Nazionale, Pizzul: “Tutto è nell’ordine delle cose”

Nazionale, Pizzul: “Tutto è nell’ordine delle cose”

“La vittoria non è così scontata, dobbiamo renderci conto che siamo oramai poveri di quei talenti che hanno dato lustro alle nazionali del passato”

di Redazione

Bruno Pizzul parla del prossimo impegno della nazionale, facendo poi un excursus sul calcio italiano. Infine ci dedica qualche riflessione sull’Udinese.

Cosa pensa della difficile doppia sfida con la Svezia che attende l’Italia?

Ovviamente parliamo di una partita fondamentale per acquisire il diritto di partecipare ai prossimi mondiali, anche se alcuni hanno accentuato i toni paventando la mancata qualificazione come un evento catastrofico. In realtà tutto è nell’ordine delle cose, la Svezia è dotata di grande corsa e determinazione, la vittoria non è scontata anche perché dobbiamo renderci conto che siamo oramai poveri di quei talenti che hanno dato lustro alle nazionali del passato. Le motivazioni? Oltre al calo di nascite, da non sottovalutare, c’è da dire che una volta c’era la totale adesione al gioco del calcio da parte dei giovani i quali  invece oggi si dedicano anche ad altre attività sportive e questo è positivo, anche se a discapito del pallone. L’aspetto negativo invece è la mancanza di spirito di sacrificio e molti mollano alle prime difficoltà. Gli unici talenti a emergere sono solo quelli che hanno ancora fame e sono troppo pochi per creare un ricambio generazionale nutrito. Ventura poi c’ha messo del suo ostentando troppa sicurezza con un 4-2-4 che lo ha portato alla batosta con la Spagna. Domani probabilmente giocheremo con due punte e cinque centrocampisti anche se il nostro centrocampo soffre, infatti è un reparto in cui i giocatori bravi sono quasi sempre stranieri.

Quindi è difficile trovare un erede di Pirlo.

Abbiamo talmente bisogno di acclamare nuovi talenti che tendiamo ad anticipare i giudizi positivi, in tal modo creiamo aspettative dannose per la serenità del giocatore, dobbiamo imparare a concedere loro il tempo di crescere. Questo avviene anche nell’Udinese, squadra giovane e quindi più esposta a tale rischio.

Come vede la prossima Udinese?

Adnan ha dimostrato, seppur goffamente, di essere un leader per la squadra, un punto di riferimento. Poi i difetti o gli errori sono sempre perdonati dai tifosi se il giocatore dà prova di scendere in campo con il massimo impegno, come anche ha dimostrato Perica. Il nostro problema è nei tanti elementi impegnati nelle rispettive nazionali e questo può far calare la concentrazione. Mi dispiace un pò per la vicenda Behrami e speriamo che questo non incida sul rapporto tra il giocatore e la società.

Sempre più spesso le piazze di mercato tirano in ballo i nomi di Jankto e Fofana. Crede in un loro prossimo addio?

Non credo in una loro partenza già a gennaio. Sono giocatori che vanno valutati con prudenza e soprattutto in prospettiva, quindi è più probabile che movimenteranno il mercato estivo.

 

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