Reja: Quella partita con Pierpaolo Pasolini….

Reja: Quella partita con Pierpaolo Pasolini….

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Lunga intervista tra presente (la sua ex Lazio) e passato per il friulano Edy Reja sul Corriere dello Sport.

A 70 anni in panchina con l’entusiasmo di un ragazzino. Come fa? E Bergamo è l’ambiente ideale per riuscirci?  «Penso, per quello che ho vissuto, sia ideale per me. Una società che ha nel suo Dna questa carica. C’è una partecipazione totale della tifoseria, si sente molto questo aspetto. E’ proprio una fede. Un ambiente giusto per la mia dimensione. Qui ho ritrovato carica, entusiasmo»

Il suo amico Capello è stato l’allenatore italiano più forte di tutti i tempi?  «Per quanto riguarda i risultati, di sicuro è stato il più vincente».

Cinquant’anni di calcio, qual è il suo rimpianto principale?  «Non ho rimpianti, posso ritenermi soddisfatto, a 70 anni alleno ancora in serie A. M’è rimasto un rammarico come calciatore. Mi avevano richiesto il Milan e il Cagliari, che poi avrebbe vinto lo scudetto. Mazza, il presidente della Spal, mi diede per una somma superiore di 10 milioni al Palermo. Il Milan mi chiese nuovamente dopo un anno di Palermo. L’allenatore Di Bella disse: “Reja è incedibile”. Mi sarebbe piaciuto provarci per vedere se potevo stara a certi livelli».

Ci racconta quella volta che giocò a calcio con Pasolini?  «Ci trovavamo a Grado, era di Casarsa, delle nostre zone. Ha girato Medea, il film. Sormani, Riva, Rivera, c’erano tantissimi giocatori. Grado, famosa per le sabbiature, in estate era piena di giocatori. Giocavamo per divertimento e per tenerci in forma. Pasolini era un’ala destra, con discreta tecnica, buona velocità».

 

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