Coppa Italia, che flop: meno di 3mila spettatori di media

Coppa Italia, che flop: meno di 3mila spettatori di media

Stadi vuoti, campi invertiti rispetto alla logica e ampio turnover: la Coppa Italia è unflop– Le otto partite del quarto turno eliminatorio hanno fatto emergere le contraddizioni di questa competizione, snobbata dai grandi club fino alle semifinali, ma anche dagli stessi tifosi che complici gli orari improponibili hanno disertato lo stadio. Ventiduemila spettatori per otto partite, meno di 3mila a partita. Fallimento annunciato. La domanda va posta nel ricercare il senso di mantenere questo modo di pensare alla competizione. La prima parta giocata ad agosto tra squadre in piena preparazione che decidono – come spesso accade – di rinunciare a un possibile obiettivo stagionale per non rischiare gravi stop nell’avvicinamento al campionato. I sopravvissuti poi se la giocano in pieno campionato, al freddo e con i campi invertiti, togliendo al pubblico – senza scomodare il paragone con l’inarrivabile FA Cup – il gusto della grande sfida. Infine entrano le big, giocando due turni se non tre a gennaio per poi giocarsi la finale a maggio. Un caos, che oltretutto non porta risultati da anni in termini di spettatori e seguito. foto Bergamopost da FacebookIl fondo in questo turno lo si è toccato a Bergamo dove la “bellezza” di 914 spettatorihanno pagato per vedere il 2-0 dell’Atalanta all’Avellino. Il decreto firmato da Alfano per vietare la trasferta dei tifosi bergamaschi per 3 mesi ha fatto il suo, così come l’impossibilità dei “Lupi” di aver al seguito i propri ultras, ma anche senza proteste i numeri non sarebbero cambiati di molto restando in linea con il desolante spettacolo delle tribune vuote visto sugli altri campi. I più fedeli sono stati i tifosi del Cagliari, accorsi in quasi 5mila per lo spettacolare 4-4 con il Modena di Novellino. I numeri dicono tutto. CASA OSPITE SPETTATORI PAGANTI Lazio Varese 3903 Verona Perugia 3957 Sassuolo Pescara 1887 Empoli Genoa 1470 Udinese Cesena 2400 Atalanta Avellino 914 Cagliari Modena 5000 Sampdoria Brescia 3255 TOTALE 22786 Numeri impressionanti, ma in negativo. Una media di 2848 tifosi allo stadio, nemmeno da paragonare a quelli registrati nelle sorelle inglesi e tedesche. I problemi sono tanti, ma una cosa è certa: così la Coppa Italia non interessa a nessuno, né ai giocatori né a quanto pare ai tifosi. Di riforma se ne parla da tempo, ma basterebbe iniziare con una semplice mossa: giocare le partite a scontro diretto in casa della più debole. Un pagliativo, ma un inizio per cercare di rendere più interessante il prodotto. A Perugia per esempio ci sarebbe stato un pubblico più caloroso per respirare aria di Serie A dopo tanti anni, così come ad Avellino e Varese e magari qualche sorpresa in più ci sarebbe stata, perché questo è in fondo quello che ci si aspetta da questo tipo di competizioni. Basti pensare andando indietro di pochi anni alla sfida Milan-Novara con 17mila tifosi azzurri accorsi a San Siro con la squadra all’epoca ancora all’inizio della cavalcata dalla Lega Pro alla Serie A. San Siro azzurro, ma mezzo vuoto: a campi invertiti ci sarebbe stato un entusiasmo devastante con benefici per spettacolo, format e botteghino.   A tutto questo, per concludere, va sommata la grande voglia di nuovi impianti che sostituiscano i nostri stadi ormai obsoleti. Il pubblico è in calo anche per questo come ha affermato il Rapporto Censis del 2014 in un capitolo chiamato “irresistibile voglia di nuovi stadi nelle città italiane”. L’enorme divario con le squadre europee dipende in buona parte anche dall’incapacità delle formazioni italiane di ottenere significativi incassi dalle vendite di biglietti e abbonamenti, e dalle altre attività commerciali legate alle partite giocate in casa. In altri paesi invece gli introiti legati ai turni casalinghi fruttano alle casse dei club grandi cifre. SQUADRA INCASSO ALLO STADIO (milioni) Manchester United 127,3 Real Madrid 119 Barcellona 117,6 Bayern Monaco 87,1 JUVENTUS 38 MILAN 26,4 ROMA 20,1 INTER 19,4 Il calcio italiano sta perdendo la sua parte più scenografica, il cuore pulsante di questo sport. Il calare inesorabile della media spettatori annuale è un segnale troppo trascurato. Anche quest’anno, dopo 13 giornate, siamo già sotto agli standard della scorsa stagione, lontanissimi dai numeri siglati fino al 2005/06. Poi il declino. (fonte sportmediaset)

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