Gsa Udine, Ferrari: conta il gruppo, qui non ci sono primedonne

Gsa Udine, Ferrari: conta il gruppo, qui non ci sono primedonne

L’ala friulana classe ’86 si appresta a vivere la sua prima stagione da capitano: “La fascia ti dà maggiori responsabilità, ma mi riempie di orgoglio”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Un mese: è questo il periodo che separa la Gsa Udine dall’esordio in campionato in programma sabato 30 settembre alle 20.30 al PalaCarnera contro la Fortitudo Bologna. Terminato il ritiro a Gemona del Friuli, i bianconeri si sono ritrovati ieri pomeriggio al Carnera per riprendere la preparazione in vista dell’Alfiero Bettarini Cup che si giocherà venerdì e sabato a Lignano (l’Apu affronterà i campioni d’Italia della Reyer Venezia e una tra De Longhi Treviso e Alma Trieste). Adesso, dunque, si comincia a fare sul serio, in un clima di generale entusiasmo e grandi aspettative. Come ha raccontato a MUD il neo-capitano Michele Ferrari.

Ferrari, com’è andata la settimana di ritiro a Gemona?

E’ stata una settimana dura, intensa, però abbiamo lavorato bene. Abbiamo iniziato a trovarci nel migliore dei modi, quindi è stata una settimana produttiva.

Le sue prime impressioni sulle new entry?

Gli italiani (Pellegrino, Raspino, Benevelli, ndr) li conoscevo già, avendoli affrontati da avversari nel corso della passata stagione. Ero conscio che erano tutti e tre degli ottimi giocatori. Anzi, aggiungo anche Christian (Mortellaro, ndr), perchè noi lo consideriamo italiano. Kyndall Dykes, invece, non lo conoscevo, ma posso dire che è arrivato a Udine con lo spirito giusto e tanta voglia di mettersi in gioco sia in attacco che in difesa. Non si è assolutamente risparmiato, anzi. Anche a livello di consigli e di confronti è stato fin da subito molto disponibile. Cosa non sempre così scontata per un americano…

Dall’esterno le sensazioni sono che la squadra si sia rafforzata in maniera importante. E all’interno dello spogliatoio bianconero qual è la percezione?

Sulla carta direi che è così. Poi ovviamente dovremo vedere sul campo, ci sono tante cose ancora da verificare. E’ presto per fare valutazioni, però posso dire che per il momento ci troviamo bene come gruppo e questo è già un primo passo importante. Nessuno vuole fare la “primadonna”, ma tutti hanno piacere a far tirare il proprio compagno se è in posizione migliore ed è un altro aspetto da tenere in considerazione. Le premesse, dunque, sono buone e adesso bisogna lavorare per trovare un’alchimia ben delineata per affrontare la stagione nel migliore dei modi.

Stagione che lei affronterà con una fascia importante, quella da capitano. Che implica maggiori responsabilità, ma anche tanta soddisfazione…

Sicuramente è una scelta che mi responsabilizza e mi riempie d’orgoglio, mi dà carica in più per affrontare la stagione con maggiore impegno. E’ un piacere essere capitano a Udine, da udinese doc. Posso solo essere contento.

Infine, venerdì e sabato sarete impegnati nell’Alfiero Bettarini Cup a Lignano e subito vi troverete davanti la Reyer, campione d’Italia…

Sì, ci hanno messo subito un incontro facile facile, giusto per rodare (ride, ndr). A parte le battute, va benissimo così. Affrontare una squadra di livello superiore ti fa capire bene quali sono i limiti, i punti dove migliorare e i possibili punti di forza. Chiaramente il punteggio sarà secondario. Andremo a Lignano per ben impressionare e per verificare l’inserimento dei nuovi. Sarà un bel test, sarà importante fare una buona partita.

 

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