Il Milan e le ombre cinesi

Il Milan e le ombre cinesi

E’ un gioco di notizie e smentite, ma rimane il fatto ce l’epoca Berlusconi per il Milan sembra al tramonto. O almeno non sarà più il solo a reggere le sorti del club che necessita di soldi freschi per riemergere. Ombre cinesi, dunque, ma fino a metà maggio difficilmente si potrà parlare di cessione di quote.

Silvio Berlusconi ci sta pensando da mesi, vorrebbe vendere il 30% della sua creatura calcistica ma ha constatato che chi si è fatto avanti punta a ottenere la maggioranza, se non subito gradualmente. A ogni ondata di rumors corrisponde una smentita. E’ successo di nuovo, ma al di là delle dichiarazioni obbligate in questa fase, risultano due soggetti interessati in maniera concreta alle quote rossonere: il broker thailandese Bee Taechaubol, che starebbe raccogliendo fondi in Asia e in particolare in Cina; e un personaggio cinese (oppure una cordata, non è chiaro) la cui identità non è ancora emersa.

Di sicuro l’uno e l’altro hanno avviato due distinte operazioni di due diligence, l’esame dei conti del club, che dovrebbero concludersi per la fine di aprile. A metà maggio, secondo quanto filtra, i pretendenti dovranno svelare le proprie offerte. E’ difficile immaginare che Berlusconi abbia interesse a chiudere un simile affare proprio a ridosso delle elezioni Regionali del 31 maggio. Tutto può succedere, non sono esclusi colpi di scena. Potrebbe decidere anche una marcia indietro, oppure scegliere un nuovo partner che entrerebbe con un terzo delle azioni, per rilevare gradualmente la maggioranza, magari fino al 75%, come previsto fra l’altro nel protocollo di intesa non vincolante firmato a gennaio dall’ex premier con Taechaubol. Secondo indiscrezioni Berlusconi in alcuni colloqui privati avrebbe rivelato la cessione proprio di quella percentuale a non meglio specificati cinesi per una cifra fra il miliardo e il miliardo e mezzo di euro, ottenendo la conferma della figlia Barbara sulla poltrona di amministratore delegato. Non c’è alcuna trattativa sulla vendita e cessione del Milan, hanno puntualizzato fonti vicine al presidente rossonero sottolineando che non è mai stata fatta una reale valutazione circa il valore della società. Un’operazione simile, fra l’altro, asseconderebbe l’input del governo di Pechino che punta a sfondare anche nel mondo del calcio e vede l’Italia come terra di opportunità per le proprie compagnie, da ultima ChemChina che ha appena scalato Pirelli. A ottobre Berlusconi si è visto a San Siro al fianco di Richard Man Fai Lee, uomo d’affari di Hong Kong con molti interessi in Cina. Meno di un mese fa sono comparse foto del leader di Forza Italia al fianco di Poe Qui Ying Wangsuo, noto come Mr.Pink, dal nome della sua bevanda al ginseng che spopola a Hollywood.

Si è parlato anche di Wanda, il colosso cinese che ha acquistato Infront, l’advisor di Lega Serie A e Figc. E negli ultimi giorni si è diffuso un rumors su Zong Qinghou, presidente di Wahaha, gigante cinese delle bevande, considerato l’uomo più ricco del suo Paese, che ha smentito in fretta: “Non abbiamo alcuna intenzione di entrare nella mondo del calcio”. Ma le ombre cinesi restano alte e presto potrebbe uscirne il nuovo proprietario del Milan. Che difficilmente sarà ancora Berlusconi da solo.

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