Italo Cucci: Juve e Milan non sono incidenti di percorso

Italo Cucci: Juve e Milan non sono incidenti di percorso

Approfondimento del campionato nell’editoriale di Italo Cucci per l’agenzia di stampa ITLAPRESS:
Juve e Milan kappao’, Roma a rischio. Non sono incidenti di percorso, e’ un problema di sistema. Non ho messo il Napoli nella lista dei dolenti perche’ la sua e’ un’altra storia che mi aiuta a spiegare il problema. Seguitemi. La sconfitta del Napoli a Sassuolo e’ una normale vicenda calcistica, perche’ quella di Sarri – nonostante le sue lamentose spiegazioni – e’ l’unica squadra ch’e’ rimasta praticamente intatta, con un potenziale offensivo strepitoso che in passato ha realizzato un centinaio di gol e ha esibito errori difensivi, questi pure rimasti intatti, costringendo il nuovo tecnico a correggerli “italianamente” per evitare di far la fine di Benitez, conquistatore di un umiliante quinto posto. Il “buco ” di Maggio con conseguente pareggio e la successiva svista difensiva che ha premiato Sansone possono essere riparati soltanto lavorando, e intanto Sarri ringrazi il cielo per il povero zero a zero incassato dal Real di Benitez con il modesto Gijon, senno’ sarebbe gia’ contestato dai “rafaeliti” impenitenti. La pesante caduta della Juve, oggi gia’ speranzosa di aggiustare la macchina in panne affidandosi al fantasioso Cuadrado, lontano anni luce dall’ordinatore Pirlo, e il desolante impaccio del Milan che pensa di…razionalizzarsi con l’aiuto di Balotelli, avendo perduto Ibra, fanno pensare che sia scoccata l’Ora del Dilettante molto somigliante alla farsesca Corrida di Corrado. Ma qui c’e’ poco da ridere, c’e’ un campionato che non finisce a maggio, anzi si trascina fino ad agosto fra tornei esotici, coppe, supercoppe e coppette varie, impedendo le antiche e mai cancellate norme che prevedono il possesso di una squadra compiuta e una preparazione tecnico/tattica razionale. Era parso – non solo a me – che la Juve sapesse quel che faceva mentre si liberava di Pirlo, Tevez e Vidal: si e’ sentita la mancanza del primo per l’infortunio di Marchisio e per la folle idea che Pogba fosse un “dieci” completo mentre e’ appena un platinesco 9 e mezzo (e questo l’avevo gia’ detto dopo l’illusoria Supercoppa cinese), mentre nessuno ha rimpiazzato il cileno, quello che portava la Juve all’intensita’ inventata da Conte, oggi sostituita da una abulia da supermedagliati in pensione. E cosi’ il Milan, tanto bello nelle descrizioni anticipate da Mihajlovic, non e’ andato oltre le intenzioni, affossato da una Fiorentina che ha speso la sua breve estate per farsi bella, ma sottotraccia, senza esaltarsi per le vittorie amichevoli. Applausi per Sosa, riscoperto raffinato saggio, augurandogli di tener botta. La Roma ha a sua volta esibito una provvisorieta’ disarmante e un gioco che vorrebbe essere esaltato dai piedi magici di Salah e Gervinho, risultati i peggiori in campo perche’ privi di un copione leggibile. Sara’ divertente – passatemi il cinismo – assistere al Big Match Roma-Juve di domenica, piazzato all’alba del torneo quando le due signore sono ancora in cantiere. Opportuno quanto onesto e’ sottolineare il successo dell’Inter, certo risicato ma frutto di una accorta scelta di normalita’ fatta da Mancini,  la cui prudenza – gia’ notata nelle giostre estive, affrontate non per ottenere inutili vittorie ma per evitare incidenti ai giocatori – e’ stata premiata da Jovetic. Se fossi nei potenti che hanno accettato di organizzare un campionato demenziale in piena estate comincerei gia’ a pensare al futuro e a un ritorno all’ordine virtuoso, impedendo che a godere non siano i club e i loro tifosi ma i mercanti entrati prepotentemente nel tempio.
(ITALPRESS Getty Images)).

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