Verona, Boscagin punta il mirino su Ray: è l’uomo in più della Gsa

Verona, Boscagin punta il mirino su Ray: è l’uomo in più della Gsa

L’ala piccola di Tezenis indica nella guardia Usa il pericolo maggiore del team di Lardo e poi aggiunge: “Ci teniamo a ritrovare la vittoria davanti al nostro pubblico. Questo è l’anno zero per la Scaligera, ma vogliamo crescere in fretta”

Profumo di derby per la Gsa Udine che domenica pomeriggio affronterà la Scaligera all’Agsm Forum di Verona (palla a due alle 18, diretta su Udinese Tv). I veneti hanno totalizzato gli stessi punti dei friulani (sei) e sono ancora in fase di rodaggio dopo la “rivoluzione” estiva che ha interessato società, staff e roster. L’unico punto fermo del team di Fabrizio Frates è rappresentato da Giorgio Boscagin, ala piccola classe ’83, cresciuto nel settore giovanile veronese e tornato a “casa” (è originario di Tregnago) nel 2011 dopo alcune esperienze a Reggio Emilia, Varese e Teramo. A MondoUdinese.it, “Il Bosca” presenta così il match di domenica.

Boscagin, il cammino della Tezenis finora è stato piuttosto altalenante: tre vittorie con Fortitudo Bologna, Trieste e Recanati e quattro sconfitte con Roseto, Piacenza, Imola e Mantova. Qual è la vostra condizione attuale?

Dobbiamo ancora trovare la nostra strada. Non siamo riusciti a dare continuità ad alcune buone prestazioni, quindi viviamo ancora di alti e bassi sostanzialmente, ma tutto ciò fa parte del processo di cambiamento della squadra e dello staff avviato in estate. Per noi più passa il tempo, più è importante dare dimostrazione sul campo di una squadra solida e compatta.

Domenica affronterete la Gsa Udine, reduce da una pesante sconfitta in casa con la Virtus. Avete individuato punti di forza e punti deboli del team di Lardo?

Abbiamo affrontato l’Apu in amichevole in pre-campionato, ma adesso è una formazione piuttosto diversa, visti i cambi apportati a fine mercato, mi riferisco soprattutto agli americani, diciamo che è un’altra squadra rispetto a quella di settembre. Per noi sarà molto importante scendere in campo per fare la nostra partita, cercando di imporla e metterla nei binari più consoni a noi, partendo dalla difesa per poi riuscire a costruirci canestri in attacco più facili, limitando le loro bocche di fuoco.

Si riferisce in particolare ad Allan Ray?

Sì, esatto. Ray è un giocatore di categoria superiore. Sicuramente tante attenzioni saranno rivolte su di lui. Poi ho giocato diverse volte contro alcuni giocatori di Udine, come Riccardo Castelli, Riccardo Truccolo, Manuel Vanuzzo, ci siamo affrontati da avversari nei vari anni di carriera.

Per la Gsa Udine questo sarà il primo derby della stagione. Che ambiente l’attenderà?

Sicuramente i nostri tifosi sono molto vicini alla squadra, anche in occasione dell’ultima trasferta a Mantova erano molto numerosi. Sarà un palazzetto “caldo”, abbiamo bisogno di ritrovare la vittoria in casa. Sarà una partita bella tosta, molto tirata.

Ma qual è l’obiettivo della società per quest’anno?

Non ci sono obiettivi “espliciti”. Questo per noi è una sorta di anno zero, la società ha voluto ricostruire un po’ tutta la fisionomia della squadra, dello staff e anche dell’assetto societario stesso. Il presidente Gianluigi Pedrollo ha acquisito la quota di maggioranza, quindi è stata un’estate di grandi cambiamenti per Verona e adesso vogliamo ripartire. C’è la volontà di crescere quest’anno, ci sono tanti ragazzi giovani in squadra. L’obiettivo è di arrivare a fine stagione migliori di come siamo partiti ad agosto.

Tra le novità, c’è anche l’arrivo di Fabrizio Frates, tra l’altro ex snaiderino, il cui credo cestistico è piuttosto simile a quello di Lino Lardo…

Personalmente lo conoscevo già, mi ha allenato a Reggio Emilia nei miei primi anni in serie A1, è stato un allenatore importante per me, grazie a lui ho avuto l’opportunità di confrontarmi ad alti livelli. Qui a Verona è già riuscito a dare alla squadra la sua impronta, ovvero partire dalla difesa per poi giocare tutti insieme in attacco. Stiamo lavorando per assimilare le sue idee, c’è massima disponibilità. Dalle esperienze fatte negli anni, posso dire che privilegiare il gioco difensivo è un tassello fondamentale. La difesa deve dare solidità alla squadra e ciò consente di “metabolizzare” meglio anche qualche errore in attacco.

Infine, come giudica la serie A2 2016-2017? E’ più equilibrata rispetto un anno fa?

Già l’anno scorso si era cominciato a capire che ci sarebbe stato un campionato equilibrato e anche quest’anno si sta verificando la stessa cosa. La classifica è molto compatta, con alcune sorprese. La più eclatante è senza dubbio Roseto. Ogni domenica, dunque, bisogna sudarsi la vittoria.

(foto BasketInside.com – GazzaNet)

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