Storica decisione del Cio: “I videogiochi sono uno sport”

Storica decisione del Cio: “I videogiochi sono uno sport”

I vertici del Comitato: “Gli ESports sono da considerarsi una vera e propria attività agonistica e questo apre la strada ad un coinvolgimento nel movimento olimpico”

di Redazione

Dopo il summit tenutosi a Losanna, il Comitato internazionale olimpico sostiene per la prima volta in un comunicato ufficiale che i videogiochi, o meglio i cosiddetti ESports, possono essere considerati delle discipline agonistiche vere e proprie, e quindi “un’attività sportiva”. I vertici dirigenziali del Comitato non vogliono più ignorare l’importanza massiccia e crescente del fenomeno nonostante le riserve espresse in passato dal presidente Thomas Bach. Si stimano attualmente oltre 300 milioni di giocatori  destinati a raddoppiare nel 2020. E un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro tra diritti di trasmissione, sponsor e biglietti per gli eventi.  «Gli eSport sono in forte crescita, in particolare fra i giovani dei vari Paesi, e questo può essere la piattaforma per un coinvolgimento nel movimento olimpico – ha puntualizzato il Cio – i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità che può essere paragonata a quelle degli atleti delle discipline tradizionali”. Tuttavia è necessario che tali discipline si dotino di strutture per i controlli antidoping, emanino norme che combattano il fenomeno delle scommesse, stabiliscano l’equa presenza di uomini e donne e comunque garantiscano il rispetto dei valori olimpici.

Potranno dunque da oggi festeggiare tutti gli appassionati della consolle, un pò meno le loro mamme.

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