Basket: Non c’è storia nella settima meraviglia dell’Apu

Basket: Non c’è storia nella settima meraviglia dell’Apu

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In altro momento avremmo commentato in maniera diversa la superprestazione bianconera. Quarantott’ore dopo l’asseverazione che la Terza Guerra Mondiale è sbarcata in Europa preferiamo un profilo diverso. Sportivo, senza iperboli guerresche o battagliere.

Eppure ce ne sarebbe da dire: anzi veramente poco. Udine e San Giorgio Legnano giocano due sport diversi. Per lunghi tratti ho pensato che i lombardi stessero giocando a minibasket contro un team NBA.

Quantomeno appartengono a due categorie diverse. Trenta secondi e fallo in attacco per i sangiorgesi, undici a zero GSA (pioggia di triple)e gara in ghiaccio dopo quattro minuti. El Capitàn Vanuzzo, microwave Pinton, el trucho Ricky Truccolo assieme a Poltroneri ed agli altri compagni la mettono in discesa senza pietà, ferocemente difendendo e girando palla in attacco a velocità irraggiungibile per i gialloblu ospiti. Senza Benzoni e con Tassinari a virgola nel primo tempo (ed in panca nel secondo… Punizione?), non c’è speranza. Nota a margine: a Padova si temeva il centroamericano Canelo, ma se dal padre Canelo dei Mecano naciò un hijo, da questo nemmeno un punto. E stasera stessa minestra per il temibile lombardo classe ’96, che avrà tempo di far meglio. Da domani.

Ventitrè le lunghezze di distacco all’intervallo lungo; arrivati a +40, i casalinghi mollano un pochino permettendo ai sangiorgesi di avvicinarsi pericolosamente fino al finale -36.

Ed ormai si assevera l’appartenenza della corazzata udinese all’élite di questa lega, dietro ai forti orceanesi (unici a battere sinora il team di coach Lardo) che domenica prossima troverà un esame pesantissimo in quel di Bergamo. Ma se fino ad oggi disattenti cantori come il sottoscritto si erano invaghiti del veloce run and gun bianconero, talvolta troppo lezioso ma sempre divertentissimo (anche se da Marchetti pretendo un po’ più di ordine: 175 centimetri non giustificano una frenesia talvolta deleteria), è giunta l’ora di rimarcare l’impermeabilità difensiva, che oggi ha tenuto a 38 punti una formazione presentatasi al Benedetti con la media realizzata di 71,4 punti a gara. Qualcosa vorrà ben dire.

Piccolo ed inutile appunto sull’arbitraggio: anche oggi i signori in grigio si sono comportati inflessibilmente con Udine, mentre hanno perdonato molto (tranne il fallo iniziale) ai sangiorgesi. Esempio? La tripla che ha sbloccato la Sangio dai 7 punti segnati, nel II. quarto, è viziato da una clamorosa infrazione di passi (visibile anche dalla mia curva, diametralmente opposta all’azione). Evidentemente contro Udine si realizza l’anti-sudditanza psicologica, anzi gli arbitri si scoprono vessilliferi di Papa Francesco nel promuovere l’Anno Santo della Misericordia.

Appuntamento a domenica sera, quando ospitati dalla BB14 si parra la real nobilitade della truppa di Lino Lardo. Per ora posso solo dire che, anche nella gara persa contro l’Orceana, questa squadra ha cercato sempre e comunque di vincerla. Ed il paragone con altri bianchineri ben poco divertenti appare persino impietoso. C’era Domizzi in tribuna: invitateci anche l’Anziate e presentategli coach Lardo.

APU GSA 74

SANGIORGESE 38

23-4, 37-14, 58-20

APU GSA UDINE

Castelli 6, Marchetti 10, Zacchetti, Truccolo 12, Nobile 8, Norbedo, Pinton 14, Ferrari 11, Vanuzzo 7, Poltroneri 6. Coach Lardo.

LTC SANGIORGESE

Tassinari, Rossi 1, De Ruvo 4, Biraghi 3, Scuratti 4, Nuclich, Gorreri 16, Priuli 6, Toso 4; non entrato: Ponzelletti. Coach Gandini.

Arbitri Lupelli e Spinelli.

Note Tiri liberi: Apu Gsa 10/13, Sangiorgese 5/11. Rimbalzi: Apu Gsa 42 (Castelli 12), Sangiorgese 31 (Toso 7). 5 falli: nessuno. Prima della palla a due è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. In tribuna presenti pure i ragazzini coinvolti nel progetto Tifo di Lnp.
(Foto Apu-Gsa Facebook)

 

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