De Val, da Tavagnacco verso la Nazionale

De Val, da Tavagnacco verso la Nazionale

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Lei è Alice De Val, classe 1992, difensore con il vizio del gol. E’ arrivata dal Pordenone quest’anno e conta di lasciare subito il segno nell’Upc Tavagnacco. Dimostra umiltà e grande voglia di fare, con l’obiettivo, detto a bassa voce, di riuscire, un giorno, a vestire la maglia Azzurra.

Com’è andato l’inserimento nello spogliatoio gialloblu?
«Il mio inserimento è andato bene ed è stato facilitato dal fatto che ho l’opportunità di condividere lo spogliatoio con alcune delle migliori giocatrici in Italia. Sto imparando davvero molto da loro».
Ha aiutato anche il fatto che, insieme a te, dal Pordenone, sono arrivate altre 4 giocatrici?
«Indubbiamente, questo aspetto ha favorito me e le mie compagne».
Parliamo della stagione da poco iniziata: che giudizio dai alle prestazioni della squadra in Coppa Italia e alla prima di Campionato?
«In Coppa Italia è andata molto bene, in Campionato un po’ meno. Contro il San Zaccaria volevamo i tre punti. Abbiamo giocato un ottimo primo tempo prendendo una rete nell’unica occasione concessa e sbagliando molte palle gol. E questo in serie A si paga. Cercheremo di rifarci a Firenze, partita molto importante per noi».
Dove può arrivare l’Upc Tavagnacco in questa stagione?
«Può migliorare la posizione dello scorso Campionato. Ha la rosa per riuscirci, grazie anche ai nuovi arrivi. Lo ripeto, si può e si deve migliorare».
E Alice De Val dove vuole arrivare?
«Spero di fare bene e di migliorarmi. Sono giovane e mi sento fortunata a poter giocare con calciatrici così forti. Spero di poter dare il mio contributo alla squadra».
Un pensiero alla Nazionale lo fai?
«Ovvio, per ogni giocatrice indossare la maglia della Nazionale è un sogno. Prima penso a fare bene con il Tavagnacco poi, facendo bene con la squadra, non si può escludere nulla».
Che idea ti sei fatta dello sciopero e dei rapporti tra Aic e Figc?
«Penso che noi giocatrici siamo stanche di essere bistrattate a livello di Federazione. Chiediamo solo maggiore rispetto. Speriamo che la protesta porti a dei risultati ma non solo per noi giocatrici, ma per il sistema Italia, che rispetto alle altre Nazioni è a un livello da Terzo Mondo».
Quando ti sei appassionata al mondo del calcio?
«Ho cominciato a giocare già a 9 anni, nonostante le perplessità dei mie genitori. Prima ho militato in squadre maschili, poi a 14 anni sono passata al Pasiano e quindi al Pordenone».
Sei un difensore con un’anima da attaccante.
«Fino a qualche anno fa giocavo in attacco, poi mi sono spostata in difesa. Però il vizio del gol mi è rimasto».
C’è qualche giocatore che ti piace particolarmente?
«Nel calcio femminile mi piace molto Michela Rodella, tra i maschi apprezzo Stephan Lichtsteiner e Matteo Darmian».

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