Chiacchiere da “Var”: il punto dell’ex arbitro Baldas

Chiacchiere da “Var”: il punto dell’ex arbitro Baldas

Fabio Baldas, ex arbitro di calcio italiano, fa il punto della situazione sull’uso della moviola in campo

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Come di consueto Fabio Baldas, ex arbitro di calcio, fa il punto sull’uso del Var e sulle sue implicazioni in campionato.

Signor Baldas, pare che il Var non abbia posto fine a tutte le polemiche sulle decisioni arbitrali.

Salvo qualche episodio, il Var è servito molto ad aiutare e in alcuni casi a sollevare l’arbitro per decisioni altrimenti difficili. In occasione del gol di Insigne nel match contro il Milan, l’arbitro e gli assistenti hanno giustamente aspettato che l’azione si concretizzasse, anzi hanno l’obbligo di lasciare andare l’azione perché in caso di gol a gioco fermo gli assistenti al Var non possono più intervenire.

La risultanza del Var sul gol di Insigne ha però scatenato molte polemiche su un suo presunto fuorigioco.

E’ uno dei primi casi in cui viene contestata la decisione del Var, ma quando è questione di centimetri è facile che ci siano visioni diverse, in questi casi limite dobbiamo prendere per buone le telecamere ed evitare che le polemiche si trascinino sterilmente per giorni.

Quali possono essere gli aspetti negativi legati all’uso della moviola in campo?

L’unico aspetto negativo che vedo nell’ausilio tecnologico è il rischio di un ricorso eccessivo a questo strumento. Oggi dirigere una gara con il Var è più semplice ma non deve essere usato come strumento per deresponsabilizzare il lavoro arbitrale, si rischia di sminuire un ruolo fondamentale che invece è e deve restare centrale. La valutazione del gioco deve mantenere la componente soggettiva, infatti solo l’occhio e l’esperienza del direttore di gara possono giudicare l’intenzionalità o la gravità di un intervento falloso.

Cosa può comportare quindi un uso eccessivo del Var?

Il rischio è l’abbassamento della qualità della classe arbitrale. Ricorrere eccessivamente al Var sembra possa permettere anche ai direttori mediocri di dirigere una gara; ma il vero arbitro, l’arbitro di classe,  è colui che alla fine prende decisioni difficili e importanti affidandosi innanzitutto alla propria bravura.

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