Recanati, Fossati: “Il plus della Gsa Udine è la continuità”

Recanati, Fossati: “Il plus della Gsa Udine è la continuità”

L’ala triestina classe ’93 è approdata nelle Marche a fine estate e domenica vivrà il suo personalissimo derby con la formazione bianconera: “Il loro punto di forza è il gruppo. Lo scorso anno li ho seguiti ai play-off, sono stati protagonisti di una stagione straordinaria”

Quasi un derby. Domenica pomeriggio a Cividale lo scontro tra Recanati e la Gsa Udine avrà un sapore particolare per Massimiliano Fossati, ala classe ’93 cresciuto nel San Vito – società di Trieste che ne detiene ancora oggi il cartellino – e tesserato in seguito con la Pallacanestro Trieste fino all’estate 2014, quando è sceso di categoria nelle file del Venafro, in Molise. In estate ha effettuato un periodo di prova con Recanati, intravvedendo la possibilità di tornare subito in A2. Nonostante la rottura del menisco del ginocchio destro avvenuta a fine agosto – che stava per compromettere la sua permanenza nelle Marche -, Massimiliano è riuscito a convincere coach Marco Calvani, che lo ha fortemente voluto. E così, dopo un minuto giocato contro Imola nella prima gara, l’ala giuliana ha disputato otto minuti nel derby con Jesi (perso da Recanati per 68-61). Ora è pronto per la sfida con l’Apu, come ha raccontato a MondoUdinese.it.

Fossati, come sta procedendo la sua avventura a Recanati? Ha superato l’infortunio al ginocchio?

Mi sono trovato fin da subito molto bene, anche grazie alla presenza di altri giocatori provenienti dal Triveneto. Con lo staff tecnico non ho avuto alcun problema, anzi li devo ringraziare perchè quando ero in prova mi sono rotto il menisco e la firma era in bilico, invece mi hanno ingaggiato lo stesso, per volere in primis di coach Calvani, un ottimo allenatore che tutti conosciamo. Sono rimasto fermo un mese, ho svolto fisioterapie e cure, ma adesso sto bene. Non sono ancora al cento per cento, però sto migliorando.

Quali sono gli obiettivi di Recanati per la stagione in corso?

L’obiettivo dichiarato è conquistare una salvezza tranquilla, poi però il campionato è lungo. Secondo me siamo una buona squadra. Nei prossimi giorni, ma non si sa ancora quando, arriverà la guardia americana (Travis Bader, ndr). Quindi siamo in una fase di “ricostruzione”, un po’ come la Gsa Udine. Dunque non ci precludiamo niente.

Punti deboli e punti di forza della squadra?

Sicuramente dobbiamo lavorare molto sulla difesa, siamo ancora un po’ traballanti. Invece il nostro punto di forza è il gruppo, siamo molto uniti. Nella prima gara abbiamo segnato molto, tutti avevano punti nelle mani. Nella seconda abbiamo segnato meno, ma sbagliando anche diversi tiri aperti. Il rammarico è che abbiamo perso una partita che era alla nostra portata.

Parlando del prossimo avversario, la Gsa Udine, che idea si è fatto?

Trequarti della squadra la conosco, l’anno scorso ho visto i play-off e il gruppo è più o meno rimasto quello. Poi ci sono stati inserimenti importanti. Gino Cuccarolo lo conosco, ci ho giocato contro diverse volte. Di Stan Okoye mi ha parlato molto Daniele Mastrangelo, suo ex compagno lo scorso anno a Matera, mentre del nuovo americano, Allan Ray, c’è poco da dire, lo conoscono tutti. Quindi, bene o male, la squadra la conosco abbastanza. Ciò che fa paura è che si tratta di un gruppo che gioca insieme da un anno e che ha raggiunto un’importante promozione al termine di un ottimo campionato. Direi che è questo il plus che ha Udine.

Dal punto di vista tattico, i bianconeri brillano soprattutto in difesa. Come si affronta una squadra così tenace?

In questo caso la miglior difesa è l’attacco, nel senso che devi mettere in crisi il suo punto forte.

Per lei sarà una sorta di “derby” domenica…

In realtà il vero derby tra Trieste e Udine non l’ho mai giocato. Se un giorno dovessi tornare a Trieste e lo disputassi, lo sentirei di più. Comunque sarà una partita abbastanza speciale. Conosco molto bene Truccolo e poi rivedrò la mia famiglia e molti amici, che domenica saranno presenti a Cividale.

Ci può dire, infine, come si vive il basket a Recanati?

Qui c’è un gran seguito, il basket si vive con passione, ma anche con equilibrio. Il cambio di sede ad Ancona, visto che l’impianto locale, il palaCingolani, non ha la capienza adeguata (supera di poco i mille posti, ndr), per ora è stato assorbito bene, speriamo di riuscire ad avvicinare ancora più tifosi. La città è piccola, circa 20mila abitanti, ma è molto presente. Girando per le strade e i negozi la gente ti riconosce, ti saluta e questo è piacevole e gratificante.

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