Serie A: il pagellone del Corriere dello Sport

Serie A: il pagellone del Corriere dello Sport

Il Corriere dello Sport ha dato i voti al campionato: per l’Udinese un 6 in pagella. “La salvezza e le 14 reti di Di Natale, che speriamo non sia all’ultimo atto da giocatore. C’è poco altro nella stagione friulana, solitamente più generosa”.

JUVENTUS   10

Per la lode è attesa a Berlino, ma comunque vada in finale, la sua stagione è fantastica. In Italia non ha sbagliato niente, se si toglie la Supercoppa lasciata al Napoli ai rigori. Ha vinto la Coppa Italia in trasferta, all’Olimpico, lo scudetto col solito netto anticipo e in certi momenti ha giocato pure bene. Non solo forza, ma anche tecnica e abilità tattica: il passaggio rapido e continuo dalla difesa a 3 a quella a 4 è stata la sua vera caratteristica.

LAZIO 9

Gioco splendido e risultato ottimo. Se poi qualcuno ricorda le previsioni estive, può capire il 9 a una squadra che ci ha fatto divertire. E’ stata la più vicina a strappare un trofeo alla Juventus (il palo-palo di Djordjevic), l’unica a giocare sempre un calcio d’attacco, l’unica, fra le prime 5, a migliorare (e anche sensibilmente: +13) il punteggio del campionato scorso. Il 3° posto è ampiamente meritato.

EMPOLI 8

Il miglior calcio della Serie A, questo è il riconoscimento quasi unanime degli osservatori. Empoli e Lazio sono state le squadre che hanno rubato l’occhio, la differenza sta nel livello dell’organico a favore di Pioli e nella continuità del lavoro (tre anni insieme) a favore di Sarri. In più ha rilanciato Saponara, miglior trequartista italiano del girone di ritorno, e lanciato Valdifiori, miglior regista italiano della categoria.

GENOA 7,5

Esclusa l’ultimissima col Sassuolo, ha finito il campionato correndo e con il 6° posto. E’ una delle squadre in cui si nota con più chiarezza il lavoro del tecnico e ancora una volta Gasperini ha saputo dare al Genoa un marchio netto. Un dato statistico: ha fatto 15 punti in più del campionato precedente.

FIORENTINA 7

Ha ragione Montella quando dice che il percorso tecnico della sua squadra si è esaurito, questo gruppo ha dato molto (ma, a differenza di quanto sostiene il tecnico, ha ricevuto altrettanto, non certo di meno). In questa stagione è stata fra le grandi protagoniste fino allo 0-3 al Franchi contro la Juve in Coppa Italia. Era il 7 marzo. Un momento esaltante si è trasformato presto in depressione. Alla fine restano una semifinale di Europa League, una semifinale di Coppa Italia e un 4° posto: questa è la dimensione della Fiorentina. Che può fare meglio, ma anche peggio.

SAMPDORIA 7

E’ un’altra squadra oltre le attese. Nel girone d’andata aveva due ottimi attaccanti, Eder e Gabbiadini, che a gennaio è passato al Napoli. Gabbiadini ha segnato in tutto 15 gol, 7 con la Samp e 8 col Napoli. Date anche quegli 8 gol alla squadra di Mihajlovic e di sicuro la troverete più su in classifica.

PALERMO 7

O Zamparini è invecchiato, o Iachini è ancora più bravo di quello che pensiamo (e molti pensano che sia davvero bravo). Beppe è rimasto incollato sulla panchina dei siciliani per tutto l’anno, ha portato la squadra alla salvezza e in certi momenti l’ha fatta giocare bene. Il suo capolavoro non è il predestinato Dybala alla Juve, ma lo smarrito Vazquez in Nazionale. Voto 7 alla squadra, 8 al tecnico.

VERONA 7

E’ la squadra del capocannoniere più anziano di sempre, si è salvata con largo anticipo grazie ai gol di Luca Toni, al centro del gioco di Mandorlini.

CHIEVO 7

Ha avuto dei momenti di buon calcio, sfruttando la qualità di Paloschi (9 gol) e l’esperienza di Pellissier (7). Per Maran una stagione positiva con i 7 punti in più rispetto al campionato scorso.

