L’analisi tattica: il Chievo e il suo 4-4-2

L’analisi tattica: il Chievo e il suo 4-4-2

Lo chiamano ‘miracolo Chievo‘: alt! I veneti sono una splendida realtà della provincia italiana, ma un miracolo è ben altra cosa. La salvezza virtualmente acquisita dalla compagine di Rolando Maran sta inondando i giornali, che con enfasi sottolineano quanto fatto dai ‘muli volanti’. Sicuramente è un obiettivo importante quello raggiunto, ma va anche detto che mai come quest’anno il campionato è stato ‘spaccato’ tra le squadre di testa e quelle che da tempo navigano tra gli ultimi posti. Screenshot 2015-04-18 07.41.56I clivensi dopo un avvio stentato, hanno trovato la scossa con l’avvento proprio di Maran che ha messo ordine in spogliatoio prima che in campo: con la perdita dello storico direttore sportivo, Sartori, la squadra di Campedelli ha perso molto. Non solo in chiave mercato, ma nella quotidianità. Il compito di un direttore sportivo, qualcuno se lo dimentica, è anche e soprattutto quello di stare accanto alla squadra, ottemperare i bisogni di tutti, cercare di mediare se necessario. Il contraccolpo dovuto alla partenza di Sartori si è materializzato fin dalle prime giornate, quando il Chievo ha faticato non poco con cinque sconfitte e un pari nelle prime sei gare. Tutto il girone d’andata è stato difficile, poi il ritorno ha fatto sì che la squadra abbia trovato qualche risultato importante (la vittoria su Samp e Genoa, i pareggi con Milan e Roma) che hanno dato fiducia a tutti. Contemporaneamente Cesena, Cagliari e lo spacciato Parma non hanno saputo fare nulla, il Chievo dunque si è trovato a mantenere una marcia salvezza in un torneo dove la media per raggiungere l’obiettivo si sta andando ridimensionando partita dopo partita. Contro l’Udinese il Chievo (ora a 32 punti) ha come obiettivo superare proprio in classifica i bianconeri per poi cercare di chiudere al meglio l’annata. Mancheranno Pozzi e Mattiello, che comunque non avevano trovato posto ultimamente nell’undici titolare. Maran non cambierà di certo il suo 4-4-2, il ‘modulo dei poveri’. E’ lo schieramento, infatti, di chi non  può permettersi materiale tecnico di valore, per cui opta per l’ordine e la disciplina. In fondo questa è la base proprio dei successi gialloblù: uno per tutti, tutti per uno è il motto. Nessun fronzolo in campo, ma il vecchio, caro modo di interpretare il calcio. Dainelli e Bostjian sono i due centrali difensivi: non sempre precisi, vanno in difficoltà specie se presi in velocità. Punte veloci e penetranti possono creare non pochi problemi. La difesa a quattro, si completa con i terzini, Frey e Zukanovic: il primo è decisamente l’uomo migliore del reparto, uno che offre spinta e inserimenti, oltre che un buon apporto in fase di interdizione. Dalla sua parte dovrebbe agire Giovanni Pasquale, che nell’eventuale centrocampo a cinque avrà il compito di ‘tenerlo basso’. Se Strama dovesse optare, invece, per la difesa a quattro, dovrà essere compito di un trequartista (Kone?) andare a pressarlo, visto che l’azione parte spesso proprio da lui.

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Le ultime disposizioni tattiche del Chievo
In mezzo i pericoli arrivano anche qui dalla destra, la fascia che l’Udinese dovrà presidiare al meglio: Schelotto a Verona si è ritrovato e agisce come le vecchie ali, protetto dietro e cercando spesso di puntare l’uomo. Scambi semplici e ricerca del fondo sono gli schemi prediletti, favoriti anche dalla velocità dell’ex Inter. Dall’altra parte, invece, Hetemaj alterna buone iniziative a rischiose ‘amnesie’. In mezzo i due centrali sono Izco e Radovanovic: il nazionale serbo è il cervello della compagine veronese, per il suo piede passano il 55 per cento dei palloni utili, cerca spesso le verticalizazioni, ma ha buona visione di gioco e spesso ‘scambia’ palla con Schelotto. Suo compagno di reparto è Izco,la fantasia. Se Radovanovic off garanzie anche in copertura e sui raddoppi, l’argentino è più propenso alla fase di costruzione. Badu (se dovesse giocare), Pinzi e Allan dovranno spendere molti polmoni per raddoppiare e cercare di non farli ragionare. Il Chievo va in enorme difficoltà se si chiudono i boccaporti in mezzo, specie contro le squadre numericamente superiori in questo reparto. Davanti Paloschi e Meggiorini (o Pellissier) sono le punte classiche: Maran chiede loro di tornare spesso, ma l’ex rossonero (o Pellissier) ha più libertà d’azione, rimanendo a ‘stuzzicare’ spesso i vari difensori. Spazia da destra a sinistra, ma predilige il piede naturale. attenzione alle spizzicate di testa sui calci piazzati, anche in virtù degli inserimenti da dietro di Izco, Bostjian e Radovanovic. Il Chievo alle spalle dei titolari non ha molte cartucce, però attenzione proprio a questo aspetto: tutti sullo stesso piano, e con la forza del collettivo a spingerli. Maran ha coniato una squadra certamente ostica, ma non irresistibile se presa con le pinze. Fatica molto sotto rete (0,7 la media gol), mentre come tiri complessivi non si discosta molto dai bianconeri (circa 3,5 a partita).

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