Rugby Udine, D’Anna: girone “strano”, ma siamo sereni

Rugby Udine, D’Anna: girone “strano”, ma siamo sereni

Il trequarti ala friulano non nasconde il rammarico per il ko con il Valpolicella, ma sottolinea: “Importante aver mantenuto il primato nella Poule 2, adesso siamo pronti per le ultime tre sfide”. Domenica nuovo impegno fuori casa con il Lumezzane: “E’ un’altra squadra molto fisica”

Ancora uno sforzo per essere sicuri di disputare la serie A 2016-2017. Dopo il ko (indolore, in termini di classifica) con il Valpolicella, la Rugby Udine tornerà in campo domenica, ancora una volta fuori casa, contro il Lumezzane (calcio di inizio alle 15.30), penultimo dopo un ottimo avvio di girone. I tuttineri guidati da coach Maurizio Teghini si presenteranno al terzultimo appuntamento stagionale con 23 punti, che valgono l’attuale primato nella Poule 2 Retrocessione. Cus Torino e Valpolicella sono distanti 5 lunghezze, un discreto margine, dunque, per i friulani che possono affrontare questo finale di stagione senza eccessive apprensioni. Così la pensa anche Mattia D’Anna, trequarti ala classe ’93 nato a Gemona del Friuli, ospite del nostro appuntamento settimanale dedicato alla palla ovale.

D’Anna, la sconfitta di domenica brucia per il risultato finale (26-24) ma non per la classifica… che umore si respira nello spogliatoio?

C’è tanto rammarico. E’ stata una partita difficile, gestita a lunghi tratti dagli avversari che hanno prevalso dal punto di vista fisico. Quando siamo riusciti a passare in vantaggio siamo stati poi raggiunti per errori nostri. L’abbiamo buttata via noi… Comunque avendo segnato quattro mete e ottenuto il punto di bonus difensivo, siamo riusciti a strappare due punti che ci tengono al primo posto. Questo ci consente di affacciarci alle prossime gare con moderato ottimismo, siamo più tranquilli.

Domenica sarete nuovamente impegnati lontano dal Friuli, con il Lumezzane. Punti di forza e punti deboli dei lombardi?

Come tutte le squadre di questo girone, sono molto fisici, quindi punteranno tutto sulla mischia. Questo è un girone strano: domenica scorsa hanno perso con il Cus Torino, ma due turni fa avevano battuto per 55-12 Paese, con la quale noi abbiamo perso… Ogni partita è a sé stante. Dovremo cercare di limitare la loro fisicità e puntare sulla nostra velocità.

E proprio la velocità è la vostra qualità principale…

Si sa che siamo una squadra molto leggera… Ma io sono in prima squadra da quattro anni ed è da quattro anni che siamo la squadra più leggera del girone. Il nostro punto di forza è giocare sulla velocità e non sulla forza fisica.

Ricordava che è da quattro anni in prima squadra, lei ha iniziato giovanissimo a giocare a rugby, vero?

Ho iniziato a 6 anni per caso: la mia maestra di matematica alle elementari allenava, faceva da educatrice e mi ha portato al campo. Non avevo mai praticato alcuno sport e mi sono innamorato del rugby. Da allora non ho più smesso, quindi sono 16 anni che gioco.

Ha un campione di riferimento?

Sì, ho sempre seguito l’irlandese Brian O’Driscoll, trequarti centro del Leister che si è ritirato nel 2014. E’ stato sempre il mio punto di riferimento da quando ero piccolo. Rappresenta il mio obiettivo al quale anelare.

A proposito di obiettivi, come si trova alla Rugby Udine? E ha mai pensato di fare un’esperienza in un altro team?

Senza dubbio Udine è una bella piazza. Qui si lavora bene e ci si sente amati. Anche se il rugby non è particolarmente conosciuto, comunque è uno sport molto valutato. Ciò non toglie che mi piacerebbe tentare qualcosa di più, cimentarmi a un livello superiore anche semplicemente per capire se posso arrivare più in alto o se questa è la mia dimensione.

Infine, ritornando al campionato, secondo lei cosa vi ha impedito di accedere alla Poule Promozione?

Senza dubbio abbiamo patito un po’ sfortuna… nelle prime partite non avevamo trovato ancora l’amalgama giusta della squadra. E soprattutto il fatto che ogni tanto siamo più testardi degli avversari e tendiamo a fare il loro gioco anziché il nostro e questo va a discapito del rendimento complessivo della squadra. Rischiamo di perdere quasi per “incoscienza”. Ma dalla fine del girone di andata abbiamo trovato fiducia reciproca tra i compagni e quindi giochiamo molto meglio.

 

(foto: Mario RIVA)

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