Genoa, Borriello: “Non sono finito”

Genoa, Borriello: “Non sono finito”

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Tra i protagonisti della sfida di sabato tra Genoa e Udinese ci sarà anche Marco Borriello, vera ‘bestia nera’ dei friulani’ tornato in Liguria da poco per la terza volta e desideroso di riscatto dopo che gli ultimi anni della sua carriera sono stati tutt’altro che positivi. In un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’ l’attaccante ci ha tenuto quindi a ribadire la volontà di fare bene con questa maglia a cui è innegabilmente legato: “Ho scelto iil Genoa per rilanciarmi, conosco questa squadra e so di dover fare dei sacrifici ma voglio l’Europa e la riconferma, poi ci sono gli Europei e vorrei provarci anche io. L’inizio è stato duro ma l’avevo messo in preventivo. A Roma la dirigenza aveva fatto scelte diverse, Sabatini parlò di me come un problema e io, senza essere valutato mai sul campo, ero sempre la terza o quarta punta. Sono rimasto a Roma per far cambiare idea a qualcuno ma battevo contro un muro. Al Genoa mi conoscono e mi apprezzano, anche Gasperini che mi ha fatto riprendere a faticare. Non sono finito e non sono un bello e dannato, gioco contro le etichette e voglio smentire tutti sul campo”.

Borriello non segna dal novembre 2013 (Roma-Sassuolo), ma la voglia di tornare a esultare è forte: “Quel giorno, con il Sassuolo, presi un colpo da Magnanelli. Nessuno l’ha mai saputo, ma ho avuto un “edema della spongiosa”, una microfrattura al perone, dolorosissima… Poi è cambiata la società e sono state fatte scelte diverse. Sono andato al West Ham, rimanendo fuori per un mese e mezzo. Un giorno dissi all’allenatore: ‘Vedo Sky anche a Roma, non sono venuto qui per guardare le partite in tv’. Solo la squalifica di Carroll ha permesso a me e a Cole di alternarci in campo: una cosa irritante per entrambi. Accadde poi che nel giorno di riposo andai ad  allenarmi da solo. Troppo carico, finii stirato. Al rientro il campionato era alla fine”.

Tra qualche mese Borriello compirà trentatre anni, ma lui si sente tutt’altro che vicino al momento in cui dovrà appendere le scarpette al chiodo ed è per questo che la squadra di Stramaccioni dovrà essere ancora più attenta per uscire da Marassi con un risultato positivo: “Invecchiare ha dei vantaggi: esperienza e saggezza le ho acquisite pure io. So cosa devo fare in campo. Ho ritrovato l’entusiasmo di allenarmi per un obiettivo. Non mi spinge la rabbia, ma un sentimento positivo”.

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