Pordenone, Tavecchio mette paura

Pordenone, Tavecchio mette paura

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La Lega Pro è un’incognita, il rischio commissariamento è più che mai concreto dopo le dimissioni di Macalli. Il Pordenone vive in questi giorni momento di estrema fiducia (molti i club, infatti, che spariranno), alternati a paure che derivano dalle parole del presidente federale, Carlo Tavecchio, il quale è tutt’altro che favorevole a un ripescaggio di massa: «Quelli che sono iscritti – ha detto – parteciperanno solo se la Covisoc li riterrà idonei. Non lo ha prescritto il medico di fare tre gironi da venti squadre, possiamo anche farne tre da diciotto o da sedici se necessario. Esclusa la serie A, tutti i campionati possono partire in ritardo: Lega Pro e Serie B partiranno soltanto quando sarà stata fatta pulizia, è inutile partire senza certezze». Insomma una doccia non gelata, ma certamente non avvolgente.

Il presidente Mauro Lovisa ha ribadito a chiare lettere che vuole andare avanti con la richiesta per la riammissione, ottemperando a tutte le richieste economiche (elevate). A metà luglio tutte le risposte, intanto il mercato è già orientato verso la terza divisione.

Su punta alla conferma di Federico Maracchi, richiesto da molti club di Lega Pro. Forse temporeggia proprio per questo, la D gli starebbe stretta.   Si proverà a chiudere anche per la coppia del Legnago formata da Nicola Valente e Marco Talin. Incerto anche il futuro di capitan Maccan: lo vuole la nuova Sacilese che potrebbe essere marchiata Rossitto.

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