Rugby Udine, Di Pietro: vincere l’ultima per ricominciare

Rugby Udine, Di Pietro: vincere l’ultima per ricominciare

Il capitano del team friulano traccia un bilancio della prima fase della stagione, che si concluderà domenica con il confronto interno con Valsugana Padova: “Ci aspettavamo un esito diverso. Ma ora vogliamo chiudere bene e pensare al girone di ritorno”. Ancora tanti giocatori ai box

Domenica all’Otello Gerli di via del Maglio contro Valsugana Padova (fischio di inizio alle 14.30) si chiuderà la prima parte della stagione della Rugby Udine. Di certo il bilancio non è positivo: la formazione di Maurizio Teghini ha fallito l’accesso al Pool Promozione e ora dovrà ripartire dal Pool Retrocessione 1 la cui composizione verrà comunicata dalla Federugby nei prossimi giorni. Un cammino più difficoltoso del previsto, dunque, ma non per questo da trascurare. Svanito ogni sogno di gloria, ora i tuttineri dovranno cercare di raccogliere più punti possibile cercando, possibilmente, di lanciare qualche giovane. Su questo e molto altro si è espresso il capitano della Rugby Udine Amedeo Di Pietro, in un’intervista rilasciata alla nostra testata.

Di Pietro, domenica ultimo impegno della prima fase, che ha riservato più delusioni che gioie…

Indubbiamente ci si aspettava di chiudere il girone nella parte play-off… A questo punto cercheremo di finire il campionato provando soluzioni che ci torneranno utili per il girone di ritorno e soprattutto l’innesto di qualche giovane, perché dalla prossima gara comincerà un nuovo campionato.

Secondo lei, cosa non ha funzionato?

Si sono verificate una serie di dinamiche, che non ci aspettavamo. Il rugby, d’altronde, è bello anche per questo: non sempre la squadra più forte sulla carta è quella che poi vince sul campo. Non possiamo dimenticare che la squadra è stata rivoluzionata e probabilmente qualche innesto ha avuto bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi e, inoltre, abbiamo pagato alcuni infortuni. L’infermeria è stata abbastanza piena… Speriamo di essere più fortunati in questo anno.

La sconfitta con Paese è stata cancellata?

Spero di sì da parte di tutti. L’obiettivo, infatti, è proprio quello di cancellarla da un lato, ma anche di ripartire proprio da quegli errori. Sapevamo di essere più forti, eppure… Questo è il segnale che tutte le squadre in casa danno il cento per cento e non si può sottovalutare nessun avversario.

Tra tutti quelli impiegati finora, c’è qualche giovane che è riuscito a emergere?

Ci sono alcuni ragazzi arrivati dal vivaio come Mattia D’Anna, Francesco Barella, Enrico Macor e altri che hanno dato una buona impronta per il lavoro che hanno fatto. Ovviamente ci sono annate più fortunate, altre meno. Speriamo che nei prossimi anni vengano fuori altri giocatori validi come loro e che gli stessi possano migliorare.

Che obiettivi vi siete posti per la seconda parte della stagione?

Sicuramente bisogna partire dalle ultime partite. Ritroveremo sicuramente Paese, Valsugana, quindi conoscendo bene i nostri avversari dovremo cercare di vincere le partite, soprattutto quelle in casa. E dovremo migliorare lo score in trasferta, dove finora abbiamo perso tanti punti. Inoltre, per evitare rischi, dovremo arrivare tra le prime quattro.

Infine, tornando alla “stretta attualità”, com’è la situazione infermeria per quando riguarda la sfida con Valsugana?

Io per primo non sarò della partita, per la frattura alla mano (destra, ndr) rimediata contro Paese. Anche Roberto Flynn, Riccardo Robuschi, Nicola Lo Schiavo, Antonio Giannangeli,.. abbiamo diversi elementi che non saranno a disposizione (a questi si è aggiunto anche Mattia D’Anna, out per almeno due settimane, ndr).

(foto Mario Riva)

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