Gsa Udine, Lardo: siamo di nuovo in emergenza

Gsa Udine, Lardo: siamo di nuovo in emergenza

Per la sfida di domenica a Jesi il coach bianconero dovrà nuovamente rinunciare a Truccolo e Vanuzzo. Scarse le probabilità di recuperare Zacchetti. Fermi ai box anche Traini e Ferrari. Largo ai giovani?

Ancora strada in salita per la Gsa Udine. La vittoria di domenica a Cividale contro Bondi Ferrara ha mosso la classifica dei friulani dopo tre turni di stop e ha restituito morale a uno spogliatoio “depresso”, ma la situazione generale non è ancora idilliaca. Per la prossima sfida, in programma domenica a Jesi (in provincia di Ancona) alle 18, infatti, coach Lino Lardo dovrà probabilmente “inventarsi” la formazione. Non saranno ancora a disposizione del tecnico di Loano gli infortunati Riccardo Truccolo e Manuel Vanuzzo, così come sono davvero esigue le speranze di poter recuperare Joel Zacchetti. A questi si sono aggiunti nelle ultime ore anche Michele Ferrari e Andrea Traini, scesi in campo contro Ferrara già non in perfette condizioni fisiche e bisognosi di recuperare energie. L’inizio di settimana, dunque, dell’Apu non è stato dei più agevoli e la speranza è che l’infermeria si svuoti quanto prima, come racconta a MondoUdinese.it proprio coach Lardo.

Coach, lunedì in occasione dell’inaugurazione della Basketball House ha ultilizzato l’espressione “piccolo vortice” per definire le tre sconfitte che hanno fermato la corsa della Gsa. Con la vittoria di domenica possiamo dire che il periodo negativo è superato?

Non dobbiamo sederci. Abbiamo vinto una partita importantissima, dove la pressione era alta. Siamo in un momento difficile, nel quale non riusciamo ad allenarci bene, siamo sempre di rincorsa. Ci sono giocatori scesi in campo domenica che non si stanno allenando, perciò abbiamo mille acciacchi, tanti giocatori fuori e, come sapete, le fortune di una squadra si costruiscono attraverso il lavoro quotidiano. Questa, in particolare, è una squadra che ha bisogno di allenarsi forte. Però, anche se abbiamo dato un’immagine non bellissima del nostro gioco nelle ultime partite, devo dire che l’impegno c’è, i ragazzi ci credono, stiamo facendo delle sedute di gruppo nelle quali tutti noi parliamo e ci confrontiamo apertamente. Stiamo facendo un bel percorso, abbiamo ancora bisogno di un po’ di tempo. Dobbiamo passare questo momento… la vittoria con Ferrara sicuramente ci ha dato un attimo di respiro, ma c’è molto da lavorare ancora.

In questa situazione di emergenza, c’è qualche giovane che potrebbe ritagliarsi un po’ di spazio?

Assolutamente. Tengo sulla corda i quattro giovani (Ousmane Diop, Tommaso Gatto, Raphael Chiti e Michele Maran, ndr), perchè ne avremo bisogno. Domenica pensavo di utilizzarli di più, perchè non sapevo sotto canestro chi ci sarebbe stato. Ferrari era in forse, ma ha giocato con l’antidolorifico e così non c’è stato bisogno nè di Gatto, nè di Diop. Però tutti questi ragazzi è vero che non hanno esperienza, ma torneranno utili, soprattutto in queste fasi di allenamento sono fondamentali. Diop e Gatto, in particolare, stanno crescendo molto bene, prima o poi troveranno spazio.

Domenica affronterete in trasferta Jesi, che vanta gli stessi vostri punti, dieci. Che avversario si aspetta?

E’ una squadra che ha raccolto molto in casa e che dipende molto dai due americani, Dwayne Davis e Tim Bowers, due ottimi esterni. Davis è uno dei migliori marcatori del campionato, mentre Bowers ha grandissima esperienza, ha giocato anche in A1. Perciò è una squadra sicuramente alla portata, ma in casa ha fatto soffrire tutti. Jesi è un campo molto difficile. Conterà molto la condizione con la quale ci presenteremo al PalaTriccoli. Però il cuore che abbiamo messo in campo domenica ci può aiutare nei momenti decisivi per strappare la vittoria. Per noi sarebbe fondamentale vincere… Nelle prossime quattro gare saremo impegnati tre volte in trasferta (a Jesi, Bologna e Ravenna, ndr) e l’unico impegno casalingo sarà contro la capolista Treviso. Di sicuro il calendario non ci aiuta e anche per questo Jesi deve diventare una nostra priorità e anche una sorta di spareggio per spezzare la classifica tra “sopra” e “sotto”. Adesso siamo un po’ nel limbo.

Infine, una domanda che riguarda Allan Ray. Lo abbiamo visto quasi andare a vincere da solo il derby di Trieste, con Ferrara invece è rimasto un po’ in ombra. Questa altalenanza di prestazioni si mescola con una sorta di “crisi di rigetto” che sembra avere la squadra nei suoi confronti…

Questo è il quadro che ne esce, ma non è così. Con Allan ci lavoriamo tutti i giorni, è un giocatore particolare, ma lo sapevamo. E’ arrivato qui a campionato iniziato senza ritmo-partita, ha qualche problemino fisico e non ha ancora trovato il ritmo giusto. Questa era una squadra che era abituata a giocare una pallacanestro molto concreta, con delle regole, sicuramente Ray sarebbe stato da inserire in pre-campionato, avremmo avuto più tempo per lavorare insieme e per fargli assimilare i meccanismi della squadra. Però sono convintissimo che troveremo un buon equilibrio. Anche dagli atteggiamenti che ha in campo, sembra che ce l’abbia con il mondo, con l’allenatore,.. invece sta solo cercando la sua forma. Sembra sempre un po’ distaccato, ma questo è il suo carattere. Anzi, è dispiaciuto di non riuscire a rendere come vorrebbe. In difesa cerca di limitare le sue energie. Dobbiamo lavorarci. Ma in generale, sappiamo che dietro una squadra ci sono tante dinamiche. Solo noi lo sappiamo. Ciò che conta è lavorare bene e portare avanti il nostro progetto che è consolidarci in questa serie. Intanto credo che un obiettivo lo abbiamo già raggiunto: aver appassionato una parte inattesa di tifosi, delle zone del Cividalese e delle Valli, oltre a tanti appassionati di Udine che ci stanno seguendo qui. Questa deve essere la nostra priorità e poi, attraverso il lavoro, arriveranno anche i risultati.

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