Mister X: alla scoperta del Sassuolo

Mister X: alla scoperta del Sassuolo

A.D.R. tecnico Uefa B, alla scoperta dei segreti della squadra di Di Francesco e di come fermarla

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MISTER X
BY Andrea D.R.

Modulo 4-3-3

Probabile formazione:
portiere: CONSIGLI
difesa:  GAZZOLA – CANNAVARO – ACERBI – PELUSO
centrocampo:  PELLEGRINI – AQUILANI – DUNCAN
attacco: BERARDI – MATRI – POLITANO

stat sassuolo
FONTE DATI LEGA SERIE A

Chi è il Sassuolo? La spiegazione è racchiusa in un nome-cognome: Eusebio Di Francesco. La sua idea calcistica è sicuramente stata ispirata dal maestro boemo Zeman da cui Di Francesco è stato allenato per due anni (97-99) alla Roma, infatti parliamo di un modulo “zemaniano” 4-3-3 rivisto e rielaborato con concetti nuovi.
E’ una squadra molto equilibrata, dotata di modernità nei concetti di gioco, ma anche di equilibri di fondo e con principi di gioco molto ben definiti.

FASE OFFENSIVA
La fase di possesso palla della squadra modenese si sviluppa sin dalla linea difensiva, con i due difensori centrali che si alternano nel lavoro di impostazione. Tra i due quello che maggiormente gioca il pallone con i propri compagni è Acerbi, che a volte è capace di spingersi in avanti, con Cannavaro che rimane in copertura.
Dalla linea difensiva il pallone viene giocato o su un centrocampista che si abbassa sempre in appoggio, oppure viene immediatamente verticalizzato verso gli attaccanti.
I due terzini invece giocano alti rispetto ai loro compagni di reparto, con licenza di spingere in avanti in maniera alternata. Tra i due però è il terzino di destra Gazzola quello più avanzato, alza notevolmente la sua posizione in fascia e spinge in maniera più insistente rispetto al suo collega Peluso.
I 3 centrocampisti invece hanno un doppio compito: cioè fornire un appoggio ai compagni in possesso di palla e pressare immediatamente gli avversari in caso di perdita del possesso.
Aquilani si abbassa spesso a ricevere palla dai due difensori centrali, per poi impostare lui stesso il gioco. I due interni invece si allargano sulle fasce, creando una catena laterale a 3, insieme al terzino e all’esterno di attacco.
Con questo spostamento verso l’esterno, nella zona laterale del campo si crea spesso una grande densità, che permette al Sassuolo di avere tante alternative nella costruzione del gioco, il quale comunque si sviluppa principalmente in verticale sfruttando i movimenti delle ali.
I due attaccanti esterni infatti cercano continuamente la profondità, essendo loro i destinatari principali delle verticalizzazioni. Tra i due esterni però, si nota che il più cercato dai compagni è senza dubbio Politano, al quale viene spesso affidato il compito di rompere l’equilibrio difensivo avversario con un dribbling oppure con un taglio in profondità.
Oltre a questo, i due esterni d’attacco inoltre compiono un movimento verso la porta, cioè verso la zona centrale, favorendo in questo modo le avanzate dei due terzini.
Attenzione alle costanti sovrapposizioni dei terzini pronti al cross in area con frequenti triangolazioni. Matri è portatore di vivacità nell’attacco, dove i due esterni spesso si invertono di posizione. A volte poi, è lo stesso Matri che si sposta in una posizione più laterale per ricevere palla lasciando lo spazio centrale dove si inseriscono attaccando la profondità con sortite micidiali Politano e Berardi.

FASE DIFENSIVA
Nella fase di non possesso palla dei neroverdi, inizialmente si nota un cambiamento di posizione delle due ali esterne, che si abbassano e si stringono molto verso il centro andando a formare un 4-3-2-1 molto stretto, in grado di aggredire molto bene le linee avversarie.
Ma con l’avanzare della partita, questo schieramento in fase difensiva si modifica in un più classico 4-4-1-1, per coprire in maniera più efficiente i contropiedi avversari sviluppati unicamente per vie laterali,
sopratutto a destra. Per far ciò l’esterno sinistro Peluso si abbassa sulla linea dei centrocampisti, con Politano che invece si posiziona alle spalle della punta centrale.
Durante la fase di non possesso, la squadra di Di Francesco crea sempre una grande densità intorno alla zona della palla, con una pressione mirata al recupero immediato del possesso, e mantenendo allo stesso tempo alcuni giocatori, principalmente Matri e Politano, in posizione offensiva per sfruttare le eventuali transizioni positive.
Quando la squadra avversaria gestisce il pallone nella propria metà campo, oltre allo stesso Matri, i giocatori che effettuano maggiore pressing contro l’avversario sono i due interni di centrocampo, Pellegrini e Duncan, avanzando a volte anche fino al livello degli attaccanti. Si nota però che effettuano pressing in maniera alternata, in base a chi è il più vicino alla palla, in modo da mantenere comunque un equilibrio tra i reparti.

RAGGI X (considerazioni finali)

Da una attenta analisi statistica l’unico punto che ritengo utile indicare è che il Sassuolo ha realizzato 33 gol di cui 19 in trasferta (Udinese 27 di cui 17 in casa) ma c’è da dire che ne ha subiti 40 di cui 23 fuori casa (Udinese 32 di cui 16 in casa), questo per evidenziare la pericolosità dell’attacco dei neroverdi in trasferta ma soprattutto il punto debole, la difesa.
Quindi segnalo che tra le cose non perfette nello schema tattico del Sassuolo è la fase difensiva dei due terzini, soprattutto quando subiscono il contropiede (transizione negativa) e nelle marcature degli avversari che giocano tra le linee. Soffrono i giocatori che partono dalla posizione esterna con movimenti rapidi e precisi che attaccano lo spazio in profondità alle spalle del terzino.
E’ una partita da giocare a viso aperto, sicuramente difficile dal punto di vista tattico, ma bisogna essere attenti compatti e decisi nella fase difensiva, al contempo audaci, sfrontati e coraggiosi nelle sortite offensive, insomma serve una partita orgogliosa con il “grande cuore bianconero”.

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