Caos Triestina: Pontrelli va all’attacco. Tifosi preoccupati

Caos Triestina: Pontrelli va all’attacco. Tifosi preoccupati

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La notizia del nuovo rischio crac per l’Unione Triestina 2012 ha destato parecchio interesse anche a Udine, dove l’aria di derby non è mai venuta meno. Il quotidiano Il Piccolo, che ha sollevato il caso, ha fatto il punto della situazione:
Il giorno dopo la notizia del rischio crac per l’Unione Triestina 2012, con l’istanza di fallimento chiesta dalla titolare del Café De Luxe per diecimila euro di pasti non pagati, e l’udienza fissata per il 19 agosto davanti al giudice civile Daniele Venier, il presidente della società Marco Pontrelli va all’attacco. Il patron dell’Unione 2012 non ci sta e vuole puntualizzare alcune questioni sulla vicenda, affidando a un comunicato le precisazioni della società in merito a quanto pubblicato ieri.
Il quotidiano riporta le precisazioni del club giuliano:  «In primo luogo – inizia il comunicato – in relazione al credito asseritamente vantato dalla signora Crasso, si contrappone il credito vantato dall’Unione Triestina 2012 per l’affitto di due punti ristoro all’interno dello Stadio Rocco, per la totalità di 17 incontri, per il quale è stato affidato al legale di fiducia l’incarico di procedere al recupero. Ciò premesso, la vertenza con le rispettive pretese verrà risolta in via giudiziaria e le buone ragioni vantate dall’Unione Triestina 2012 verranno certamente riconosciute. Il credito non è contestato dalla parte debitrice. Il 18 maggio, infatti, l’Unione Triestina ha consegnato un assegno a titolo di acconto. Tuttavia la Crasso non lo ha potuto incassare, in quanto lo stesso è tornato indietro insoluto. È totalmente infondata l’affermazione secondo la quale “ogni tentativo di recupero del credito è rimasto infruttuoso stante la mancanza di beni aggredibili dell’impresa debitrice”: la signora Crasso non possiede alcun titolo esecutivo giudiziario idoneo all’espletamento di procedure esecutive e di conseguenza nessuna azione esecutiva infruttuosa è stata dalla stessa mai azionata. Pertanto l’affermazione circa l’assenza di beni fruttuosamente aggredibili non corrisponde assolutamente al vero. Ciò premesso ogni affermazione che comporti lesione all’onore ed alla rispettabilità commerciale dell’azienda scrivente verrà debitamente tutelata, anche in sede penale, innanzi alla magistratura competente».

Insomma a Trieste la tranquillità non sembra essere di casa. Inutile dire che i tifosi rossoalabardati vivono un’altra estate calda e, dopo aver tolto il marchio, chiedono a gran voce la cessione del club da parte del presidente Pontrelli. Ad oggi c’è da registrare anche lo ‘sciopero’ sugli abbonamenti, con gran parte dei tifosi che in segno di protesta verso la proprietà non sembrano disposti a sottoscrivere la tessera.

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