Italia, Ventura a rischio: Guidolin tra i papabili

Italia, Ventura a rischio: Guidolin tra i papabili

La panchina di Ventura sembra a rischio anche in caso di qualificazione. Comincia tra gli altri a farsi largo anche il nome di Francesco Guidolin

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Una disfatta contro la Svezia apre uno scenario “catastrofico”, stando alle parole del numero uno del CONI Malagò. Magari riservando le accezioni apocalittiche del termine catastrofe ad altri eventi, di certo la mancata qualificazione ai prossimi mondiali porterà al taglio di qualche testa. Ipotesi che i tifosi non vogliono neanche prendere in considerazione. Insomma… mica parliamo di una nazionale qualunque: Meazza, Mazzola, Zoff, Tardelli, Scirea, Baresi, Maldini e chi più ne ha più ne metta, nomi che solo a pronunciarli accendono l’orgoglio nazionale. Eppure siamo qui a tremare e se in tale malaugurata ipotesi la poltrona di Tavecchio, presidente della FIGC, vacilla, la panchina di Ventura salta come un tappo di spumante a Capodanno. Ma il rischio per l’attuale Ct resta altissimo anche nel caso di qualificazione risicata o comunque sofferta, tant’è che già si scommette sul prossimo nome che guiderà il carro azzurro ai mondiali.  Mancini? Sembra un pò caro per le finanze azzurre visto che per guidare il West Ham pare abbia chiesto uno stipendio di 17 milioni all’anno, oltre ai vari benefit. Ancelotti? Conte, sempre più vicino al divorzio da Chelsea? Nomi altamente papabili… Ma spunta ora una nuova carta che potrebbe salvare capre e cavoli: Guidolin, tecnico amato da tutti e che pare non storca il naso davanti al “misero” ingaggio di 1,5 milioni di euro, cosa di non poco conto visto che in caso di qualificazione la clausola prevista sul contratto di Ventura non scatterebbe e dunque la FIGC, oltre al nuovo Ct, dovrebbe pagare anche quello vecchio fino al 2020. Amauri nella sua avventura al Palermo raccontò di lui: “Non dimenticherò mai quanto avvenuto un pomeriggio al campo d’allenamento. Preparavamo il match di ritorno in Coppa Uefa contro il West Ham e Guidolin entrò nello spogliatoio con una grande borsa. Da qui tirò fuori un fucile e lo puntò contro me e tutti i miei compagni esclamando: ‘Li abbiamo feriti, adesso andiamo in campo e finiamoli…’. Ricordo che con Simplicio riuscimmo a trattenere a stento le risate, ma quello fu un episodio simpatico che ancora oggi ricordo con piacere”. E’ giunta l’ora di armarci.

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