Jacobelli: enorme Genoa. Mancini è stato gelato dall’Udinese

Jacobelli: enorme Genoa. Mancini è stato gelato dall’Udinese

Genoa, fortissimamente Genoa. Era dal 1929 che il Grifone non volava così alto sul campionato dopo 14 giornate. Terzo in classifica, al nono risultato utile consecutivo, unico club a battere la Super Juve in questo campionato, lo squadrone di Gasperini ha affondato anche il Milan fiondandosi da solo al terzo posto. 

La copertina della serie A è rossoblù: e pensare che, rispetto a un anno fa, Preziosi ha cambiato i connotati alla sua squadra per otto undicesimi. Memore degli errori commessi nelle due ultime stagioni, quando il Genoa sembrava diventato la hall di un grande albergo dalla cui porta girevole entravano e uscivano frotte di giocatori, il Signore dei Giocattoli non ha sbagliato una mossa, a cominciare dalla conferma dell’allenatore. I risultati si vedono. Tanto che Galliani (l’uomo che ha preso Torres per due anni e gli paga un ingaggio lordo annuo di circa 7 milioni di euro) gli ha subito richiesto Matri da gennaio, ma Preziosi non ci pensa nemmeno.

Il Genoa in zona Champions ha staccato il Napoli, al terzo pareggio consecutivo e costretto ad un’affannosa rimonta sull’Empoli che continua a stupire per la qualità del gioco e la freschezza atletica degli interpreti. Un Napoli forte con i forti e debole con i deboli, almeno sulla carta, il che irrita notevolmente De Laurentiis, in estate tanto sicuro della propria squadra da affermare: siamo da scudetto.

Aspettando di sapere se la Samp passerà sul campo del Verona e scavalcherà i partenopei, a tenere banco è il flop del Milan. Nonostante le quattordici visite pastorali di Silvio Berlusconi a Milanello, i rossoneri non ingranano: sono a 14 punti dalla Juve, a 11 dalla Roma e a 5 dal Genoa. Hanno perso con Juve, Palermo e Genoa, ma il ko di Marassi fa più male perché i rivali hanno dominato gli uomini di Inzaghi, puniti dal terzo gol stagionale di Antonelli.

La verità è che, da due anni, Galliani sbaglia mercato (e meno male che ha preso Bonaventura, l’unico acquisto azzeccato); che, se Berlusconi padre non decide chi comandi fra la figlia Barbara e il braccio destro Adriano, il Diavolo a due teste inventato un anno fa per mettere pace fra i due litiganti diventerà un’autentica jattura. Inzaghi fa quel che può, ma, se troppi giocatori non sono da Milan, anche entrare in Europa League sarà un’impresa.

Peggio del Milan sta l’Inter che pensava di rialzare la testa. Mancini è stato gelato dall’Udinese di Stramaccioni e Stankovic, implacabili ex usciti fra gli applausi. Icardi (8 gol in campionato, di cui 7 al Meazza) aveva illuso i nerazzurri: Fernandes e Thereau li hanno fulminati riportando i friulani alla vittoria che in campionato mancava dal 26 ottobre. Delle due l’una: o, nonostante il fair play Uefa, Thohir spende sul mercato o Mancini (1 pari e 2 sconfitte consecutive) farà peggio di Mazzarri.

La Lazio ha inflitto al Parma la dodicesima sconfitta in 14 partite, ma Donadoni e gli emiliani (che Ghirardi ha ceduto a una cordata russo-cipriota per circa 8 milioni di euro più i debiti) sono stati penalizzati dal disastroso arbitro Guida.

A proposito. A parte il nuovo gol fantasma, stavolta in B, firmato dal barese Caputo e naturalmente non convalidato, sarà interessante sapere che cosa dirà Nicchi delle prodezze di Irrati, fischietto di Roma-Sassuolo. I giallorossi hanno rimontato uno splendido Sassuolo con un rigore che non c’era e un gol viziato da fuorigioco nonchè da un fallo di Destro nell’azione avviata a centrocampo, ma tranquilli. Secondo il loro elegante presidente, gli arbitri italiani sono i migliori del mondo, chi li critica è un sovversivo, i giudici di porta sono meravigliosi e la moviola in campo è la rovina del calcio. Il giorno in cui Nicchi toglierà il disturbo sarà un giorno che arriverà sempre troppo tardi.

Nel frattempo, sul fondo spicca il salto triplo dell’Atalanta. Era ora. Anche perché nel giorno dell’Immacolata si affrontano Cagliari e Chievo. Vietato perdere perché il pareggio non serve a nessuno. Dietro l’angolo c’è la Champions: la Juve, frenata a Firenze da una brillante Fiorentina è ad un passo dagli ottavi e mercoledì, può farcela anche la Roma. il colpo in Europa sarebbe doppio: ne abbiamo bisogno.

Xavier Jacobelli – Globalist

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