Giulio chiude subito: “Non mi pongo più il problema del tiro libero, non se ne deve parlare. Dimenticatevi il Christian di quegli anni là. Ora devo io seguire la squadra. C’è un progetto nuovo, ho un ruolo diverso, responsabilità diverse”. Sull’andamento della squadra nel girone B sottolinea: “Ho cominciato a vederla maggiormente quando ho saputo della possibilità di tornare qui. Questo è un campionato che non si limita al solo girone, l’obiettivo è concludere la fase regolare del campionato per avere cercare la bella in casa. Molto importante è l’esperienza che ha Lino e poi dovremo arrivare nel momento che conta in salute, in forma e concentrati. Mi ricordo il Carnera strapieno nei momenti-clou, sono certo che lo sarà anche il Benedetti e dovremo farci trovare pronti”.

A proposito di play-off, Pedone annuncia: “Li giocheremo al Carnera, ho avuto rassicurazioni dall’assessore allo sport Raffaella Basana, altrimenti dovremo andare a Cividale anche per motivi di sicurezza. Il Comune di Udine sta accelerando. La città sta rispondendo alla grande, ci teniamo a giocare a Udine”.

Infine, rispondendo ai quesiti dei ragazzi della scuola Manzoni, Di Giuliomaria spiega così il suo amore per il basket: “Essere una persona che emoziona qualcuno, questa è la cosa più importante”. Un concetto che esprime al meglio il carattere e il valore di un giocatore che Udine non ha dimenticato. E che da domani sarà nuovamente a lottare sul parquet per la maglia friulana.

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