Gsa Udine vincente, la ricetta di Lardo: gambe, testa e tanto cuore

Gsa Udine vincente, la ricetta di Lardo: gambe, testa e tanto cuore

L’Apu Udine vola e Coach Lino Lardo racconta a MondoUdinese i segreti di questa squadra che, settimana dopo settimana, conquista sempre più il cuore del pubblico friulano.

Un altro successo, un’altra importante affermazione su un campo ostico come quello di Bergamo. Vola la Apu Gsa Udine che, grazie alla settima vittoria (in otto giornate) èer 57-73 messa a segno domenica, mantiene il secondo posto solitario nel girone B di serie B, alle spalle dell’inarrestabile – almeno per il momento – Gaga Orzinuovi. Proprio a Bergamo coach Lino Lardo aveva vissuto l’ultima esperienza in serie B, culminata nella promozione in A2 nella primavera del 2001. Un trampolino dal quale ha spiccato il volo per la serie A, categoria che, ne siamo certi, vorrebbe presto riprendersi. Magari proprio alla guida della Gsa. Chissà… Intanto c’è un campionato lungo e faticoso da conquistare, giornata dopo giornata. E in tal senso, società, allenatore e squadra stanno già dimostrando di avere le idee molto chiare.

Coach, alla vigilia la trasferta a Bergamo sembrava piuttosto insidiosa…

Sì, era una gara chiaramente insidiosa, perchè consideriamo Bergamo, assieme a noi e Orzinuovi, le squadre un po’ più accreditate. Hanno lavorato molto bene sul mercato per costruire una squadra competitiva e lo sta confermando. Prima di questa partita era a due punti da noi, gioca bene, per noi dunque è stata una verifica importante. Siamo soddisfatti anche per questo, abbiamo vinto su un campo difficile. E non va dimenticato che ci mancava Michele Ferrari (frattura del setto nasale in allenamento, ndr). Dunque per noi è stata una settimana un po’ particolare, ma la squadra ha risposto molto bene.

Aggiornamenti sulle condizioni di Ferrari?

L’operazione è andata bene, ora dobbiamo capire i tempi di recupero, speriamo possa riprendere il prima possibile.

Anche a Bergamo avete dimostrato un’ottima tenuta difensiva. In generale, fino a questo momento avete subito davvero poco…

Sì e questo mi rende molto contento. Da quando abbiamo iniziato la preparazione, stiamo lavorando molto su questo aspetto. Per creare una mentalità vincente dobbiamo avere un buon impianto difensivo, stiamo migliorando settimana dopo settimana. La gara della scorsa settimana (contro Sangiorgese basket, ndr) è stata emblematica. Ma anche uscire dal campo di Bergamo con questo risultato rappresenta un segnale importante, proprio di forza, cosa che mi fa molto piacere. A tal proposito vorrei far entrare in causa anche i miei preparatori atletici Giacomo Braida e Dario De Conti. Per quaranta minuti abbiamo difeso intensamente, se non sei preparato bene fisicamente e atleticamente non puoi tenere così per tutta la partita. Molti ci fanno i complimenti per i tiri da tre punti, è vero abbiamo avuto buone percentuali in attacco. Ma credo che la chiave sia essere stati davvero intensi in difesa.

Determinante in queste ultime giornate è senza dubbio Manuel Vanuzzo. A quarant’anni e con scudetto cucito sul petto, sta dimostrando che non è venuto a Udine a chiudere la carriera, ma a dare un contributo importante… 

La sua leadership si vede, non è quel giocatore che alza troppo la voce, ma è riconosciuto da tutti. È un leader che, oltre al lavoro sul campo, aiuta tutti: avere un giocatore così può fare la differenza. Hai detto ben, poi, a fare una sottolineatura. La dimostrazione che quella di Bergamo è stata una vittoria di squadra, aldilà delle prestazioni individuali, come quelle importanti di Pinton e Truccolo, è stata la prova di Davide Poltroneri, che non è andato a segno, però si è sacrificato in difesa, per molti periodi ha marcato giocatori importanti, è stato determinante per questa partita. Guardando solo i tabellini può sfuggire questo aspetto. Invece, conta l’apporto di ognuno. Anche i cinque minuti di Nobile, per esempio, sono stati molto importanti. 

Ha citato il play Nobile che, assieme al collega Marchetti, sono forse i giocatori che stanno facendo un po’ più di fatica in questo avvio di stagione. È d’accordo?

