Calcioscommesse, Conte sarà sentito a Cremona

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Non sembra esserci pace per Antonio Conte, che dopo le critiche per la sua gestione della Nazionale e le voci su un suo possibile addio deve ancora risolvere la sua posizione legata al Calcioscommesse. Il ct sarà così sentito nelle prossime settimane (entro aprile) . La richiesta è stata fatta dagli avvocati della Federcalcio ed è stata fatta proprio per evitare in extremis il rinvio a giudizio per frode sportiva del c.t. che risulta essere indagato per Novara-Siena 2-2 e AlbinoLeffe-Siena 1-0 del 2011. Nei giorni scorsi i legali (Arata e Galavotti) hanno depositato un memoriale proprio per tentare di rispondere giuridicamente alle contestazioni mosse dal pm nella chiusa inchiesta (coinvolti più di 60 tra giocatori, dirigenti ed ex atleti) d’inizio febbraio. Una mossa non isolata e seguita dal prossimo interrogatorio. Conte si troverà faccia a faccia con di Martino e potrà rispondere alle domande del magistrato, spiegando perché si ritiene estraneo alla presunta combine.

La tesi difensiva è spiegata nel memoriale: l’eventuale (e da dimostrare) colpa di Conte non è prefigurabile come reato penale, ma semmai è un’omessa denuncia già scontata in sede sportiva con la squalifica di 4 mesi dell’allora allenatore della Juve. Le accuse del pm si basano sulle dichiarazioni del pentito Carobbio (“il mister ci disse nella riunione tecnica prima di Novara-Siena che c’era un accordo per il pari”) e su quelle del portiere Coppola per AlbinoLeffe-Siena (“Conte, preso atto dell’accordo con gli avversari, lasciò a noi la decisione”). Sul primo passaggio gli avvocati di Conte fanno notare che nessun giocatore del Siena ha confermato le parole di Carobbio, anzi sono piovute una serie di smentite e il tecnico è stato assolto dalla giustizia sportiva dall’accusa di omessa denuncia. Condanna arrivata per la sfida di Bergamo. L’accordo è stato confermato pure da alcuni giocatori dell’AlbinoLeffe. La frase di Coppola (potrebbe parzialmente ritrattare in questi giorni) rafforza l’accusa, ma i legali della Figc, se non riuscissero a scardinare la contestazione, punterebbero sul fatto che il c.t. non avrebbe preso parte alla combine, ma semmai l’avrebbe subita. L’unica «colpa» sarebbe stata quella di non denunciare il tutto alla giustizia sportiva, un comportamento pagato con la squalifica del 2012. Il prossimo interrogatorio servirà a mettere sul tavolo le carte. Il rinvio a giudizio del c.t. resta probabile, ma la “partita” resta aperta e come tutte le partite sono possibili gol all’ultimo minuto.

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