Christian Manfredini: “Delneri ha cambiato volto all’Udinese”

Christian Manfredini: “Delneri ha cambiato volto all’Udinese”

L’ex centrocampista del Chievo ha commentato l’amichevole tra la Nazionale Under 19 e la Spagna e ha lanciato un simpatico messaggio all’attuale tecnico bianconero: “Mister, vengo a lavorare con lei”

“Delneri ha cambiato il volto dell’Udinese”. Questo è il pensiero di Christian Manfredini, ex centrocampista del Chievo, al quale ieri la Rai ha affidato il commento tecnico dell’amichevole tra la Nazionale Under 19 e la Spagna disputatasi allo stadio Friuli. Per l’ivoriano classe ’75, che è stato allenato dall’attuale tecnico dell’Udinese Gigi Delneri a Verona dal 2000 al 2002, l’Udinese può ancora crescere sotto la guida del tecnico di Aquileia, un vero maestro della tattica.

Manfredini, qual era il segreto di Delneri al Chievo?

Ricordo una persona tranquilla, aldilà dell’aspetto tecnico. E’ sempre stato un allenatore valido, che mi ha insegnato molto a livello tattico e tecnico. Il suo segreto? Quando è arrivato a Verona avevamo bisogno di “qualcosa”. Eravamo un gruppo di buoni giocatori, ma nessuno era riuscito a rispondere sul campo alle aspettative. Con lui è cambiato qualcosa, ha portato il suo progetto, ci abbiamo creduto e siamo riusciti a realizzare qualcosa di bello.

Come lo vede sulla panchina dell’Udinese?Udinese Gigi Delneri Dacia 2

E’ tornato a casa (sorride, ndr). Comunque lo vedo bene, da quando è tornato a lui, senza nulla togliere a Iachini, la squadra ha ritrovato qualcosa di positivo. Aldilà della sconfitta di domenica, sono certo che possano solo fare bene. Penso che stia dando qualcosa in più, per la sua terra.

Secondo lei si vede l’impronta del tecnico friulano in questa Udinese?

E’ ancora presto, ma qualcosa gli va riconosciuto. Da quando è arrivato lui la squadra ha cambiato volto. Ha rigenerato Thereau, che è sempre stato un giocatore importante e con Iachini non ha giocato molto. Qualcosa ha dato a questa squadra e può dare ancora qualcosina in più.

Delneri è famoso per il gioco sulle fasce, lei ne sa qualcosa in primis… ma cosa vi chiedeva in particolare?

Spingeva molto sugli esterni, perchè gli esterni possono fare la differenza. Se tu hai degli esterni che saltano l’uomo e creano superiorità numerica, ti possono fare la differenza. Ci ha fatto lavorare tatticamente tantissimo, mi ricordo che all’inizio ci faceva fare due allenamenti sia il martedì che il giovedì per insegnarci a come muoverci in campo. Mi ha insegnato molto a livello tattico e questo me lo porterò dietro per tutta la vita.

Delneri viene spesso preso in giro per la sua parlata veloce, poco comprensibile, soprattutto per gli stranieri. Voi lo capivate perfettamente?

Noi lo capivamo. Il fatto che lo prendano in giro è anche qualcosa di bello, vuol dire che lo ricordano. E’ arrivato a creare un personaggio. Il linguaggio del calcio è universale, quando impari certi movimenti tattici e li vedi in campo non servono le parole.

Allargando lo sguardo alla serie A, cosa ne pensa di questo campionato?

Come vedono tutti, la Juventus è la squadra più forte, anche se non è imbattibile come l’anno scorso. Le altre si sono avvicinate leggermente, come sempre c’è qualche sorpresa. Il Napoli sta giocando molto bene e l’Udinese sta venendo fuori. Ma alla fine vincerà sempre la Juventus.

In coda i giochi sono fatti?

Sì… Il Crotone, anche se sta facendo un buon campionato, farà molta fatica a salvarsi. Il Palermo lo stesso… mi spiace davvero per Eugenio (Corini, ndr) che è un bravo allenatore, ma salvare i rosanero è davvero un’impresa grande.

Infine, quali sono i suoi progetti futuri?

Da grande? Aspetto di lavorare con mister Delneri. Lo verrò a trovare, anzi glielo dico proprio mister vengo a lavorare con lei.

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