Lazio, Biglia: ‘Se resto? Non lo so…’

Lazio, Biglia: ‘Se resto? Non lo so…’

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«Resto alla Lazio? Non lo so, non dipende da me». Non mentiva, Lucas Biglia. I dubbi sul futuro espressi dal nuovo capitano della Lazio poco meno di un mese fa, alla vigilia della Supercoppa poi persa contro la Juve, hanno fatto tremare il mondo biancoceleste, ma non il presidente Claudio Lotito. Per lui il regista argentino è sempre stato incedibile, a meno di un’offerta da 40 milioni di euro, il doppio rispetto alla cifra messa sul piatto dal Real Madrid un anno fa, negli ultimi giorni del mercato estivo 2014. Il futuro di Biglia dipende da Lotito, anche perché il contratto che lega il regista argentino al club biancoceleste scadrà soltanto fra tre anni, il 30 giugno 2018. Ma anche la soddisfazione del neo capitano, e di conseguenza il suo rendimento in campo, dipende dal numero uno della Lazio, che dopo aver rifiutato l’offerta degli spagnoli aveva promesso un adeguamento al regista se la stagione fosse stata positiva. Così è stato, forse oltre le attese: con l’arrivo di Stefano Pioli in panchina, Biglia ha preso in mano la squadra e l’ha guidata al terzo posto in campionato, diventando uno dei giocatori più importanti della rosa biancoceleste, se non il più importante, almeno dal punto di vista tattico. Ecco perché, di ritorno dalla Coppa America persa in finale contro il Cile, l’argentino aspettava la chiamata del presidente Lotito. Per ora, però, si è dovuto accontentare dei gradi di capitano, un «premio» non richiesto e accolto con il beneficio d’inventario: «Ora ho la fascia – ha spiegato Biglia un mese fa – ma non per questo rimarrò sicuramente. Tutto può succedere». Nulla è successo, perché Real Madrid e Manchester United hanno fatto scelte diverse sul mercato. E perché Lotito ha spento sul nascere i sondaggi effettuati nelle ultime ore di trattative da Juventus e Milan. Ma il messaggio lanciato dal centrocampista è chiaro: Biglia aspetta una telefonata e l’offerta per il rinnovo del contratto, vuole che la società lo faccia «sentire importante» come promesso dal direttore sportivo Igli Tare a metà luglio. Certo il neo capitano, che ora guadagna poco meno di un milione e mezzo a stagione, non può sognare un ingaggio da tre milioni di euro, ma Lotito vuole portarlo sui livelli dei top player biancocelesti Klose e Candreva, ovvero circa due milioni più bonus. In attesa dell’incontro con il presidente, Biglia sta lavorando per risolvere il problema muscolare al polpaccio rimediato lo scorso 22 agosto durante il match contro il Bologna. «Abbiamo notizie positive dagli ultimi controlli – ha dichiarato martedì scorso il medico sociale Stefano Salvatori – speriamo possa iniziare a fare un lavoro in acqua dalla prossima settimana, valuteremo giorno dopo giorno quando sarà possibile farlo tornare in campo». Nessuna prognosi, com’è abitudine dei medici biancocelesti in questa stagione, dunque per capire quando il regista argentino potrà rientrare bisogna affidarsi alla logica. Biglia ha riportato una lesione tra il primo e secondo grado, un problema meno grave rispetto a quello che ha fermato Miroslav Klose. Il capitano della Lazio potrebbe quindi tornare a lavorare con il gruppo dopo la sosta, a metà settembre, ed essere pronto per giocare dieci giorni dopo, mercoledì 23 settembre, nella gara casalinga contro il Genoa. Di sicuro, però, il recupero non sarà affrettato com’è successo spesso la scorsa stagione, perché Biglia non vuole rischiare ricadute e nuovi infortuni. Magari una telefonata del presidente Lotito – che in questi giorni sta pensando di chiedere il pignoramento degli stipendi di Zarate al Velez perché ancora non ha ricevuto i sei milioni della causa vinta alla Fifa – potrebbe restituirgli il sorriso e accrescere la voglia di tornare in fretta.

Tratto da: “Il Tempo“, Daniele Palizzotto – Lazialita.com

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