Abbiamo parlato di Nobile che a Bergamo ha giocato poco perchè le prestazioni di Truccolo, Pinton e dello stesso Marchetti, che ha tenuto bene il campo, mi hanno indotto a concedere loro più spazio. Marchetti ha fatto una partita di sostanza, qualche palla persa, ma in una partita così importante ha tenuto bene il campo. Bisogna avere pazienza, sono due giocatori giovani, uno con meno esperienza, l’altro con un po’ di più, ma dal punto di vista dell’impegno ce la stanno mettendo tutta. Anche ieri è stato un bel segnale.

Guardando la classifica, c’è Orzinuovi che non molla e anche domenica ha colto un importante successo esterno per 90-97 con Mortara. Aspettate un suo passo falso?

Ma no… Credo che se la incontrassimo oggi sarebbe un’altra partita, rispetto quella di inizio stagione. Dobbiamo pensare a noi, a crescere, a lavorare seriamente come stiamo facendo. È un campionato tosto, lo dimostrano i risultati, lo dimostra che ci sono squadre come Crema che non molla, ma anche Milano, Lecco, Varese. Ogni partita è da giocare. Non guardiamo Orzinuovi, oggi mi interessa solo vedere la nostra squadra che cresce bene.

La crescita della squadra si lega a quella del pubblico, che non fa mai mancare il proprio supporto. Quanto conta per voi?

Anche domenica siamo stati seguiti da un gran bel gruppo di tifosi, ma soprattutto vorremmo che pian piano questa squadra venga considerata una bella realtà. Attraverso il gioco, le vittorie, ma anche avendo una bella immagine, un atteggiamento positivo. Ai ragazzi chiedo sempre di essere educati con gli arbitri per creare bella immagine, credo sia importante. Se i tifosi si avvicinassero a questa squadra pensando ai vecchi fasti sarebbe una bella cosa… Stiamo dimostrando che si sta lavorando con molta serietà e molto impegno. 

Adesso allargherei lo sguardo al basket italiano, vista la sua esperienza nel massimo campionato. Si parla spesso di rilancio di questo bellissimo sport, ma ciò avviene solo in occasione dei grandi eventi, come Europei, Mondiali, Olimpiadi. Nel quotidiano quanto si lavora a livello di federazione e club?

È un lavoro un po’ lungo, sicuramente dobbiamo cercare di ricrearci un po’ di credibilità nel mondo dello sport, il basket sta vivendo un momento un po’ particolare. Si è provato con la Nazionale che ha smosso tanto interesse, però i risultati non sono arrivati. Ma aldilà dei risultati, si deve guardare nel quotidiano. Servono degli allenatori-educatori, che insegnino ai ragazzi i veri valori dello sport e non creare solo delle aspettative in termini di risultati. Oggi non siamo in grado per il momento storico dello sport in generale e del basket in particolare di raggiungere certi obiettivi. Dobbiamo, invece, tirarci su le maniche e lavorare alla base trasmettendo valori ai giovani. Ci vorrà un po’ più di tempo, ma questa è la strada giusta. E poi c’è un altro aspetto, che dico da tempo: mi piacerebbe che in serie A i giocatori italiani venissero maggiormente valorizzati, abbiamo troppi stranieri e poi tutto questo spettacolo non si vede… Valorizzazione che deve passare dalla base.

Infine, qual è il miglior complimento che le possano fare?

Soprattutto essere considerato una persona che ha molto rispetto delle persone con cui lavora, è la prima cosa che i genitori mi hanno insegnato e li ringrazierò sempre per questo. Ed è la prima cosa che insegno anche mia figlia. Che sono, dunque, una persona corretta e onesta. Questa è la cosa che più mi fa piacere.

E c’è un difetto che le viene contestato?

Ne ho tanti di difetti… Scherzando, ce n’è uno in particolare: in quest’era di tecnologia, faccio fatica a rispondere al telefono, ai messaggi, alle mail. Mi sento un po’ all’antica. Su questo c’è un’unità comune tra i miei amici, che mi insultano clamorosamente perchè non risponde celermente ai messaggi. Ogni tanto rispondo dopo due, tre giorni. Questa è una cosa che mi fa sorridere, ma che li fa arrabbiare molto… (ride, ndr).

(Foto Zamolo)

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