Il Milan non sa più vincere

Il Milan non sa più vincere

Il Milan non sa più vincere. Domenica prossima, infatti, quando a San Siro si presenterà l’Udinese, saranno trascorsi ben 41 giorni dall’ultimo successo. Era il 19 ottobre, settima giornata di campionato, e gli uomini di Inzaghi sbancavano il Bentegodi, mettendo sotto per 3-1 il Verona. Allora fu un’altra volta Honda a trascinare i rossoneri, protagonisti di una delle migliori prove della stagione sul piano della concretezza, dell’efficacia della manovra e dell’equilibrio nell’impianto di gioco. Peraltro, con i 14 punti messi insieme, il Diavolo era al quarto posto in classifica, ad una sola lunghezza dalla terza piazza, occupata dalla Sampdoria, e rispettivamente a 4 e 5 punti da Roma e Juventus. 

STRISCIA NEGATIVA. Cinque giornate dopo, invece, con i soli quattro pareggi conquistati (a cui va aggiunta la sconfitta interna con il Palermo), il Milan si ritrova al settimo posto in classifica, con 5 punti di distacco dal Napoli, sistemato all’ultimo gradino del podio. Peraltro, dopo il doppio successo strappato nelle prime due partite del torneo, nelle successive dieci giornate la banda di Inzaghi è riuscita ad uscire vittoriosa dal campo soltanto altre due volte.

«E’ difficile che ci battano, ma allo stesso tempo facciamo una gran fatica a vincere», ha riconosciuto Diego Lopez dopo l’1-1 nel derby. Anche l’anno scorso, giusto tra ottobre e novembre, la squadra rossonera andò incontro ad una striscia di cinque gare di campionato senza vittorie, raccogliendo soltanto tre pareggi. Ma quello era un Milan già in chiara difficoltà, mentre quello attuale è andato incontro ad una clamorosa frenata che evidentemente rischia di compromettere le ambizioni future.

FINALE DI FUOCO. Tanto più che, in questo senso, il calendario non è certo di aiuto. Il finale dell’anno, infatti, regala solo scontri diretti, compresi quelli con Udinese e Genoa, oltre alle sfide più “classiche” contro Napoli e Roma. I friulani, guidati in panchina da Stramaccioni (due vittorie e un pareggio il suo bilancio con il Milan) hanno messo assieme lo stesso bottino della formazione rossonera. E’ vero che non hanno gli stessi obiettivi, ma sono stati comunque capaci di andare a vincere in casa della Lazio. Il Genoa, invece, è una delle sorprese del torneo: avesse vinto con il Palermo avrebbe agganciato addirittura il Napoli al terzo posto.

Insomma, il Diavolo ha davanti una ghiotta opportunità per risalire, per recuperare posizioni e per cominciare il 2015 con il sorriso, in attesa che magari il mercato regali sostanziose novità. E’ altrettanto concreto, però, il pericolo di precipitare e di vedere ulteriormente dilatato il distacco con le rivali nella corsa all’Europa più o meno nobile.

SENZA CASA. Il Milan, peraltro, non trova sostegno nemmeno in San Siro, dove ha raccolto meno punti che in trasferta, 8 contro 10. Proprio in casa, contro Juventus e Napoli, sono arrivate le due sconfitte stagionali. Solo due anche le vittorie casalinghe, conquistate contro la Lazio, al debutto in campionato, e contro il Chievo, addirittura lo scorso 4 ottobre, quasi 2 mesi fa.

Poco conta, quindi, che la squadra rossonera abbia la più alta media di spettatori della serie A, 49.298 (incide il doppio tutto esaurito con Juve e Inter), se poi gli avversari riescono con troppa facilità a portare via punti dal San Siro.

COME L’ANNO SCORSO. L’attuale media punti del Diavolo è di 1,5 a partita. Facendo una proiezione sulle 38 giornate del torneo, vorrebbe dire un bottino finale di 57, lo stesso messo insieme nella scorsa stagione, chiusa al settimo posto e quindi fuori anche dall’Europa League.

E’ vero che la concorrenza è ampia per le posizioni al di sotto di Juventus e Roma, e lo è altrettanto il fatto che l’organico a disposizione di Inzaghi non garantisce certo un vantaggio rispetto alle rivali, ma è chiaro che il Milan non possa permettersi un’altra annata senza Coppe. Un motivo in più per prendersi i 3 punti contro l’Udinese.

Tratto dal Corriere dello Sport

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