Infront, adesso si parla anche di finanziamenti ai club

Infront, adesso si parla anche di finanziamenti ai club

Nuovi guai per Infront, almeno da quanto emerge dalle pagine della Gazzetta dello Sport. La ‘Rosea’, infatti, riporta che ora si parla pure di finanziamenti occulti ai club, in particolare a Genoa e Bari. È stato il Sole 24 Ore a dare conto, ieri, di una delle piste seguite dalla Procura di Milano.  
GENOA Pare che gli inquirenti abbiano scoperto un prestito di 15 milioni di euro «a favore di strutture estere riferibili al presidente Enrico Preziosi – scrive il Sole – grazie a una provvista messa a disposizione da Riccardo Silva (il titolare di MP & Silva, licenziatario dei diritti esteri della Serie A, ndr ) tramite altre strutture estere riferibili a Infront e gestite da T&F». T&F è quella società di consulenza con sede a Lugano il cui socio Baroni è finito in manette e oggi verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale di clienti gestiti dalla stessa T&F. Come scritto anche dal Corriere della Sera , secondo i magistrati ci sarebbe Infront Italy (oltre a Mr Bee, che sta trattando l’acquisto del 48% del Milan) tra i clienti della T&F: a segnalare Bogarelli a Baroni sarebbe stato il barone Filippo Dollfus de Volkesberg, arrestato a maggio e ora ai domiciliari, anche lui con l’accusa di riciclaggio. Ieri Infront ha interrotto il silenzio per smentire legami con la T&F: «Non abbiamo mai intrattenuto alcun rapporto con la società Tax & Finance».
(…)  L’altro filone delle indagini su Infront riguarda i diritti tv, e in particolare l’asta andata in scena più di un anno fa per assegnare i diritti delle dirette delle partite di campionato del prossimo triennio. L’esito ha visto Sky ottenere l’intera Serie A con l’esclusiva di 132 partite e Mediaset le gare in casa e trasferta delle principali otto squadre, per un incasso complessivo di 943 milioni a stagione per la Lega. Quei giorni del giugno 2014 furono burrascosi, con diffide e controdiffide da parte dei broadcaster duellanti e un’assegnazione finale che, grazie agli effetti della sublicenza, si risolse in un armistizio. A maggio di quest’anno, però, l’Antitrust ha aperto un’istruttoria ipotizzando un «accordo restrittivo della concorrenza posto in essere tra i principali operatori», con il contributo della Lega e dell’advisor Infront.

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