Gsa Udine, la “medicina” di Braidotti: basta palle perse

Gsa Udine, la “medicina” di Braidotti: basta palle perse

L’assistente di coach Lardo individua uno dei difetti principali della squadra e aggiunge: “Abbiamo anche qualche problema di amalgama, domenica gli unici che si sono salvati sono stati Vanuzzo e Truccolo”. Ma per il derby promette: “Ci faremo trovare pronti”

Far tesoro degli errori commessi e voltare pagina. E’ stata una ripresa della preparazione piuttosto “movimentata” per la Gsa Udine. La sconfitta con Imola, maturata al termine di una prestazione incolore da parte di tutta la squadra bianconera – gli unici a meritare la piena sufficienza sono stati il capitano Manuel Vanuzzo e Riccardo Truccolo – ha lasciato il segno. Ecco perchè Lino Lardo prima dell’inizio della seduta, ha radunato i suoi ragazzi, mettendo in chiaro che certi atteggiamenti non saranno più tollerati. Attenzione, dedizione, intensità non dovranno più venir meno, non solo nelle gare di campionato, ma anche negli allenamenti quotidiani. E il gruppo sembra aver assimilato velocemente le parole del suo “maestro”, visto l’impegno dimostrato nella prima seduta di una settimana molto “particolare”. Sabato alle 20.30, infatti, i bianconeri saranno di scena al PalaTrieste contro l’Alma, per un derby sentitissimo in regione. Una di quelle sfide da non fallire assolutamente, come racconta a MondoUdinese.it l’assistente di Lardo Cristian Braidotti.

Braidotti, difficile “digerire” la sconfitta di domenica. Che spiegazione vi siete dati?

In effetti non abbiamo disputato una buona gara. Può capitare che un giocatore sia sottotono, però questa volta ne abbiamo avuti molti e non abbiamo avuto la solita fame, non siamo stati combattivi come in altre partite. E’ chiaro che non parliamo di una situazione che si ripete da quattro, cinque gare consecutive, è la prima volta.. Ci auguriamo che si sia trattato soltanto di un episodio. Abbiamo già parlato con il coach e abbiamo analizzato la gara. Alle volte, però, è meglio lasciar perdere e pensare a ciò che dobbiamo fare. Vogliamo riscattarci come squadra per la pessima figura che abbiamo fatto domenica e abbiamo la fortuna di avere ora una partita dove le motivazioni vengono automatiche. Sappiamo che l’incontro di sabato è molto atteso dai nostri tifosi. Ci teniamo a giocare il derby al massimo, la sconfitta con Imola deve rimanere un episodio.

Può essere che proprio il derby abbia costituito una sorta di “distrazione”, sottovalutando più o meno consciamente la formazione romagnola?

Non penso. Però a volte, in modo inconscio, quando affronti in casa una squadra che ha vinto solo due partite non cominci tanto bene come è successo a noi. Però poi pensi che bastano 5 minuti giocati ad alto livello per riprenderti. Ma questi cinque minuti non sono mai venuti, se non all’inizio quando abbiamo recuperato il break iniziale. Poi siamo mancati nella nostra aggressività e quindi anche in attacco non siamo stati efficaci.

In quei primi sette minuti in cui Imola continuava a collezionare punti e Udine era sempre ferma a zero… cosa avete pensato in panchina?

Che prima o poi un canestro dovevamo farlo… Abbiamo un difetto che ci portiamo dietro da un po’ di tempo che è perdere molti palloni. Nei primi attacchi abbiamo perso dei palloni, questa è una cosa sulla quale stiamo cercando di lavorare. Per il resto abbiamo preso anche dei buoni tiri da aperti che non sono entrati, in un momento della partita può capitare questo. Poi ci siamo ripresi e abbiamo recuperato abbastanza velocemente, trovando delle buone soluzioni e trovando forse gli unici cinque minuti di buona difesa.

L’unico a essersi salvato in questa debacle collettiva è stato il capitano Manuel Vanuzzo…

Sì, è un ragazzo che, se continua a giocare così, dovrà valutare probabili offerte per il futuro, anche se la sua intenzione in questo momento è di concludere la carriera da giocatore per passare a un altro ruolo nella pallacanestro. Devo dire che Manuel è un esempio per tutti, per l’impegno che ci mette sempre e per il fatto di saper giocare a basket. Io aggiungo anche Ricky Truccolo che ha dato il suo contributo, ha giocato bene, anche se veniva da una settimana di allenamenti non eccelsa. Degli altri c’è poco da salvare…

Poco hanno brillato, in particolare, le stelle americane: Ray e Okoye. Da loro è lecito attendersi di più. Secondo lei è un problema di condizione, di tattica o di amalgama con il resto della squadra?

Non penso sia un problema di condizione, perchè in questo periodo stiamo bene. Abbiamo patito qualche acciacco che non ci ha consentito di lavorare al meglio nelle ultime settimane… Zacchetti è ancora fermo, Ray ha lamentato qualche problemino muscolare, Vanuzzo anche, Pinton ha recuperato da poco… Però l’aspetto fisico sicuramente non è la cosa più importante. Anche Stan e Allan stanno bene. Il primo si è ripreso da un infortunio che poteva essere molto più grave e Ray sta trovando il ritmo-partita. Sicuramente dobbiamo ancora trovare l’amalgama, cioè capire quando all’interno del gioco le loro individualità devono essere espresse giocando uno contro uno e quando, invece, dobbiamo far faticare maggiormente gli avversari passandoci di più la palla, perchè poi i tiri vengono fuori per tutti.

E chiudiamo con la sfida che vi attende sabato sera al PalaTrieste. Troverete un’Alma Trieste davvero in gran spolvero…

Vengono da quattro vittorie consecutive, ciò significa che hanno entusiasmo in questo momento. Soprattutto dopo il successo di domenica in casa con Piacenza, che è praticamente terminata con il 24-9 inflitto agli avversari nel primo quarto. C’è grande fiducia, grande intensità difensiva, giocate spettacolari, contropiedi… Sarà sicuramente un avversario tosto, ma credo che noi arriveremo pronti a questo match.

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