Il Tavagnacco chiude il 2015 a Bari

Il Tavagnacco chiude il 2015 a Bari

Ultima partita dell’anno per il Tavagnacco sul campo della Pink Bari. Molte le defezioni in casa gialloblu. Fischio d’inizio sabato alle 14.30

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Vederlo come uno scontro salvezza forse è eccessivo. Però le due squadre che sabato 19 dicembre si affrontano per la settima giornata del Campionato di Serie A femminile non stanno passando un bel momento. Da una parte c’è l’Upc Tavagnacco, 8 punti in classifica, che nell’ultima giornata è uscito sconfitto dal campo della Res Roma. Dall’altra c’è la Pink Bari, 3 punti in classifica, che ha perso l’ultima sfida a Bolzano contro il Südtirol. Il fischio d’inizio dell’incontro, che sarà ospitato sul campo sintetico di Bitetto, a Bari, è fissato per le 14.30 di sabato (arbitrerà l’incontro il signor Marco Croce di Nocera Inferiore).

L’Upc Tavagnacco non potrà schierare la formazione migliore a causa delle tante defezioni. L’infermeria è piena di titolari: questa settimana, agli infortuni di Paola Brumana, Lana Clelland (una delle ex della partita) e Rossella Sardu, si sono aggiunti quelli di Francesca Blasoni (problema muscolare), Alice De Val (problema alla schiena) e Sara Penzo (botta al costato).
Scelte obbligate, quindi, per l’allenatrice delle gialloblu, Sara Di Filippo: «E’ stata una settimana abbastanza travagliata sul fronte infortuni – ammette –. Faremo di necessità virtù cercando di portare a casa un risultato positivo, mettendo sul campo il massimo impegno. Speriamo di farci un regalo di Natale per passare in tranquillità le ferie». Dopo la trasferta di Bari, infatti, il Campionato si fermerà fino al 9 gennaio 2016.

«Sul fronte degli allenamenti, la settimana è trascorsa in maniera positiva, con il solito impegno da parte delle ragazze – sottolinea Di Filippo –. A Bari vogliamo fare meglio rispetto alla partita di Roma, dimostrando maggior concretezza in fase realizzativa».
Sul momento di difficoltà della squadra, l’allenatrice delle friulane chiude così: «Ne abbiamo parlato lunedì: c’è ancora un blocco psicologico che limita le prestazioni della squadra. Manca una reale consapevolezza dei propri mezzi».

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