Calcioscommesse: Doni scagiona Colantuono

Calcioscommesse: Doni scagiona Colantuono

La combine di Ascoli-Atalanta? “Fece tutto Micolucci”, ex della squadra marchigiana. “Credevo che dopo quattro anni fosse chiaro che il gruppo di Erodiani (uno degli scommettitori bolognesi, ndr) era composto da ciarlatani che cercavano notizie sulle partite, ma non avevano la possibilità di truccarle”. L’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni appare scocciato quando si presenta davanti al procuratore di Cremona, Roberto di Martino, che lo deve interrogare nuovamente nell’inchiesta sul calcioscommesse. Era stato l’ex tecnico della Dea, Stefano Colantuono, dopo avere ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini per frode sportiva e aver respinto tutte le accuse davanti al magistrato, a chiedere che Doni, il quale fu anche arrestato nelle fasi iniziali delle indagini, fosse sentito in relazione a quella chat che mise nei guai l’allenatore in cui l’ex calciatore faceva riferimento a all'”allenatore”, a “mr”, inteso come mister, e “ds” (direttore sportivo) alla vigilia dell’incontro finito Crotone-Atalanta, del 2012 finito 2 a 2. Doni ha detto di non ricordarsi, a distanza di oltre quattro anni, di quella chat ma ha detto che quell’incontro non era stato combinato, scagionando, di fatto Colantuono. Un interrogatorio durato poco più di un’ora, con qualche momento di tensione, e in linea con quanto Doni aveva raccontato dopo il suo arresto quando aveva ammesso di sapere delle combine di Atalanta Piacenza del 2011 ma di aver “aderito” “solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all’obiettivo di quella stagione”, ovvero la Serie A. ”Io per l’Atalanta ho sempre giocato – aveva spiegato Doni al gip Guido Salvini e al procuratore di Martino – e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato”.

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