La Rugby Udine in A dal 2004, Teghini: risultato

La Rugby Udine in A dal 2004, Teghini: risultato

Grazie al successo su Paese di domenica scorsa i tuttineri si sono garantiti la tredicesima partecipazione consecutiva al torneo nazionale. Il coach soddisfatto: “E’ stata una stagione molto complicata, ma siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo primario”. Il campionato si chiuderà domenica a Padova: “Onoreremo l’ultimo impegno”

Missione compiuta, ma che fatica. Nel penultimo turno di campionato, disputatosi domenica allo stadio Otello Gerli contro Paese, la Rugby Udine ha conquistato la matematica certezza di poter partecipare al tredicesimo campionato consecutivo in serie A. Un risultato non scontato per una piccola realtà di provincia che ogni anno propone una squadra ricca di giovani talenti e di elementi con maggiore esperienza, anche internazionale. Nonostante i tanti infortuni che hanno minato il prosieguo della stagione e qualche inatteso ko nella fase cruciale, la formazione di coach Maurizio Teghini ha raggiunto l’obiettivo primario e ora mira a mantenere il primo posto nella Poule 2 Retrocessione, per il quale sarà necessario ancora un ultimo sforzo domenica a Padova contro Valsugana. “Non voglio cali di concentrazione”, ha dichiarato Teghini, protagonista del nostro appuntamento settimanale.

Coach, dopo tanta fatica avete centrato la salvezza. C’è più soddisfazione per il traguardo raggiunto o più rammarico perché inizialmente le ambizioni erano altre?

Innanzitutto c’è soddisfazione. Il prossimo sarà il tredicesimo anno che la Rugby Udine potrà disputare in serie A. Questo era l’obiettivo primario sia da parte nostra che da parte della società. C’è sicuramente anche un po’ di rammarico per come è finita la prima fase, abbiamo mancato la Poule Promozione per poco e per questo ci dobbiamo attribuire noi tutte le colpe. Purtroppo abbiamo sbagliato due gare-chiave a Treviso e a Casale e ci siamo giocati l’accesso ai play-off. E’ stato un campionato molto equilibrato in entrambe le fasi. Sapevamo che inizialmente il nostro girone era il più equilibrato e così hanno confermato i risultati. Anche nella Poule Retrocessione è stato così, ogni partita era una finale, una battaglia. A parte noi, la situazione del girone è ancora incerta, tutti dovranno lottare fino all’ultimo minuto. Comunque, aldilà del risultato raggiunto, desidero che i giocatori capiscano che ci manca ancora una gara da disputare e dobbiamo assolutamente onorare il nostro campionato. Andremo a Padova carichi, per confermare il primo posto in classifica che significa molto per noi. Questo ci fa credere che forse meritavamo di essere nella Poule Promozione…

Qual è stato il momento più esaltante della stagione? E quello più deludente?Rugby Udine Maurizio Teghini

Il momento più esaltante è stato all’inizio, quando eravamo secondi nella prima fase. Quando abbiamo vinto in casa con il Casale abbiamo creduto di essere a buon punto, invece non è stato così… Solo le prime due gare sono state “difficili”, ma sapevamo che il gruppo era cambiato molto e ci sarebbe voluto un po’ di tempo per oliare alcuni ingranaggi. Abbiamo inserito diversi giovani con poca esperienza in serie A, se non addirittura nulla. Alcuni provenivano dalla serie C e il salto da una categoria a all’altra non è irrisorio. In realtà la vera delusione è il fatto di non essere riusciti a conquistare la Poule Promozione e, in particolare, la sconfitta a Paese. Dopo quel ko ci siamo trovati dal lottare per i play-off, alla certezza di andare ai play-out… Una botta non da poco, ma siamo stati bravi a reagire e a imporci nella seconda fase per raggiungere il traguardo prefissato.

Tra i tanti giovani che ha impiegato, chi l’ha impressionata maggiormente?

Difficile fare nomi. Tutti i giovani hanno dimostrato qualcosa. Se resteranno con noi, rappresenteranno la base sulla quale proseguire. I ragazzi che sono arrivati da Pordenone si sono comportati benissimo, i nostri ’96 come Dan Groza e altri hanno fatto vedere doti importanti. C’è da dire, comunque, che tra questi giovani ce ne sono alcuni che hanno due anni di esperienza in serie A. Alcuni si sono evoluti di più, altri di meno, però possiamo solo complimentarci con loro, si sono fatti trovare pronti quando ci siamo ritrovati con una squadra dimezzata dagli infortuni.

Infine, per quanto riguarda il suo futuro…?

Il mio futuro è Valsugana (ride, ndr). Ciò che conta ora è concludere bene il campionato. Poi vedremo cosa succederà.

 

(foto: Mario RIVA)

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