La Gsa Udine schiera La Torre: “Non vedo l’ora di giocare”

La Gsa Udine schiera La Torre: “Non vedo l’ora di giocare”

La guardia-ala viterbese classe ’97 arriva in prestito dall’Olimpia Milano: “Sono fermo da troppo tempo, cercherò di dare una mano alla squadra”. Esordirà venerdì a Bergamo

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Un nuovo acquisto per la Gsa Udine. L’infortunio alla mano occorso a Mauro Pinton e le condizioni non ottimali di Michele Ferrari – unite alle grandi ambizioni della società bianconera – hanno “costretto” il presidente Alessandro Pedone a intervenire nuovamente sul mercato per mantenere alto il livello qualitativo del roster. Così si spiega l’ingaggio di Andrea La Torre, ala classe ’97 originario di Viterbo, tesserato con Olimpia Milano (arriva in prestito) e reduce da un’esperienza in prestito alla De Longhi Treviso, in Serie A2.

In serata nel corso di una conferenza stampa al PalaCarnera, il general manager Davide Micalich ha presentato così la new entry bianconera: “Avevamo già deciso da qualche giorno di intervenire sul mercato e abbiamo individuato in Andrea la scelta migliore. Abbiamo tenuto tutto sotto traccia perchè doveva svincolarsi dall’accordo con Milano, ma comunque arriva in prestito. Da domani sarà a disposizione di coach Lino Lardo per allenarsi e venerdì potrà essere impiegato a Bergamo. Avendo 20 anni è considerato “Under”, quindi ci tengo a sottolineare non è che il suo ingresso pregiudichi l’uscita di scena di qualche senior. Allunghiamo le rotazioni, è una cosa giusta, la squadra se lo merita, abbiamo vinto otto partite delle ultime nove. Siamo in piena zona Final Eight… Dopo l’infortunio occorso a Pinton ci siamo guardati attorno e Andrea ci sembrava il ragazzo più pronto. Inoltre può giocare in più ruoli”.

Nonostante la giovane età, La Torre vanta una carriera giovanile molto importante. “Qualche anno fa – prosegue Micalich – era considerato uno dei prospetti italiani più interessanti, poi ha avuto un po’ di sfortuna, qualche incidente di percorso nella sua crescita, però lo abbiamo visto all’opera lo scorso anno a Treviso al PalaVerde e, personalmente, mi aveva impressionato. Udine credo sia la piazza ideale dove possa esprimersi al meglio. Troverà un gruppo sano dove inserirsi facilmente”.

La Torre non vede l’ora di mettersi in gioco. “Sono molto contento di essere qui oggi – le sue prime parole in bianconero -. Sono fermo da un po’ troppo tempo, non vedo l’ora di scendere in campo. Sono a disposizione dell’allenatore, dei compagni, di tutti. So che tra qualche settimana ci sarà il derby con Trieste, quindi dobbiamo essere molto concentrati”. In merito al suo ruolo, l’ala ex Treviso precisa: “Quando giocavo nella Stella Azzurra facevo solo il playmaker. Nel mio primo anno da professionista in A2 a Biella sono stato cambiato a guardia. Ora da tre anni gioco come guardia”.

L’esperienza all’Olimpia Milano ha consentito al giocatore di migliorare e crescere, seppur senza avere così tante possibilità di mettersi in luce. Possibilità che avrà ora con la maglia dell’Apu: “Conosco Francesco Pellegrino dai tempi della Stella Azzurra. Si allenava con noi per un problema al ginocchio. L’ho rincontrato poi quando giocava a Ferrara, gli altri li conosco solo di nome“. Le motivazioni non mancano a La Torre: “La Gsa Udine negli anni si è sempre fatta valere. Quest’anno sta andando ancora meglio. Da me stesso mi aspetto di dare una mano alla squadra, con calma, senza essere troppo voglioso di fare. L’obiettivo è raggiungere i play-off, che è anche un mio obiettivo perchè mi piacerebbe disputarli per il secondo anno consecutivo. L’anno scorso non ho avuto tanto spazio, spero di averne di più quest’anno”.

E chissà che la parentesi azzurra non possa riaprirsi. “Quando vedi il tuo nome tra i convocati è sempre una bella sensazione – racconta Andrea -, vorrei ricominciare a farmi vedere di più. Vorrei rientrare nei progetti successivi”. Sul campionato poi dice: “Questo è un girone competitivo con squadre molto forti come Fortitudo, Treviso, Trieste. Lo scorso anno ci ho giocato e mi è piaciuta molta questa competitività. In questi mesi non ho seguito tantissimo i risultati, ma adesso ricomincerò visto che ci sto dentro”.

A fine conferenza, Micalich ha parlato dell’obiettivo Final Eight: “Siamo lì, perchè no? Poi si può dire che vincere la Coppa Italia è un dispendio di energie, che conta relativamente… però credo che sarebbe bellissimo per noi poterci partecipare, poter andare a Jesi. E’ diventato un obiettivo cammin facendo. Penso sia giusto pensarci e se non dovessimo arrivarci, nessun dramma”.

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