Diritti Tv Serie A secondo il “pacchetto Lotti”: i Pozzo si sfregano le mani

Diritti Tv Serie A secondo il “pacchetto Lotti”: i Pozzo si sfregano le mani

La nuova riforma sui diritti Tv porterà maggiore equilibrio finanziario in campionato avvantaggiando i club medio-piccoli come l’Udinese

di Redazione

La riforma sulla ripartizione dei diritti Tv della Serie A, il cosiddetto “pacchetto Lotti“, è prossima alla sua attuazione: passa infatti all’analisi del Senato la revisione della legge Melandri così inserita nel disegno di Legge di Bilancio 2018.

Sale dal 40 al 50% la quota dei diritti Tv attribuita equamente ai club di serie A, mentre scende dal 25 al 20% la parte assegnata al singolo club in base ai tifosi paganti nelle gare casalinghe degli ultimi 3 campionati. Viene poi eliminato il riferimento (pari attualmente al 5%) alla popolazione residente nel comune della società. Il 30% verrà assegnato sulla base dei risultati conseguiti e così ripartito: un 15% in base alla classifica e ai punti ottenuti nell’ultimo campionato e questo, secondo il Ministro Lotti, dovrebbe servire da pungolo per le ultime giornate di campionato, quando cioè i giochi sono ormai fatti, poi un 10% verrà assegnato sulla base dei risultati degli ultimi 5 anni e l’ultimo 5% dipenderà invece dai risultati internazionali e nazionali a partire dalla stagione 1946/47.

Una piccola rivoluzione che permetterà di accorciare il divario tra le big, portando maggiore equilibrio finanziario nel campionato. Riportiamo qui di seguito le tabelle stilate da Calcioefinanza.it sulla base  della stima degli incassi che la serie A potrebbe suddividersi nel triennio 2018/21  qualora con il nuovo contratto per i diritti Tv nazionali venga raggiunto  l’obiettivo di circa 1,1 miliardo di euro  e a cui vanno aggiunti i 400 milioni già stabiliti per i diritti esteri (la cifra complessiva va poi decurtata per somme da destinare ad alcune voci come ad esempio il paracadute, premi ecc…)

Con il vecchio sistema di ripartizione, l’Udinese si posizionerebbe a metà classifica ma a ben 100 mln di euro dalla prima, la Juve

FONTE DATI CALCIOEFINANZA
FONTE DATI CALCIOEFINANZA.IT

La riforma appiattirebbe notevolmente la classifica mediante una redistribuzione verso il basso degli incassi, a favore quindi dei club medio-piccoli

FONTE DATI CALCIOEFINANZA.IT
FONTE DATI CALCIOEFINANZA.IT

L’Udinese guadagnerebbe circa 10 mln di euro in più, a soli 30 mln dalla Juve i cui incassi ammonterebbero a poco più della metà rispetto all’ultima squadra di Serie A.

Al di là della cifra che la Lega riuscirà ad ottenere quando si concluderà l’asta per i diritti nazionali, resta comunque il nuovo rapporto tra la prima e ultima in classifica che scenderebbe a circa 2 a 1, a fronte dell’attuale 4 a 1, per la gioia delle squadre minori che si sfregano così le mani. L’unico punto di domanda che ci poniamo di fronte a questa riforma che sicuramente renderà il campionato nazionale più interessante e competitivo (ma questo obiettivo poteva essere raggiunto anche portando la Serie A a 18 squadre), è la competitività sullo scenario internazionale delle big italiane,  già “povere” rispetto ai club delle massime serie europee ed ora ancora più penalizzate. E ci si chiede questi soldi, verranno poi utilizzati per aumentare la qualità della rosa?

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