ESCLUSIVA Dal Cin: “Ecco perché consiglio ad Ancelotti di rifiutare la guida della Nazionale”

ESCLUSIVA Dal Cin: “Ecco perché consiglio ad Ancelotti di rifiutare la guida della Nazionale”

L’ex Dg dell’Udinese Franco Dal Cin sulla nazionale italiana e sulle difficoltà della gestione del mercato bianconero

di Redazione

Franco Dal Cin, ex Dg dell’Udinese, fa una panoramica sulla Nazionale italiana, esponendo il suo pensiero sui nomi più quotati per il dopo Ventura; spiega poi la sua idea sull’evoluzione del mercato bianconero.

Italia, disastro annunciato?

Annunciato no, a dire il vero nessuno se lo aspettava. Ci potevano essere delle perplessità, ma davo per scontato che la forza e la qualità dell’Italia ci permettesse di fare minimo un gol ad un avversario alla nostra portata come la Svezia.

Può aver contribuito la mancanza di riforme in seno alla Federazione?

Quello delle riforme è un discorso diverso, che parte da molto lontano. Parliamo di almeno quindici anni fa quando la Federazione fece uno sbaglio clamoroso. L’allora presidente Carraro, sotto pressione di Gaucci portò le squadre a ventidue in Serie B e venti in A consentendo tra le altre cose il ripescaggio della Fiorentina. Ci siamo così ritrovati da un giorno all’altro con quattro squadre in più nell’ambito del calcio professionistico.

Se è palese che quello sia stato un errore, perchè allora non si torna indietro?

Ormai è impossibile tornare indietro perché sarebbe necessario che si votasse in tal senso. Soprattutto dopo il pacchetto Lotti che prevede la redistribuzione dei diritti Tv verso la parte bassa della classifica, la retrocessione di cinque squadre anziché tre farebbe tremare tutta la parte destra della classifica, per cui i piccoli club non darebbero mai voto favorevole alla riduzione del numero di squadre in massima serie. Ma non è questo il motivo per il quale non potremo accedere ai Mondiali.

E’ forse l’incidenza dei tanti stranieri in campionato che penalizza la crescita dei talenti italiani?

A mio avviso neanche qui può ravvisarsi la motivazione della nostra esclusione. Avere tanti stranieri in rosa è un fatto naturale, comune ai club di tutta Europa, ma Spagna, Germania o Inghilterra non hanno avuto la minima difficoltà a qualificarsi; tant’è vero che negli Europei 2016 la Nazionale di Conte è stata eliminata dalla Germania ai rigori nei quarti di finale, uscendone comunque a testa alta.  La colpa di Tavecchio è stata la scelta di un tecnico inadatto al ruolo, ma non per mancanze tecniche, anzi ho sempre stimato la qualità organizzativa di gioco di Ventura, bensì per inadeguatezza caratteriale. Emblematico è stato l’episodio ad un quarto d’ora dalla fine in cui De Rossi, incredulo alla richiesta del tecnico di scaldarsi per sostituire Jorginho, gli dice che è il caso di far entrare un attaccante come Insigne.

Ancelotti sembra nelle ultime ore il nome più quotato per sostituire Ventura.

Se io potessi parlare con Ancelotti gli direi di non accettare assolutamente tale incarico. La struttura della Federazione va risistemata, Tavecchio riceve critiche dure e incessanti, avrà le sue buone motivazioni per resistere ma resta il fatto che tutti vorrebbero che andasse via. In una situazione così caotica in cui tutto è da rifare, Ancelotti si ritroverebbe in mezzo ad una bufera e questo non lo aiuterebbe di certo ad assolvere ora come ora ad un compito tanto delicato.

Tra gli altri è emerso anche il nome di Guidolin.

Se ad Ancelotti consiglio di non prendersi questa grana, per Guidolin la mia idea è che non sia un tecnico adeguato a guidare la nazionale. Ha un carattere chiuso e introverso che limita la sua capacità comunicativa. Poi questo è il mio pensiero, la scelta del Ct resta comunque un problema di Tavecchio o di chi verrà.

Cambiando argomento, cinque anni di Watford e Udinese insieme possono aver influito sul calo del club friulano o è solo una coincidenza?

E’ incontrovertibile che la prima scelta di Gino Pozzo sia il Watford per il quale egli ha fatto cose encomiabili; ovviamente le forze concentrate oltremanica hanno fatto si che l’Udinese ne risentisse. Ma c’è da dire che i tempi sono cambiati. Dieci anni fa l’Udinese aveva campo libero nello scovare giovani talenti senza sborsare cifre alte, era in questo all’avanguardia rispetto alle altre squadre. Oggi i grandi club europei si sono dotati di una organizzata e capillare rete di scouting, costringendo l’Udinese a ripiegare su seconde scelte o su giocatori che per vari motivi necessitano di un lungo periodo di ambientamento. Ali Adnan è un giocatore che mi ha fortemente impressionato e che anche io prenderei, vedo in lui grosse potenzialità, tuttavia anche egli ha bisogno di qualche anno per assimilare appieno le sfumature del calcio italiano.

L’Udinese avrà difficoltà a salvarsi? 

Assolutamente no: ha una struttura nettamente superiore alle squadre di fondo classifica. Si piazzerà dall’11° al 15° posto. Come sempre.

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