Behrami Affaire: il giocatore è a Belfast, la parola passa alla Fifa

Behrami Affaire: il giocatore è a Belfast, la parola passa alla Fifa

Botta e risposta tra l’Udinese e la Federazione svizzera sulla convocazione del centrocampista per i play off mondiali. Il dg bianconero Collavino: “Per noi non è valida”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

E’ atteso per domani il verdetto della Fifa sul caso Valon Behrami, o meglio sul Behrami Affaire, com’è stato ribattezzato in Svizzera. Sarà, infatti, la Commissione disciplinare del massimo organismo del calcio mondiale a decidere se la convocazione del centrocampista dell’Udinese per i play off per Russia 2018 con l’Irlanda del Nord sia legittima o meno.

La contestazione del club friulano nasce dal fatto che attualmente Behrami è infortunato – ha rimediato una lesione del bicipite BEHRAMI NAZIONALE Romania v Switzerland - Group A: UEFA Euro 2016femorale della coscia sinistra nel corso della sfida con l’Atalanta dello scorso 29 ottobre – e, inoltre, la chiamata in nazionale è arrivata oltre i termini previsti.  Nella nota inviata alla Fifa “si evidenzia come la convocazione del giocatore sia stata formalizzata in data 27 ottobre, in ritardo di cinque giorni rispetto alle tempistiche obbligatorie previste dalla normativa. Questo dato di fatto rende quindi non valida la convocazione del giocatore per il quale il club chiede il rientro immediato a Udine. Udinese Calcio ricorda inoltre di aver già comunicato all’ASF in data 3 novembre che il giocatore risulta attualmente infortunato, non in condizione di disputare le partite della propria nazionale e impegnato nel percorso terapeutico determinato dallo staff medico della società. L’interruzione del percorso riabilitativo prestabilito inciderà negativamente sulle condizioni di salute del giocatore. Se l’ASF non rilasciasse il giocatore o decidesse di impiegarlo nelle partite in programma, Udinese Calcio si riserva il diritto di procedere di fronte a tutti gli organi competenti di giustizia civile e sportiva nei confronti dei rappresentanti dell’AFS per violazione dei regolamenti FIFA e per qualsiasi eventuale danno alla salute del giocatore“.

Nel tardo pomeriggio è arrivata la replica della Federazione svizzera, attraverso il delegato delle nazionali Claudio Sulser che al canale Rsi.ch ha dichiarato: “E’ vero, la convocazione è tardiva, per quanto riguarda l’aspetto formale, ma l’Udinese ha sempre accettato la prassi della federazione di non essere fiscale per quanto riguarda i giorni di preavviso. Non aveva mai contestato questo modo di agire. Tenendo in considerazione tutti gli aspetti, reputiamo l’atteggiamento dell’Udinese non rispettoso del principio della buona fede. Non si può accettare una prassi e poi contestarla. Si tratta di una norma nata per tutelare le federazioni”.

La Svizzera, dunque, parla di “mancanza di flessibilità” da parte dell’Udinese, senza citare le condizioni precarie del giocatore che rappresentano il nodo centrale della questione, come ha precisato in serata a MUD il direttore generale dell’Udinese Franco Collavino: “Attendiamo l’esito del ricorso presentato alla Fifa, non siamo d’accordo con quanto ha precisato la Federazione. Abbiamo chiesto l’annullamento della convocazione prima di tutto perchè Behrami è infortunato. Avevamo concordato con la federazione che il giocatore rispondesse alla chiamata, si sottoponesse alle visite dello staff medico svizzero per poi rientrare a Udine. Vista l’importanza della gara è lecito attendersi che faranno di tutto per farlo giocare contro l’Irlanda del Nord. E questo andrebbe contro l’interesse del ragazzo, della sua salute, della sua carriera”.

Intanto Valon ha raggiunto assieme ai suoi compagni di nazionale Belfast dove domani alle 20.45 la Svizzera giocherà la gara di andata dello spareggio contro l’Irlanda del Nord. Se il mediano bianconero farà o meno parte della sfida con tutta probabilità non sarà il ct Vladimir Petkovic a deciderlo, ma la Fifa.

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