Il miracolo friulano di Lionel Messi

Il miracolo friulano di Lionel Messi

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Il Corriere dello Sport dedica un’intera pagina all’alimentazione sportiva, con Messi e la sua ‘dieta friulana’ al centro dell’attenzione. Andrea De Pauli ha spiegato i perché della rinascita:

È solo di pochi giorni fa l’ennesima delusione vissuta con la camiseta dell’albiceleste argentina, sconfitta ai rigori nella finalissima di Coppa America dai padroni di casa del Cile, ma la stagione appena conclusa sarà, comunque, ricordata da tutti come quella della rinascita di Messi. Leggero, esplosivo e resistente come, se non addirittura meglio, gli anni del Pep-team di Guardiola, Leo ha giocato sempre e comunque, segnando a raffica e conquistando tutti i titoli a disposizione a livello di club. Alla base della resurrezione del fuoriclasse di Rosario, dato frettolosamente in fase discendente, appena un anno fa, da un significativo numero degli stessi soci del Barça, aperti a una cessione milionaria della Pulce, le cure miracolose del luminare friulano Giuliano Poser, medico sportivo specializzato in alimentazione e kinesiologia, che tra i tanti meriti ha avuto anche quello di risolvere il problema dei ricorrenti attacchi di vomito che avevano perseguitato il calciatore. 

MIRACOLO FRIULANO. In Catalogna, ormai, sanno tutto di Sacile e degli allegri pellegrinaggi di Messi e dell’inseparabile clan degli argentini, guidato dal citizen Martin Demichelis, il primo della comitiva ad affidarsi alle amorevoli cure del dottore dei campioni, e completato dal neocolchonero Luciano Vietto e dal Kun Agüero. Il quartetto è stato avvistato nella cittadina in provincia di Pordenone a inizio giugno e si è concesso pure un lauto, ma rigorosamente sano pasto nel ristorante Porca L’Oca, altro nome diventato celebre all’ombra della Sagrada Familia. Locale visitato in precedenza anche da Busquets e dal fresco interista Montoya, compagni di uno degli almeno quattro viaggi documentati del quattro volte Pallone d’Oro in Friuli. «Io aiuto, spiego e consiglio», il ritornello dello schivo luminare, che Leo si è portato in qualità di ospite anche a Berlino, in occasione della finalissima di Champions con la Juve. «Alla fine, però, quello che si allena, va in palestra, si riposa come Dio comanda ed è diventato consapevole di cosa, quanto e quando deve mangiare è proprio Messi». Lezione appresa a menadito, a giudicare dalla nuova silhouette esibita dall’erede di Maradona, che rispetto a un anno fa, si è alleggerito di almeno quattro chili, compensati da un aumento piuttosto vistoso del numero di tatuaggi. 

 SVOLTA ALIMENTARE. Tra i dogmi del dottor Poser, l’esclusione totale dalla dieta quotidiana di prodotti trattati con pesticidi e funghicidi e contenenti conservanti, grassi saturi, grassi vegetali idrogenati, conservanti e altri additivi di dubbia origine. Spazio, così, a cibi ricchi di vitamine, cereali, verdure, tanto pesce e olio d’oliva. «Ho imparato davvero ad alimentarmi solo dopo aver conosciuto il dottore», l’ammissione di Demichelis. «Per questo ho provato a convincere Leo ad andare a Sacile». Dal giorno della prima visita, Messi ha compiuto una svolta copernicana nelle sue abitudini, che ha contribuito a mettere fine alla comparsa dei conati in campo. Il cambiamento più traumatico, la rinuncia all’adorato asado argentino divorato con golosità nelle frequenti visite al ristorante gaucho Nueve Reinas, ubicato nel cuore di Barcellona. Per il resto, niente pizze ai quattro formaggi, caramelle gommose e bibite gasate, che la Pulce aveva ripreso a consumare con avidità dopo averle abbandonate nell’epoca Guardiola-Vilanova. Significativo che, durante una recente quanto interminabile registrazione di uno spot in città, interrogato su cosa ordinare al servizio catering, il 10 blaugrana abbia risposto: «Riso e pesce senza condimento, verdura e una bottiglietta di olio d’oliva a parte». 

 

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