SASSUOLO 6,5

Avrebbe meritato un voto più alto per il girone d’andata, più basso per il ritorno. Una volta raggiunta la salvezza, la squadra si è un po’ seduta come il suo cannoniere Zaza che si è ripreso in extremis con la doppietta contro il Genoa.

TORINO 6,5

Non era facile senza Cerci e Immobile (35 gol in due), per questa ragione, e nonostante i 3 punti in meno del campionato scorso, Ventura ha fatto un’altra bella annata.

ROMA 6

La sufficienza è solo per il risultato del campionato, il secondo posto che garantisce la Champions. Il resto è stata un’eliminazione continua compresa qualche umiliazione: fuori dalla lotta-scudetto già alla fine di febbraio; fuori dal girone di Champions con i 7 gol presi in casa dal Bayern; fuori dalla Coppa Italia per mano della Fiorentina; fuori agli ottavi dall’Europa League sempre contro la Fiorentina con un terribile 0-3 all’Olimpico. Si è salvata col secondo posto e con i derby. Rispetto al campionato precedente, ha fatto 15 punti in meno. Quanto ha detto Garcia («Juve irraggiungibile») forse è giusto, ma se quest’anno la Roma avesse fatto i punti dell’anno scorso (85) sarebbe rimasta in corsa per lo scudetto fino all’ultima giornata. Un po’ di colpa sarà sua, o no?

PARMA 6

E’ il voto per la dignità e la professionalità dimostrate dal gruppo e dal suo allenatore nell’interminabile momento di abbandono del club. Sul piano tecnico, è giusto ricordare però che già prima che scoppiasse il caso-Parma e arrivassero i punti di penalizzazione al posto degli stipendi, la squadra era finita in fondo alla classifica.

ATALANTA 5,5

Con Denis, Baselli, Maxi Moralez, Zappacosta e Cigarini c’era da aspettarsi un campionato meno tribolato. Invece, Colantuono prima e Reja dopo hanno potuto dividere solo la salvezza.

NAPOLI 5

Il fallimento è in coda, ma durante tutta la stagione questa squadra ha dato segnali contrastanti. Quando sembrava che stesse per risalire era il momento in cui scendeva. Come organico doveva battersi almeno con la Roma per il 2° posto e invece è arrivata quinta. Dopo due anni, Benitez ha fatto rimpiangere Mazzarri. Lo dicono i risultati.

CESENA 5

Ha finito il campionato con la peggior difesa, Parma escluso, ma nel caso dei romagnoli ci voleva un miracolo per arrivare alla salvezza. Troppo modesta la squadra, con un solo ottimo giocatore: Defrel.

INTER 5

Ogni volta che una milanese non si qualifica in una Coppa è una stagione persa. Chiamarla stagione di transizione sarebbe una presa in giro. Da San Siro deve transitare solo l’Europa. Mancini non ha risolto i problemi che aveva Mazzarri: appena la squadra ha mostrato un cenno di gioco, subito l’ha perso. L’organico, a differenza di quello del Milan, ha pure una buona a qualità, basta fare il nome di Icardi: il suo titolo di capocannoniere è almeno una consolazione, come l’ottavo posto che la esclude dal turno preliminare d’agosto in Coppa Italia. A cosa è ridotta l’Inter…

MILAN 4,5

Dicono che Inzaghi fosse privo di esperienza, ma in questa stagione i veri inesperti sono stati Berlusconi e Galliani. Il primo perché a un certo punto ha pensato (e dichiarato…) che l’organico del Milan fosse dello stesso livello della Roma (ma dai), il secondo perché ha messo a disposizione di un giovane allenatore un organico scarso.

CAGLIARI 4

Dopo 11 campionati di Serie A una provinciale può pure retrocedere, ma c’è modo e modo. Anche il livello dell’organico faceva immaginare quanto meno una lotta serrata per la salvezza. Invece il Cagliari ha prima rigettato la rivoluzione tattica portata da Zeman, poi si è mollemente adagiato in fondo alla classifica e nemmeno un ragazzo orgoglioso come Zola ha saputo rilanciarla, infine è crollata. Delle tre squadre retrocesse è l’unica senza scuse.

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