Come prevedibile la moviola in campo non convince l’International Board

Come prevedibile la moviola in campo non convince l’International Board

Dovrà faticare più del previsto Sepp Blatter per convincere il resto dell’International Board: la moviola in campo, al momento, non convince. Anche se i legislatori del calcio ne parleranno alla riunione del 2015, anzi «continueranno il dibattito» (formula che non dà molte speranze di successo immediato). Il Board, nella riunione preliminare di Belfast, s’è detto «scettico» sul fatto che i replay potrebbero funzionare come negli altri sport. Non è uno stop, ci mancherebbe, anche perché le vie di Blatter sono infinite e in tre mesi si può cambiare idea: il 129o Board della storia si terrà il 28 febbraio sempre in Irlanda del Nord. Ma oggi è difficile immaginare il «via libera» alla sperimentazione in un campionato (Italia 2014-15) e in un torneo (Mondiale Under 20 in Nuova Zelanda) come Blatter voleva. I tempi sembrano allungarsi.  
DOPPIO «CHALLENGE» Il progetto di Blatter ha alcuni punti fermi. Intanto il doppio «challenge» per gli ogni allenatore, cioè la possibilità di sfidare due volte in partita una decisione arbitrale discussa. E poi la limitazione del campo di applicazione: rigori e falli di mano sì, fuorigioco chissà, falli da contatto forse no. Il segretario Valcke ha ammesso che, prima, bisogna capire «quanto cambierebbe il gioco e se gli arbitri sono d’accordo». I 4 membri britannici del Board già in Brasile s’erano dichiarati «perplessi» per la proposta a sorpresa di Blatter.
OK AI BREAK La moviola oscura il resto, ma gli altri argomenti, se vogliamo, sono più concreti. Non c’è ancora uniformità di vedute sulla «tripla sanzione» (arbitri e Uefa vorrebbero solo ammonizione, e non espulsione e squalifica, in caso di fallo che impedisca la chiara occasione da gol). E si discute anche sui tocchi con la mano e sull’uso dell’elettronica. Risultati positivi, invece, dagli esperimenti nel calcio giovanile inglese e scozzese sulle «sostituzioni a tempo» e anche sulle «espulsioni a tempo». Naturalmente al centro delle discussioni c’è il fuorigioco, nella speranza di una necessaria semplificazione. Okay, infine, ai break di tre minuti in caso di caldo eccessivo in campo, ma senza inserirli nelle regole .

Tratto dalla Gazzetta dello Sport

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